Archive | December, 2006

Puck è un bastardo

 

 

I cari Ivan e Manuel mi hanno incrociato qualche fiera fa mostrando a me e all’amico Rosenzweig la loro fanzine “the artist”. una chicca piena di roba underground, disegni e storie loro ma anche di autori con la U (di underground) maiuscola. Vedi Mike Diana,Hunt Emerson ecc.

la prima cosa che ci colpì è che i due stronzetti erano sani,pure belli! e guardavano le regazze proprio negli occhi! senza abbassare lo sguardo!!!!
ma una cosa del genere era mai successa nel nostro impaurito mondo di nuvolette?

restammo colpiti da tanta gioia di vivere,e dall’ entusiasmo che avevano negli occhi mentre parlavano della loro creaturina sporca e maledettamente appassionata.
no seghe mentali,no tristezze,no ansie esistenziali. solo la voglia di raccontare le loro rabbie con la dovuta ironia.

oggi ,a distanza di un paio di anni, fanno uscire uno speciale “The Artist”, con racconti di vari mostri sacri dell’underground fatti apposta per loro. Cito:Pat Moriarty,Hunt Emerson,Zograf, Mike Diana ecc. Poi ci sono pure gli italiani,tra cui Maurizio Rosenzweig, Sergio Ponchione Squaz, Akab e molti altri (ci sto pure io). Copertina di Bacillieri.
Minchia,fa un sacco ridere, è sincero ed esaltato, grezzo e punta dritto al sodo.

consiglio di comprarlo.

bastardi,ce l’hanno fatta ancora una volta, e in più non leggeranno questo post perchè impegnati a scambiarsi le tipe.

 

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Perchè lavoro all’estero?

 

e perchè non dovrei?
faccio fumetti,non amo disegnare in stile bonelli,non ne sono comunque capace.
In italia non ho molte alternative:se nessuno qui vuole il mio lavoro me lo procuro altrove.

Resta altro?

Nell’epoca del mercato globale chiuque può avere a disposizione il mondo per spostarsi,lavorare meglio e scambiare informazioni.
nel mercato delle briciole del fumetto italiano pare che questa sia un’eresia: si critica  la fuga di “cervelli” (manco si parlasse di scienziati o che ne so io.Che tenerezza…ma sono solo fumetti!inoltre capolavori non ne vedo da anni, e pure in quel caso ci sono forse problemi di matrice leghista che spingono alcuni a voler tenere il proprio fallo medio-duro solo per sè?) e si addita a chi parte l’arroganza di sentirsi superiori a questo mercato,o di volere tanti,troppi soldi.
per favore, cerchiamo di riprenderci.. io disegno fumetti, voglio che sia il mio lavoro; perchè questo avvenga è necessario che io guadagni dei soldi per vivere, intendo soldi che ,sommati a fine mese,diano una somma simile a uno stipendio medio. Se non voglio disegnare sei vignette quadrate per 100 pagine di stampo fortemente classico e realistico che alternative ho? Cerco altrove, con umiltà ma deciso a difendere le mie caratteristiche.

Sono diventato famoso perchè lavoro all’estero? direi di no.. mi frega qualcosa al riguardo? non credo, lavoro comunque regolarmente.
Sono ricco? non scherziamo, però sono indipendente.

Grazie a queste scelte non ho dovuto arruffianarmi nessuno, pratica molto in voga qui in Briciolandia, e dunque mi posso dire soddisfatto.

a voi il commento,fatevi sotto.

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FOTTI IL FUMETTO

 

 

 

 

 

cazzate a parte,questo è il lavoro più bello del mondo. no,non è vero,è uno dei più frustranti.
Se uno è lunatico,tipo il sottoscritto,entrambe le cose convivono.
Convivono perchè è bello lavorare a casa tua, in mutande, alle 5 di notte, mentre ascolti la tua musica, bella o brutta che sia, mentre cazzeggi o inviti gente o la mandi via.
puoi fare tutto quello che vuoi,purchè il giorno della consegna tu sia presente, fiero e tronfio con le tue tavole,le più belle del mondo.
il lato brutto?non poter creare quello che vuoi.
Il mio concetto personale di Arte è: ogni cosa o esperienza che, una volta vissuta,mi fa tornare a casa diverso da prima. Qualcosa, dunque, che mi fornisca un’ emozione ”inedita”.
Con questo presupposto è chiaro che dal mio punto di vista il fumetto non possa quasi mai essere arte.
Perchè il fumetto deve vendere,e dunque è importante essere ruffiani con i lettori, propinando loro idee sempre simili, con qualche salsina nuova ogni tanto per dare l’illusione che si stia al passo coi tempi.
Avete notato che nei media il fumetto è sempre l’ultima ruota del carro culturale?ogni argomento nuovo viene passato in internet, in tv,nella musica,nella moda, nelle arti, e dopo essere stato filtrato e digerito,e pure vomitato per la stanchezza che ormai ha suscitato, eccolo giungere finalmente nel fumetto. yeah!
le idee scarseggiano, ma in fondo, chi le vuole?
gli autori stessi (ci includo sceneggiatori,disegnatori,persino coloristi, e io ovviamente,così non cominciate a mandare commenti tipo “minchia è arrivato il genio incompreso”,magari..ne ho fatte di cappellate..) hanno la sindrome da emulazione, o da scarsa personalità. seguire a testa bassa il vincente ,copiarne ogni mossa e trovare lavoro grazie al fatto di essere uguali a LUI e costare (ovviamente) di meno.
si,ok,però questo è l’inizio dell’appiattimento, perchè se è vero che l’editore non è quasi mai coraggioso o economicamente preparato al rischio,è altrettanto vero che ben pochi autori hanno il coraggio di guardarsi intorno e cercare qualcosa che vada oltre i soliti riferimenti.
perfino nella fascia alta ,quella più intellettuale,la cifra stilistica è sempre noiosamente simile a se stessa, occorre aderire a un determinato segno,scrivere di determinati argomenti, per appartenere al branco giusto.

e allora via alle facce con occhioni ipertiroidei (parliamo di manga),al ricalcare le foto (parliamo di mercato americano) a visi deformati e naif,e discorsi autobiografici, tristi e nichilisti (parliamo della fascia intellettuale). se parliamo del fumetto italico ben venga lo stile da fan dei film e telefilm. (lo so, sto generalizzando,è solo per fare degli esempi).
Ma questo succede in ogni campo creativo, direte voi. ok, ok, avete ragione,maledetti arrogantelli,però nel fumetto la varietà è talmente ristretta che ormai possiamo leggere solo tre o quattro tipi di fumetto,quasi sempre simili tra loro, e autoinflazionati.
perchè non c’è mai ricerca che vada oltre il genere.
forse una maggiore elasticità mentale,e una maggiore voglia di incuriosirsi,di mescolare le carte,di sporcarci le mani e di metterci seriamente in discussione, farebbe un gran bene al nostro bel fumetto.

chiaramente,sperando che il lettore sia persona intelligente,curiosa e aperta a nuove esperienze…

….cazzo…

 

 

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dove osa lo Shok Studio?

Dal 1994 fino al 1999 io e altri ragazzi ci riunivamo per fare i fumetti che avremmo sempre desiderato leggere. shok studio,senza c, era il nome di codesto gruppo.

Ingenui, giovani e sporchi facevamo le riunioni al bar vicino alla “borsa del fumetto”, storico negozio di fumetti a milano, in via lecco. Le facevamo li perchè mica avevamo molti soldi, e loro ci lasciavano stare fino alla chiusura. poi ,con i primi guadagni,ci siamo pure afittati uno studio. uscirono “Egon”, “Morgue”, “Ragno”, “Dead or alive”, producemmo “Valerio pericoloserio” del bravo e bello Rosenzweig, “Nukies”, disegnato da Liani, sceneggiato da Albano e Lavagna. Pubblicammo su varie riviste italiane e americane, stampammo i nostri fumetti con la Dark Horse in america e via dicendo.

Bravini, ma parecchio cazzoni, pigri, lunatici e spesso molesti, eravamo poco amati alle fiere ,forse perchè ci divertivamo. Ricordo una conferenza dove annunciammo che la vertigo ci avrebbe fatto fare watchmen 2, e tutti, compresi quelli che ci odiavano a farci i complimenti per diventare improvvisamente nostri amici; una volta dovevamo parlare prima di una conferenza della Bonelli. Sapevamo che nessuno era li per noi, ma c’era un sacco di gente, cosi portammo del vino che offrimmo al pubblico (nessuno lo prese) e decidemmo di restare zitti durante tutta la conferenza per vedere che cosa sarebbe successo. Alla fine quelli del pubblico si misero a litigare tra di loro sul perchè avevamo questo atteggiamento. A nessuno venne in mente di chiederci personalmente il motivo. finimmo col gustarci la scena bevendo il vino che nessuno aveva voluto.
Ci furono altri episodi anche piu divertenti, ma temo che qualcuno dotato di scarso umorismo mi denuncerebbe per averlo citato.
Il perchè di tutto questo è presto spiegato: si voleva provocare il pubblico dormiente, scuoterlo un pò dal torpore di quanti leggevano passivamente solo un certo tipo di cose senza mai incuriosirsi del resto. o forse era solo provocazione gratuita. chissenefrega se eravamo dei cazzoni, era divertente e pensavamo che il divertimento, insieme alla professionalità e al talento, dovesse essere alla base di questo mestiere, che secondo noi andava molto sdrammatizzato rispetto a quanti si atteggiavano davvero a rockstar senza poterselo permettere.

Alla fine ci siamo sciolti come tutte le boybands che non sopravvivono a se stesse. Ricordo che Gabriele diceva sempre che il futuro sarebbe stato nei volumetti,nelle graphic novel,come tutti amano definire la moda del momento. fa sorridere pensare che lo diceva nel 99.
Menate a parte, vi mostro alcuni links degli altri del gruppo, in modo che pure voi, se mai vi venisse il prurito di vedere che fanno oggi, possiate satollarvi di tanta curiosità.

Gabriele, scoordinatore del gruppo,dal notevole senso estetico, oggi gira i suoi film, dipinge, pensa ai fumetti ma ogni volta che si riavvicina a questo mondo capisce quanto ha fatto bene a scappare e riprende le sue cose. oggi si fa chiamare Akab, non chiedetemi il perchè, domandatelo a lui. se vi risponde gentilmente avete superato il primo livello. è pazzo, ma ha un senso estetico non indifferente.

Elio, in arte Tatiana, fa giochi inquietanti e bellissimi, dipinge e fumetta cose ancora piu belle, fa video, ed è sempre un talento, lo invidierò per sempre.

Giovanni è l’uomo libero per eccellenza, disegna da dio, e confesso di essermi ispirato a lui più di una volta. il suo talento è pari solo alla sua velocità nell’annoiarsi delle cose e delle persone; come dargli torto. ma adesso è diventato grande,è pure fidanzato! fa il grafico, e mille altri lavori, disegna poco ma bene, un giorno arriverà la sua vendetta.

Michele è pazzo, ma se avete notato pochi erano normali, ora dipinge per conto suo, va in giro (una volta disse che andava in Iran e non l’ha più visto nessuno per anni) e non si sa cosa combinerà domani. i coloristi ( i primi in italia a sperimentare col computer,mica pizza e fichi. e la dc comics li prese pure per colorare varie testate) francesco Ponzi e Roberto Calabrò lavorano nella grafica, pubblicità, animazioni, fotografia, tv ecc. non hanno dei siti personali, cosi attacco qualche immagine di Dead or alive, disegnato da me e colorato da loro nel 1996 con dei computers che erano delle caffettiere e senza tavoletta grafica (quella è roba di oggi, eh eh).

Fate un giro nei vari siti e lasciategli un messaggio, mordono ma con stile, perciò sappiate che sotto sotto la vostra visita gli farà piacere.

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work in progress

alcune tavole di prova per il progetto a cui sto lavorando. i colori sempre del bravo bello e simpatico Oscar Celestini, che interpreta alla grande il mio modo di disegnare. Se vi serve un colorista bravo contattatelo, se poi siete pure donne fategli la corte (io purtroppo sono etero,altrimenti vedevate!). il formato di queste prove è ancora alla francese,successivamente è diventato stile comic book, ma l’idea stilistica è questa. a presto pupattoli.

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