Categorized | News

INDIPENDENCE DAY

 

Ho cominciato con l’autoproduzione perchè non si riusciva a pubblicare ciò in cui si credeva; se nessuno mi vuole ci penso da solo.

oggi sono passati circa 13 anni, la scena economica del fumetto è molto cambiata,i numeri delle vendite si sono ridotti e bla bla bla.
Mentre riprendevo i contatti col Santucci, conoscenza di vecchia data (perdonami Giorgio,manco tu sei più un pischello, anche se agogni al 43 di bicipite) ho ripensato a quegli anni e a come si sia evoluta la scena “indipendente” .
Mi sono chiesto se avesse ancora senso parlare di autoproduzione, ma soprattutto se questa abbia mai avuto davvero una importanza ai fini creativi e indipendenti: i concetti alla base del progetto fatto e venduto in proprio.

Si, perchè l’idea alla base di una creatura fatta da sè è che sia talmente iconoclasta da non poter essere accettata e promossa dalle cosidette Major.
Ora, se questo concetto è vero, quante autoproduzioni in questi anni hanno davvero lasciato il segno? e perchè?
la risposta è un quasi silenzioso zero, piuttosto misero a pensarci.
Perchè pochissima roba uscita rispondeva effettivamente a canoni di originalità e qualità allo stesso tempo. Un conto è crearsi la propria fanzine ciclostilata con i disegni fatti nel tempo libero, per il puro gusto di simulare una pubblicazione, e un altro è produrre qualcosa con la consapevolezza di avere per le mani un’ idea nuova.
Oggi il mercato indipendente è quasi morto,le vendite sono ridicole e non giustificherebbero la spesa.

 Si,ma perchè? Certo,il mercato bla bla bla, ma anche e soprattutto perchè tutti questi “progetti” non hanno nulla da dire,che non sia ripreso pari pari dal film modaiolo  o dal trito e ritrito fantasy fatto di elfi ed elfe scoperecce che vanno in giro con macchine “steampunk” fotocopiate e clonate da un progetto all’altro (un saluto al maestro Myazaki da parte di tutta la combriccola).Inoltre quasi tutti i progetti mirano ad arruffianarsi un tale editore per poter entrare presto li a lavorare, mentre davvero pochi vogliono sentirsi semplicemente liberi di esprimersi senza alcun vincolo.
Mi direte: che male c’è ad autoprodursi qualcosa di ruffiano?
Nessuno, dico io; però ormai è chiaro a tutti  che bastano un pò di soldi per autoproduci a prescindere dal merito. non c’è dunque differenza tra un book con i disegni e una autoproduzione, che a quel punto altro non è se un book più costoso.

Manca la ricerca stilistica, il desiderio di esprimere concetti poco utilizzati nel fumetto, il bisogno di mischiare culture diverse e utilizzarle come spunto di partenza per creare qualcosa di veramente personale; la rabbia e la voglia di irrompere su un mercato che si sta atrofizzando per mancanza di creatività. 
Il bello del fumetto è che è uno strumento, utilizzando il quale si può esprimere qualsiasi concetto con qualsivoglia tecnica stilistica; ok, forse non lo si può fare nel solito mercato dei grandi, perchè è difficile far passare qualcosa di troppo “strano” alla massa che poca voglia ha di mettersi in discussione.
Però l’ autoproduzione dovrebbe proprio servire a questo: a educare gradualmente i lettori a quelli che sono i nuovi gusti, i nuovi pensieri, dovrebbe aiutare la gente a incuriosirsi e svegliarsi un pochino dal torpore mentale tipico del lettore medio.

Alla luce di tutto questo vi chiedo: ha ancora senso fare autoproduzione? ma soprattutto: qualcuno di voi sente ancora qualcosa di inesplorato da dire che valga la pena comunicare grazie all’ avventura dell’indipendenza? Fatevi vivi!

Per questa volta astenersi comici, ci tengo a sapere che ne pensate voi piccoli bulletti di periferia:)

Share and Enjoy:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google
  • Technorati
  • MySpace
  • StumbleUpon
  • Live
  • TwitThis

151 Comments For This Post

  1. DIFFORME Says:

    parto io perchè citato e perchè credo di avere qualcosa da dire al riguardo: come ricordavi abbiamo iniziato più o meno nello stesso periodo, voi un pò prima, un bel periodo, un sacco di autoproduzioni, etichette indipendenti ecc. poi a cavallo dei due
    millenni, il buio. il perchè è lungo da spiegare (crisi di vendite, crisi di
    idee, il fatto che molti degli indipendenti in realtà miravano solo a farsi
    notare per poi fare il salto (in alto o in basso a seconda dei punti di
    vista) nel fumetto popolare, ecc…) poi, per una serie di fattori e
    coincidenze (diffusione di internet per promuoversi, confrontarsi e
    relazionarsi, il digitale che consente di “farsi” il volume come e meglio delle major, ritrovato impegno politico e sociale pre e post 11 settembre che ha portato molti giovani ad esprimere le loro idee anche grazie al
    fumetto, mezzo di comunicazione immediato e non mediato per eccellenza, la
    conseguente (ri)scoperta del fumetto da parte del mondo dell’arte, le recenti aperture al fumetto delle grandi testate (i volumi allegati ai
    quotidiani, gli spazi su riviste tipo XL ecc.) e non ultimo l’incetta di idee e soggetti dall’immaginario fumettistico da parte del cinema), la scena si è ripresa, festival indipendenti, una marea di mostre, nuovi autori, nuove etichette, nuovi collettivi… per il nostro INDaYs abbiamo messo insieme con un rapido giro di mail 60 autori, se l’organizzavo nel 2000 eravamo in 10…
    non so quanti tra questi lasceranno davvero un segno ma questo non è importante, l’importante è esserci e contribuire….

    scusate lo sfogo, torno ad allenare i bicipiti….

  2. Giovanni Antigas Says:

    varie:

    1 il disegno è tuo? strano, giuro, tutto furochè iltuo stile, apparentmente.
    2 riguardo l’autoproduzione.
    sì, spesso il fine dell’autoproduzione è arruffianarsi l’editore (così come le giurie, etc), ma mi viene da pensare.
    ci sono autori (nel cinema) che lavorano in proprio. cerco di essere uno di quelli perchè costretto, non ci sono i soldi, e nessuno è disposto ad investire su un signor nessuno. e per fare cinema servono molti più soldi che per fare fumetti.
    i soldi, il solito punto. è quindi moralmente sbagliato fare qualcosa, anche di indipendente sperando di fare dei soldi? noi pensiamo (ci hanno imposto di pensare) che i soldi sono il fine. i soldi sono il mezzo per avere una casa decorosa, poter mangiare, magari svagarsi. poter fare un viaggio o comprare un libro/fumetto/andare al cinema. dico, cerchiamo di produrre materiale culturale e ci impediscono di usufruirne. andare al cinema è un lusso, comprare una graphic novel di miller anche. cosa cambia?
    ci sono autori ottimi nel campo dell’audiovisivo. penso ad alessandro spada, un nome esemplificativo di tutta la cultura veramnete underground del milanese, un autore di corti che lavora in pellicola, che fa quello che vuole, che ci mette il tempo che vuole. ma quello importante è muccino. non voglio dire che muccino sia scarso, anzi, chi lo pensa si guardi i suoi cortometraggi, veramente notevoli, molto migliori rispetto ai suoi lunghi. sembrano di due autori diversi.
    io ho l’accesso a un cinema di milano, ormai in disuso, in cui si sono pensate di fare rassegne e altre “robe culturali”, finanziate anche dal comune. riscontro? vicino lo 0. nessun riscontro da parte di stampa, i presenti in sala erano gli amici degli autori. è un male? è un bene? c’è un problema?
    io ho le idee, ma non ho le capacità di attuarle. non perchè sono l’ultimo dei pirletta, ma perchè negli studi di video chiedono dei professionisti tecnici e non autori.
    uno studia, si laurea, poi porta i curriculum alle agenzie e gli si chiede, “ma lei, cosa sa fare?” e non si sa dare risposta.
    si sogna di diventare orson welles e ti ritrovi a fare l’elettricista sul set di una pubblicità. porterà a qualcosa? si crede veramente che se fai le pulizie in una casa editrice scopri il segreto per farti pubblicare il tuo romanzo?
    l’ultima domanda, pensiamo di essere veramente indipendenti? in un mondo in cui le azioni di sconosciuti influenzano a distanza altri sconosciuti, come pensiamo di essere veramente indipendenti.
    3 a me gli indipendenti non piacciono, io leggo solo topolino
    4 questo è il primo mess vinco qualcosa?

  3. Giovanni Antigas Says:

    dho, giorgio mi ha battuto sul tempo, e pubblicato prima di me

  4. Plopi Says:

    Io interrompo i discorsi seri :P Ti ringrazio per essere passato sul blog, a presto!

  5. grezzodeluxe Says:

    http://www.indayscomix.com
    è il festival organizzato dal santucci.dategli un’occhiata che merita.

  6. Giovanni Di Modica Says:

    …cazz….appena mandato mail a Storai e Santucci,
    resteresti secco.
    appena puoi ci vediamo che ti vomito addosso.

  7. carlo bocchio Says:

    “(diffusione di internet per promuoversi, confrontarsi e
    relazionarsi, il digitale che consente di “farsi” il volume come e meglio delle major, ritrovato impegno politico e sociale pre e post 11 settembre che ha portato molti giovani ad esprimere le loro idee anche grazie al
    fumetto, mezzo di comunicazione immediato e non mediato per eccellenza, la
    conseguente (ri)scoperta del fumetto da parte del mondo dell’arte, le recenti aperture al fumetto delle grandi testate (i volumi allegati ai
    quotidiani, gli spazi su riviste tipo XL ecc.) e non ultimo l’incetta di idee e soggetti dall’immaginario fumettistico da parte del cinema),….”

    è tristemente impressionante in quale modo e quanto, uno che “fa i fumetti” si ritrova a conoscere tutte queste realtà (che sia suo malgrado o pe rinteresse) e situazioni nate e innescatre dalla difficoltà di produrre qualcosa che dovrebbe essere un valore aggiunto alla società.
    Ho avuto sempre una marcia in meno a riguardo,essendo uno ke non è attento (se ne frega) di quello che succede nel mondo dei comics e dell’illustrazione, dei nuovi autori e dei fenomeni del momento. Insomma, ma se uno deve fare bene quello che f a come può stare dietro a tutte le “news” editoriali e,peggio ancora, degli addetti ai lavori?Sono perdite di tempo inesorabili, una specie di gossip dei freak del settore che,secondo me, svilisc ela ver anatura e le motivazioni al “fare”.
    Un pò copme la troppa informazione e il troppo documentarsi che infine influisce sulla purezza delle proprie creazioni.
    E non sto palrando manco di figa!

    PS.: ieri ho avuto lungo colloquio con del nobolo, devastante…

  8. carlo bocchio Says:

    “riscontro? vicino lo 0. nessun riscontro da parte di stampa, i presenti in sala erano gli amici degli autori. è un male? è un bene? c’è un problema?
    io ho le idee, ma non ho le capacità di attuarle. non perchè sono l’ultimo dei pirletta, ma perchè negli studi di video chiedono dei professionisti tecnici e non autori.
    uno studia, si laurea, poi porta i curriculum alle agenzie e gli si chiede, “ma lei, cosa sa fare?” e non si sa dare risposta.
    si sogna di diventare orson welles e ti ritrovi a fare l’elettricista sul set di una pubblicità. porterà a qualcosa? si crede veramente che se fai le pulizie in una casa editrice scopri il segreto per farti pubblicare il tuo romanzo?”

    sono le questioni che vanno avanti dalla notte die tempi.
    Il campo creativo è saturo,e offre sia il prodotto di qualità che quello trash, è difficile pensare di poter emergere se nons i hanno i mezzi economici per farlo.
    Per questo il cinema e altri media sono ad appannaggio di chi già ha i soldi per fare una guerra.
    Non c’è molto d ahciedersi.
    Oggi servono idraulici, elettricisti, e tutti quei mestieri “indipendenti” che prima nessuno voleva più fare, e che ora sono rari e strapagati.Chissenefrega di uno che f afumetti o videoarte?Ce ne sono a sfascio, e quelli vecchi e semidefunti ancora calcano la scena, bravi o chiaviche che siano.
    Basti pensare a quale senso ha dato manara al fumetto,
    e ci si chiede: ma vale la pena scontrarsi con questa realtà trash?Ci saranno cose che vale la pena vedere in tv in campo fumettistico?E invece ti fanno lo speciale a IL BIVIO con quella
    reliquia della casotto che s’è messa a far fumetti di merda fotocopiando saudelli, quindi con un’idea di un altro.
    Che c’è di peggio?

  9. DIFFORME Says:

    quello che ho scritto non è frutto di news o gossip ma della mia “intelighenzia” che ha cercato di dare una spiegazione ad un fatto, quello della riprersa della scena indy (cazzo, mi sono messo lì a pensare, a riannodare… e tu mi dai del “freak del settore”?!… ),
    inoltre non credo all’autore (o all’artista) naif, che lavora nella sua grotta lontano dal mondo e dagli stimoli… è un’idea un pò romantica e ingenua… anzi è una stronzata,
    sto naturalmente parlando di stimoli “alti”, non minchiate da nerd, bada bene… hai anche tu i tuoi riferimenti culturali, sono ben visibili nel tuo lavoro ma grazie al tuo talento sei riuscito farne qualcosa di tuo …
    il paradosso è che dice tutto questo un autore che ha sempre avuto difficoltà ad essere inserito in linee editoriali preesistenti per la “difformità” del suo lavoro, e per questo (anche) si auto-produce…

    torno ai bicipiti (quasi 40 cm, vado forte !)

  10. Giovanni Antigas Says:

    oh bulletto di periferia a chi? guarda che ti rigo la macchina, nè. figa (aggiungerei)

  11. carlo bocchio Says:

    Difforme non mi sono spiegato: non ce l’ho con chi come te fa il punto della situazione, ma con il “dover fare il punto della situazione stesso”. Nel senso che, per essere autore uno non dovrebbe porsi il problema di capire che succede intorno(sempre che questa non sia proprio una sua scelta), ma cogliere spontaneamente quell’eco dell’etere della coscenza umana riassumendone i punti salienti attraverso la propria sensibilità e trasformnarlo in un qualcosa di fisico e fruibile, preoccupandosi solo di rendere tale lavoro “mediatico”, così che possa essere intelleggibile dal prossimo. Più o meno quello che cercavo di fare invano prima di passare a far la puttana nel mondo dell’illustrazione,che in rari casi mi gratifica assai.
    Non sono nemmeno convinto che uno non possa fare il “naif” e non inkularsi il mondo per niente tirando fuori prodigi,secondo me può, è una questione di scelte e di contingenze.

    “hai anche tu i tuoi riferimenti culturali, sono ben visibili nel tuo lavoro”

    Purtroppo un buon 90% di quello che si vede nel mio sito (2004) è un portfolio nato per vendermi al cliente come una puttana da bordello. Non mi comprerebbe nessuno se esponessi quello che veramente ho voglia di raccontare.Lo stesso Alby può confermare che anni prima, insieme, presentavamo progetti dove la sua grafica e i miei testi venivano boicottati per via della poca attinenza col mondo dell’epoca.Figuriamoci oggi.

    Vado a fare l’idrauliko.

  12. grezzodeluxe Says:

    confermo:)
    Peraltro, per come ti sei spiegato adesso sono abbastanza d’accordo,anche se è inevitabile guardarsi in giro ritengo che ogni cosa debba essere presa e filtrata attraverso un proprio punto di vista,altrimenti c’è il rischio di ripeters e di fermare un processo.
    Chiaramente fare questo non è semplice,infatti il mio post si riferiva proprio all’esigenza di raccontare da parte di troppi,senza la consapevolezza di ripetere degli stilemi già esistenti.

  13. DIFFORME Says:

    forse non mi sono spiegato nemmeno io: siamo TUTTI calati nella società dell’informazione, non si esce, anche a voler fare i naif, può capitare di guardare la tv, leggere un libro, vedere un film, un clip o uno spot, vedere una mostra… insomma davvero non si può vivere “fuori”, e questo in qualche modo ti influenza, il tuo modo di disegnare, anche quello più personale, non sarebbe lo stesso se fossi nato 30 o 60 anni fa,
    detto questo è meglio, secondo me, attuare una ricerca consapevole, essere curiosi, e se si deve essere inconsapevolmente influenzati da qualcosa o qualcuno è meglio da chi abbia qualcosa da dire….
    non si tratta di sterile post-moderno, ma semplicemente di saper riconoscere del talento altrui….
    il discorso è lungo e complicato e davvero non si può risolvere con due righe….

  14. carlo bocchio Says:

    non è assolutamente vero: si esce eccome dalla società dell’informazione, basta volerlo,e non è necessario nemmeno trasferirsi in africa o al polo nord, basta anche andare a monte romano o in una casa in campagna senza tv,radio,libri,film.
    Basta andartene a vivere in luoghi dove non arriva il bombardamento mediatico e perderai il tuo aggiornamento.Anche la casa del GF,se non fosse na bufala,sarebbe un luogo isolato dagli eventi mediatici.
    NOn sono mai per gli assolutismi, li trovo irrealistici.
    Se fai il “naif” lo devi fare sul serio, mica basta dirlo, quindi evitando di leggere vedere film eccetera.
    Perchè no?Non è così difficile, ripeto, basta volerlo.
    Una ricerca consapevole la effettui se vuoi effettuarla. Personalmente mi riferisco a random a ciò che trovo e cerco quando ne ho voglia, poi se i risultati di tali influenze sono demodè me ne fotto, ma principalmente mi occupo di pensare a quello che voglio scrivere semplicemente affidandomi alle mie visioni, che siano ispirate da una formica che corre lungo una foglia o da un fulmine che casca in giardino, o da un dipinto vecchio e dimenticato dai media trovato magari in un catalogo di 60anni fa: sicuramente non sarò aggiornatissimo, ma per creare funziona.

  15. DIFFORME Says:

    ma non è questione di demodè, davvero è difficile spiegarsi così, cazzo anche prendendo la macchina da tarquinia fino a monte romano sei bombardato da alcune sollecitazioni visive che ti parlano del tuo tempo… cazzo usi internet (lo stai usando), vedi cose… non sto parlando della propria sensibilità…la visione scaturita da una formica… sto parlando di consapevolezza, anche la tua “a random”… poi è chiaro che prima di tutto c’è l’autore, con le sue fisse e le sue pulsioni, cazzo io disegno quasi sempre donne ipertrofiche, mica smilze fotomodelle, davvero poco trendy… ma sono consapevole…. e poi ripeto sono curioso…non potrei vivere da recluso in una casa di campagna….

  16. carlo bocchio Says:

    Comment by DIFFORME
    ma non è questione di demodè, davvero è difficile spiegarsi così, cazzo anche prendendo la macchina da tarquinia fino a monte romano sei bombardato da alcune sollecitazioni visive che ti parlano del tuo tempo…

    ma no?ma io quando parlo di naif parlo sul serio, mic adi far eil freak e nascondermi in cantina pe rmezza giornata come fanno i dark quando vogliono fare i fighi e fingono la depressione e si vestono di nero! Io parlo di reali intenzioni.Il caro amico ROberto Micozzi (padrone del Cuba Libre),se ne è andato a vivere con una tribù africana mangiando vermi per qualche mese, quello è un contatto con l’isolamento,ma non è nemmeno “estremo”, giacchè è stato solo un periodo!

    “cazzo usi internet (lo stai usando), vedi cose… non sto parlando della propria sensibilità…la visione scaturita da una formica… sto parlando di consapevolezza, anche la tua “a random”… ”

    certo,la mia mica è una consapevolezza e un isolamento puro, la mia è ignoranza e stankezza dell’affollamento di kazzate che cerca di propinarmi a forz ail mondo circostante e da cui io rifuggo captando quà e là di tanto in tanto quello che mi solletika.

    “poi è chiaro che prima di tutto c’è l’autore, con le sue fisse e le sue pulsioni, cazzo io disegno quasi sempre donne ipertrofiche, mica smilze fotomodelle, davvero poco trendy…”

    appunto,e come ben sai era molto difficile trovarne immagini o persone fisiche negli 80/90, quindi hai dovuto fare una ricerca basandoti su un raro microstimolo (o su quella megatopa della moglie defunta di Malè,che era troppo figa ahimè:°°°°( )

    “ma sono consapevole…. e poi ripeto sono curioso…non potrei vivere da recluso in una casa di campagna….”

    tu no, ma molti altri sì.alcuni volutamente lasciano la nostra società per andare a vivere come si viveva un tempo.ci sono anche i seguaci di mike reynolds che vivono nei deserti con le sue biocase fottendosene di trovarsi in situazioni sociali aggiornate.Basta volerlo.
    Nenach eio lo potrei fare: come potrei sennò vedere l’ultimo di Lynch o tediarvi sul blog di Alberto in fase di consegna?

  17. DIFFORME Says:

    e dire che abiti a due passi, mi sa che ci becchiamo una di queste sere e discutiamo della cosa davanti ad un whiskino… anch’io sono in fase di consegna, sentiamo qualche altra campana….

  18. andrea meneghin Says:

    L’autoproduzione in questo momento è come un pugile pesto al centro del quadrato.Guarda il proprio angolo sperando che il proprio allenatore getti la spugna e al tempo stesso si augura che non lo faccia per poter andare avanti a lottare…
    Meneghin.

  19. carlo bocchio Says:

    “e dire che abiti a due passi, mi sa che ci becchiamo una di queste sere e discutiamo della cosa davanti ad un whiskino… anch’io sono in fase di consegna, sentiamo qualche altra campana….”
    certo,ma fammi uscire dal tunnel della merda,e inforko la mia duca e ti vengo a trovare.

    Per rimanere in tema e rispondere ad Alberto dirò:

    stray bullets di D.Lapham è una vera autoproduzione,
    almeno secondo la mia ignoranza. Alcune sono fanzine gonfiate.

    Per me ha senso come non mai fare autoproduzione, ma bisogn asenzientemente farsi due esami di coscienza prima di iniziarne una:

    1-ho i soldi per farne una?quanto e come ci voglio guadagnare?

    2-di cosa voglio parlare, e come voglio rappresentare quello che voglio dire?

    la parte finanziaria:

    rimane il problema n1, poikè s enon sei ricco ti conviene ritirarti in un paese povero dove coi poki soldi messi d aparte riesci a vivere sereno per cimentarti nel tuo progetto,magari,senza essere neanche infkluenzato dalle mode.

    la parte creativa:

    Io credo che uno dovrebbe fare una specie di viaggio solitario, dove perde la sua carta d’identità, e dalla memoria delle sue origini si gestisce interagendo coi casi e le situazioni che la sua mente incontra durante questo percorso, dimenticando i vekki stilemi consolidati e divenuti ormai un marchio sociale indelebile
    che gli fa percepire la realtà secondo quei canoni e comportarsi secondo quelle regole.

    per rispondere alal tua domanda, Alb, secondo me l’autoproduzione va distinta in “filosofia” e “realtà”,
    andando a citare i punti 1 e 2 di cui sopra.
    Ma la risposta filosofica è sempre “sì”.

  20. Giovanni Says:

    …per tutti: uno stampatore lo puo pagare fino a 90 giorni dopo la consegna del materiale stampato, se un tuo grandissimo amico fa il disegnatore di fumetti (e magari ti va di culo che sia il migliore) ti puo fare un prezzo di favore nonche’ dilazionare/posticipare il compenso per le 148 tavole commisionate, se conosci qualche “paraculo”
    che disegna come qualche nome grosso del comidom(?) internazionale lo schiaffi in copertina come specchietto x allodole cieche
    Se non si e’ stronzi si puo vendere il tutto ad un prezzo estremamente contenuto e far mangiare autori ed editori, se il lavoro nel complesso e’ strepitoso i babbazzi americani lo compreranno per ripubblicarlo censurato nel loro paesucolo,
    ma a quel punto i nobili obiettivi che vi avranno mosso saranno gia stati abbondantemente raggiunti.
    I contenuti? ad ogni cazzone del mondo prima o poi viene una buona idea (gli esempi si sprecano) riconoscerla e coltivarla e’ prerogativa di pochi.
    lo studio che ha dato i natali ad Alberto Ponticelli
    fu “messo su” con il prestito di una mamma casalinga….lei ci credeva piu di tutti!!

    Non frignate e buttate i fumetti che tenete sul tavolo “come riferimento” e’ il primo passo verso risultati “originali”.
    Lo dico io ma lo insegna il sommo padrone di casa. Peace.

  21. carlo bocchio Says:

    troppo facile parlare di costi di stampa, lo sanno tutti che oggi non sono un problema. E’ sempre la solita solfa: il problema vero e proprio è la distribuzione, e la collocazione in edicola e libreria. QUesto quando non hai le tasse e i conti che ti mangiano il cuore mentre cerchi di essere sereno
    disegnando di corsa prima che vengano a pignorarti il kulo!
    Certo che se si parla di vite infanti dove si è a casa dei genitori e si f aun part time al call center tutto cambia, ma non la questione della distribuzione.

  22. sempre G.iovanni Says:

    …con rispetto, le tasse si pagano in proporzione alle entrate (e visto che siamo in italia ferma un passante e ti dira’ come pagarne meno…eventualmente), la distribuzione influisce sul prezzo di copertina (naturalmente stabilito anche in funzione di questo)
    … se tutti si facessero davvero un paio di pomeriggi in call senter si vedrebbero persone meno spaventate dal “lavoro” inteso come : farsi il culo per costruire qualcosa!
    sempre peace!

  23. Joel Says:

    Bah,
    Minkia se divagano quei due li!
    Uno si legge il post e crede che si stia parlando di una cosa, poi legge “21 commnets” e dice: figa!
    Io resetto i commenti letti e mi rifocalizzo sulla Alberto’s Question:
    ha ancora senso fare autoproduzione?
    qualcuno di voi sente ancora qualcosa di inesplorato da dire che valga la pena comunicare grazie all’ avventura dell’indipendenza?
    Beh, si che ha senso! Io sinceramente sento, in modo un po’ narcisistico, di avere qualcosa da raccontare, e l’autoproduzione consente completa libertà. Cosa c’è di meglio?
    Perchè non l’ho fatto? Che sono ormai quasi due anni che faccio la scuola del fumetto! Beh, é la scelta, la scelta che non ho il coraggio di fare, o meglio, la svariata quantità di scelte che non ho il coraggio di fare.
    Cosa racconto?,So raccontare? Sono pronto? Come lo disegno?
    A queste domande si possono dare diverse risposte e tutte dipendono da me.
    Leggendo il post mi sono venuti in mente i lavori di Pazienza; si lo so, sempre Pazienza; oh a me é venuto in mente lui! Non ho letto molto di suo ma quello che ho letto trasudava(un fumetto trasuda, che schifo!) potenza. La vera autoproduzione che lascia il segno, che ha senso e valore, é quella potente. Per me.
    Io ambisco a quella potenza, da anni, la convinzione di averla dentro di me mi fa sperare e continuare a inseguire il mio sogno. In attesa del giorno in cui soccierà, quando la saprò gestire.
    In quel momento mi sarò già dato le risposte di cui ho bisogno.
    Alberto tu a scuola hai davanti +o- 20 ragazzi, questo post mi é sembrato che scaturisse ( in minima, parte perché non ti conosco e non lo so) dal fatto che forse non vedi quel bisogno di fare che contraddistingue l’autoproduzione, in quei 20 ragazzi. Probabilmente mi sbaglio (forse ho frainteso tutto il post?!). magari in classe c’è quello con la mano buona che non sa cosa raccontare, quello che ha qualcosa da dire (tutti) ma che si scoraggia quando vede i risultati di ore di lavoro, eccetera. Lo sai tu che li conosci.
    Allora perchè non te lo poni come proposito, spingerli verso questa strada, la ricerca della potenza, il bisogno di raccontare di consumarsi, di respirare fumetto. Io non lo faccio sia chiaro, respiro ancora aria, e le varie polveri fini contenute in essa. ma è li che vorrei arrivare. Forse non coincide con i bisogni del mercato come discorso, forse non coincide con un cazzo!
    Però é proprio in quel momento che possiamo ricorrere all’autoproduzione.
    Boh, credo di aver confuso un po’ di cose ma il succo c’è! Vado a buttare la pasta e attendo una risposta, anche sotto forma di budino.
    ciao
    joel

  24. Joel Says:

    Prendete una manciata di virgole e spargetele sul commento precedente prego.

  25. grezzodeluxe Says:

    caro Joel,
    in effetti si è andati un pò fuori tema, o quantomeno si è presa un’altra direzione che non era l’obbiettivo del mio post:)
    il post è più che altro una provocazione per chiedermi e chiedervi se abbia ancora senso o meno la voglia di raccontare qualcosa. la motivazione dovrebbe nascere soprattutto da noi stessi,dal forte desiderio di comunicare i nostri pensieri, sia scrivendo che disegnando (o in qualsiasi altro modo,ma qui parliamo di fumetto).
    Hai ragione quando dici che occorre motivare gli altri,ma lo spunto non viene dalla classe di 20 e passa ragazzi che saluto e che,peraltro, non è più la mia classe (non per causa loro).
    è uno spunto che deriva dal mio passato di “indipendente” e dall’osservazione dell’autoproduzione negli ultimi anni.

  26. carlo bocchio Says:

    “…con rispetto, le tasse si pagano in proporzione alle entrate (e visto che siamo in italia ferma un passante e ti dira’ come pagarne meno…eventualmente),”

    questa è fantascienza:
    le tasse non sono solo la dichiarazione die redditi, ma si pagano attraverso l’IVA, attraverso la non regolamentazione dei prezzi su tutte le merci, quindi alimenti e vestiario e energie comprese, quindi se guadagni poco muori presto. Vedi i poveri pensionati che vanno a mangiare alla caritas, e di certo non è perchè la finanza va a fargli gli accertamenti.

    “la distribuzione influisce sul prezzo di copertina (naturalmente stabilito anche in funzione di questo)”

    la distribuzione?Se nonhai i dindi per pagare non distribuisci un bel niente, se maggiori il prezzo di copertina e nonhai per farti prima pubblicità venderai difficilmente (ottimiticamente dovresti colpire al punto da accecare il prezzo quando un lettore viene a tirar su il tuo volume) e poi infine c’è la libreria, o l’edicola, che può eclissarti come vuole sui sui scaffali,a tuo danno e a favore di altri prodotti che vendono sicuro.

    “… se tutti si facessero davvero un paio di pomeriggi in call senter si vedrebbero persone meno spaventate dal “lavoro” inteso come : farsi il culo per costruire qualcosa!”

    qui non ti seguo…ma mi pare ke associ il call center come un luogo dove vanno persone demotivate a lavorare/lottare per qualcosa?

  27. Joel Says:

    chiaro che parte da noi stessi, ma vuol dire che non giri più a scuola? peccato, vabbé ci saranno occasioni in futuro.

  28. grezzodeluxe Says:

    purtroppo difficilmente ci passerò, anche se ai ragazzi ho pregato di mantenersi in contatto con me perchè tengo molto al loro “percorso”.
    la decisione comunque non dipende da loro, nè dalle mie scadenze..

  29. Joel Says:

    ok ma ti sembrava un discorso del cazzo il mio? no perchè è possibilissimo che lo fosse

  30. grezzodeluxe Says:

    non mi sembra affatto un discorso del cazzo, anche se la voglia di fare e la convinzione di avere qualcosa da raccontare dovrebbe essere cosi forte da superare ogni tipo di difficoltà,soprattutto motivazionale.
    Penso che uno debba essere mosso da una frenesia e dalla voglia di uscire da non poter aspettare oltre.
    questa è una qualità fondamentale, poi occorre fare gruppo con altre persone,soprattutto per evitare di farvi le seghe a vicenda e per mantenere sempre un livello di obbiettività spietato. queste due opzioni sono fondamentali per iniziare una qualsivoglia avventura.

  31. Joel Says:

    già ci stiamo proprio pensando sti giorni in classe, si vedrà; e comunque si, facile scrivere l’importante é fare e la convinzione deve essere quasi incosciente deve essere necessario fare. Io non ci sono in quello stato, sono sincero , ma credo che ci arriverò.
    Grazie Alberto! Alla prossima!

  32. DIFFORME Says:

    col disfattismo non si va da nessuna parte (produttivamente parlando perchè per il resto non è male…) però è vero che promozione e distribuzione sono il vero cazzo al culo di ogni indipendente (per chi non piace il cazzo al culo..)
    sto disegnando fiche zinnute a tutti spiano, c’ho l’uccelo teso da stamattina….

  33. carlo bocchio Says:

    ma dov’è venusia-rottermeyer?
    Dimmi dove sei toposkha?Dimmi ke c’hai due zampe muscolose almeno quanto rossella brescia!
    Cmq quoto il diforme

  34. carlo bocchio Says:

    cmq sia preferirei 100 volte farmi una autoproduzione in b/n
    con disegni approssimativi raccontando cose sensate piuttosto che continuare a far la prostituta attraente per le carte collezionabili

  35. carlo bocchio Says:

    ma è uscito l’ultimo di berserk?
    Se a qualcuno fa caghèr non comprendo ancora perchè
    qualcuno che amo assai non lo legge per niernte…..

  36. Giovanni Says:

    …cazzo, avevo scritto un pippone ma ho sbagliato la mail e il tuo sito si e’ risucchiato il commento…

    comunque, le mie non sono ipotesi ma resoconti (esposti in maniera un poco distorta) di come un tot di sbarbati andarono a sconvolgere parecchie regole del comicbusinessss, con un pelo di maturita in piu staremmo ancora a fare l’amore tutti assieme sotto la doccia! o fai l’artista o fai il ragioniere, le due cose assieme fanno una puttanata.

    …scusate le parolacce..non ne dico mai.

  37. DIFFORME Says:

    poche chiacchiere: nuova etichetta indy, “i 4 dell’oca selvaggia”, ci vestiamo di pelle, atteggiamenti bulleschi, rifiliamo qualche sberla o palapate di culo allo stand, saltiamo sui tavoli, chi è più dotato tira fuori l’uccello, insomma facciamo le rokstar, per il bolso mondo dei comics basta e avanza per fare il botto…. la qualità visti i coinvolti è scontata…

  38. DIFFORME Says:

    aggiornato il blog…

  39. G. Says:

    …Daccordo con Diff. … la qualita’ dei disegni ..o degli uccelli grossi? in uno dei due casi mi tiro fuori!:)

  40. carlo bocchio Says:

    l’ottimismo è il profumo della fica!

  41. DIFFORME Says:

    non credo sia per quello dell’uccello, noi etruschi siamo notoriamente ben messi, poi tu sei più etrusco di me…per curiosità, hai mai fatto il tombarolo lì nella tua zona?

    G.

  42. G. Says:

    …non capisco mai quando mi danno del terrone col cazzo piccolo….nel dubbio ti ucciderò comunque.

  43. DIFFORME Says:

    sorry ti ho confuso con bocchio…
    ma non sei di milano?

    riguardo al tuo commento: ma come, prima tiri il sasso e poi ritiri la mano?

  44. carlo bocchio Says:

    “non credo sia per quello dell’uccello, noi etruschi siamo notoriamente ben messi, poi tu sei più etrusco di me…per curiosità, hai mai fatto il tombarolo lì nella tua zona?”

    per rimanere in tema col thread riporto un estratto del mio diario :

    “…decisi di fare autoproduzione sperando così di colmare quella distanza tra me e le donne che il mio minipene etrusco non mi permetteva, ma poi deluso dai risultati dell’impresa vidi che la mia inferiorità fallica aveva inneskato strani meccanismi scentifici, tipo l’uso del microscopio elettronico per la ricerca del glande, et simillia. Decisi perciò di darmi allo scavo clandestino delle tombe, attività in voga fino agli anni 80 dalle mie parti, ma anche lì non trovai la fama che mi aspettavo utile al’avvicinamento del popolo femminile…”

  45. carlo bocchio Says:

    ke fighe atomike ke disegni Giò!ero tuo fan in questo senso già da primate

  46. DIFFORME Says:

    il volume che sto preparando si intitolerà:
    “Manza Mattanza e altre Femmine Estreme”, se vuoi ti metto via una copia….

  47. G. Says:

    …vabbe’ scusa carlo…non ero ancora stato sul tuo sito…e’ normale che se trovo un’autoproduzione “bocchiana” in libreria…me compro la ristampa economica di Slaine e con quello che avanza vado al cinema di pomeriggio!
    ….Giovanellocattivello:)

  48. G. Says:

    prima regola del pizzaclan…non parlare del pizzaclan, si possono offendere le donne della famiglia dell’autore solo fino alla terza generazione da parte di madre, si possono fare riferimenti agli organi genitali dell’avversario solo dopo aver reso disponibile foto in formato jpg 72pxl dei propri, le sorelle sono intoccabili fatta eccezione per sorelle lesbiche e di nazionalita orientale, i padri…no problem insulto libero, possono partecipare tutti quelli che abbiano almeno una tavola di alias…anche fotocopiata va bene.
    mo so stanco e mi lancio in fosbury sul divano.
    il regolamento puo essere allargato e modificato a piacimento da chiunque.

    movimento anarchico per l’occupazione di siti in disuso.

  49. carlo bocchio Says:

    “il volume che sto preparando si intitolerà:
    “Manza Mattanza e altre Femmine Estreme”, se vuoi ti metto via una copia….”

    Un nuovo volume,sempre autoprodotto:ma ndo kazzo li piji li sordi?:°O Cmq se ci sono fighe muscolose poi mi eccito e l’acaro sarà di nuovo sfrattato…

    “Comment by G.
    …vabbe’ scusa carlo…non ero ancora stato sul tuo sito…e’ normale che se trovo un’autoproduzione “bocchiana” in libreria…me compro la ristampa economica di Slaine e con quello che avanza vado al cinema di pomeriggio!
    ….Giovanellocattivello:)”

    mi sa che sei troppo intelligente per farti capire da me: che stai a dì?

  50. DIFFORME Says:

    non è un’autoproduzione, è della Coniglio Editore, e come si deduce dal titolo ce ne sono un bel pò…

  51. carlo bocchio Says:

    ho partorito anke io con coniglio editore,ma siccome era roba
    psykedelicosurreale e no fighesca sono stato crocifisso dalla platea

  52. Giovanni Antigas Says:

    commenti sparsi.
    da giovanni a givanni, la distribuzione è il vero problema, in qualunque cosa. in italia poi… il terzo mondo. pensate, che per il cinema, l’italian non viene neanche copntata come campione dalle major usa.

    i 4 dell’oca selvaggia mi piacciono, anche se non disegno fumetti posso venire anch’io (mi piaceva la parte in cui si toccano i culi delle hostess)
    a joel, che penso sia il mio unico quasi coetaneo in questa mandria di sciamannati trentenni con la fissa del 40 di braccio, ho conosciuto ujn po’ di studenti della scuola del fumetto, e non vedevo tutta questa voglia di fare storie proprie, e sopratutto, non vedevo professionalità.
    è una cosa che ho imparato all’università, di questi tempi se vuoi fare un prodotrto, portarlo a farlo vedere,e tc, deve essere un prodotto professionale. ti devi cioè chiedere, il mio lavoro (in tutto, dagli aspetti più infimi ai più evidenti) può competere con uno fatto da professionisti? tra gli studenti la risposta, purtroppo, troppe volte è no. eppure noi siamo nell’età in cui i grandi creativi hanno fatto le cose migliori. non voglio dire che nel rinascimento si andava a bottega a 7 anni e a 19 si era pittori mostruosamente migliori di qualunque pittore oggi esca dall’accademia, ma anche solo nel 20° secolo, in tutti i campi, scienza, arte, etc, le cose migliori si fanno prima dei 25. ma se uno studente esce a 23-24 dall’univeristà, capaci di fare nulla, in realtà, ci rendiamo conto che c’è un grosso problema di fondo. la mia è una generazione che ha dormito, dorme e quando si sveglierà sarà troppo tardi.
    e il problema di questo sonno è quello del darck che va in cantina a fare il depresso mezzo pomeriggio, poi alle cinque e mezo esce che ci sono i cartoni in tv.
    questo porta al vuoto delle idee. joel tu dici che i tuoi compari sono 20 idee che vogliono comunicare col mondo. ma la domanda è: hanno qualcosa da dire al mondo, che al mondo possa fregare davvero?.
    non voglio smontare i sogni di nessuno, sto parlando di miei coetanei, anch’io ho i miei sogni, anch’io scrivo racconti, ma li faccuo leggere agli amici. anche se ho inventato la nuova fantascienza non gliene frega a nessuno.
    in tema di markette clamorose, mostra della Mercedes, inaugurazione a Milano, bho, ho consegnato il progetto ieri. vi farò sapere per tempo.
    torno ad allenare l’avambraccio

  53. Giovanni Antigas Says:

    PS al messaggio di prima

    alberto, prepara una fotocopia di una tavola di alias, che sennò come faccio a mangiare le pizze del pizzaclan

  54. Giovanni Antigas Says:

    PPS andiamo veloce verso i 100 anche questa volta

  55. carlo bocchio Says:

    cmq sia la realtà,autoprodursi significa potter dire la propria, e soprattutto non doversi preoccupare se interessa o meno alla gente, o a qualche editore deficente.Se riescia camparci e sei un uomo libero è già tutto,un mirakolo

  56. G. Says:

    …@Bocchio…www.simonbisleyonline.com
    ..è gia bravino, ma forse hai delle perle per aiutarlo a migliorare.

  57. G. Says:

    caz.. la distribuzione ha ridotto sul lastrico pure lui…il sito e’ work in progres da un anno, sigh!

  58. Marco S Says:

    Uhm, intervengo perchè è una roba che ultimamente mi fa girare le balle anche a me che sto ben sotto ai 40 di bicipite, meno di calendario, e soprattutto in mano non tengo mai una matita.

    La questione a mio parere è che non esiste autoproduzione come non esiste più lo spazzino o il bidello. L’autoprodotto oggi si proclama editore. In fondo, la differenza tra “lui” e quelli che hanno sede, dipendenti, tasse da pagare, etc è impalpabile. L’accesso alla distribuzione o ai cataloghi è tra le poche democraticissime cose del nostro paese. L’unica differenza che vedo è che il novello editore ex autoproduttore non impara mai un cazzo e non ha nessuna tensione al confronto. E’ convinto di sapere già tutto, e cerca di metterlo in pratica con povertà di mezzi e, spesso, anche di idee. Abbondano invece il leccaculismo e la volontà di autopromozione, pronto a mollar tutto in attesa del pezzo di pane duro lanciato da qualche pesce più grandicello.

    Intendiamoci, lungi da me difendere la categoria o fare un discorso nonnistico.

    Però, se un volume come quello di giorgio sui supereroi è una figata che pochissimi editori grandi/piccoli/medi italiani sarebbero stati in grado di concepire, neanche di pubblicare, è anche vero che mi è piaciuto quando me l’ha mostrato e non mi ha detto: “sai, ora che faccio l’editore esco con questi prodotti qui etc etc”.

    Lo spirito dell’autoproduzione credo sia distante da quello dell’editore, deve contenere una tensione comunicativa, liberatoria.

    In giro vedo curriculum mascherati da pamphlet regalati ai soliti amici che in cambio regalano i loro.

    Per un’editoria che ha più “editori” ormai che lettori.

    Baci dal vostro sub editore

  59. niccolò Says:

    Interessante quato dice Marco S., mi trova concorde.
    La questione cmq è una se si fa un autoproduzione perchè si ha qualcosa da dire è una cosa pulita e intellettualmente pulita., d ‘ altra parte se ci si adopera ne confezionare un autoproduzione simile a prodotti “mainstream” si compie un atto assolutamente deprorevole.
    Molte autoproduzioni nel corso degli anni sembravano dire gurda riesco a disegnare alla bonelli o alla disney, non mi hanno preso a lavorare per loro ed io lo faccio lo stesso a modo mio.
    Non sempre è così, il nostro buon Giorgio ha sempre fatto un suo fumetto, portando avanti un idea ed un ideale di fumetto ed è questo che lo rende interessante al di la della innegabile preparazione tecnica.
    La sincerità premia.

  60. DIFFORME Says:

    innanzitutto non fare il timido che si vede che sei bello tonico
    poi grazie per l’apprezzamento del volume…

    discorso autoproduzione: cosa intendiamo con questa parola? gli albi dello shok studio (visto che siamo ospiti di alberto) erano autoproduzioni o prodotti di un editore/etichetta emergente?
    io do al termine “autoproduzione” un significato squisitamente “politico” (non a caso stra-usato in ambienti antagonisti), se cioè quella produzione si ritiene incompatibile o in opposizione con l’immaginario dominante, se uno si fa da solo un bonellide o un simil-disney non può parlare di auto-produzione per come la intendo io, è, come dici tu, il prodotto di una piccolissima casa editrice….
    (per questo nel mio “difforme” ho orgogliosamente scritto: auto-produzione senza inventarmi pseudo-etichette o finte-edizioni…)
    riguardo all’atteggiamento dei giovincelli io sarei più clemente, è già incredibile che ce ne siano ancora disposti a spingere, a premere per emergere in questo mondo che raffrontato ad altri media ricorda più una guerra tra poveri…
    passo la palla…

    se vuoi fatti un giretto sul mio blog difforme.blogspot.com

  61. DIFFORME Says:

    oi niccolò, ti leggo ora, grazie per l’attestato di stima!

  62. carlo bocchio Says:

    “…@Bocchio…www.simonbisleyonline.com
    ..è gia bravino, ma forse hai delle perle per aiutarlo a migliorare.”

    devi avere un’acaro da qualke parte anche tu….
    ma se è un complimento grazie tante!

  63. Joel Says:

    Per Giovanni:
    tutti hanno qualcosa da raccontare e secondo me tutti dovrebbero avere la possibilità di farlo. molti non lo fanno perchè non c’è l’interesse o la voglia o si ha paura. si tratta solo di convinzione, e consapevolezza del proprio potere, c’è chi ci ha 40 di braccio e chi…

  64. grezzodeluxe Says:

    sono d’accordo con joel: a volte poca sicurezza in se stessi no nti spinge a provare. altre volte troppa sicurezza ti fa credere di essere un talento quando invece no nlo sei.
    per quello è fondamentale avere un “gruppo di lavoro” col quale confrontarsi sempre, in modo da mantenere la massima obbiettività su ciò che si sta facendo. ma non è sempre facile trovare persone con le quali avere un ottimo affiatamento.

  65. mik Says:

    appoggio la teoria del book costoso.
    alla fine e’ solo quello che conta, una vetrina su carta patinata.
    oggi ce l’internette e i blog e youtube e sailcazzo. non e’ cambiato molto, anzi si, e’ piu’ facile farsi conoscere, ed e’ infinitamente meno costoso.
    quindi, che senso ha autoprodursi oggi? zero.
    le fregnacce sull’arte, sui contenuti, l’originalita’ e tutto il resto sono, appunto, fregnacce.
    anche le migliori autoproduzioni hanno ceduto appena s’e’ vista l’ombra di un editore con la pilla.
    la voglia di fare gli alternativi passa al volo e si scende a patti con il “diavolo” in quattro e quattr’otto.
    e attenzione, lungi da me giudicare, soprattutto negativamente, un atteggiamento del genere.

  66. mik Says:

    c’e’. pardon.

  67. DIFFORME Says:

    hei mik, sei vero?
    mai sentito un tale concentrato di trita retorica reazionaria, e per fortuna che non volevi giudicare…
    mai sopportati i processi alle intenzioni.

  68. carlo bocchio Says:

    il machete cristo!Questo non le chiacchiere!!!

  69. mik Says:

    giusto un po’.
    ma amo il detto “a pensar male si fa peccato, ma ci si prende”.

  70. grezzodeluxe Says:

    per Mik

    la storia del “fare gli alternativi” è un concetto generalmente usato da quelle persone che,senza un vero talento,inveiscono contro chi vuole proporre sinceramente qualcosa di diverso. invidia,per riassumere. generalmente chi “fa l’alternativo” è proprio colui che,non avendo i mezzi per dire qualcosa di originale,è costretto a coprirsi di sovrastrutture per mostrare al prossimo la sua personalità nuova di zecxca e costruita a tavolino.
    se dovessero davvero arrivare i soldi,chi ha promosso se stesso a costo di vari sacrifici continuerebbe nella stessa strada e ,per di più, pagato.il problema è che questo no naccade facilmente,e dunque a volte occorre “mediare” tra una marchetta per sopravvivere e un lavoro personale per continuare il proprio percorso personale.
    e sinceramente,non vedo nulla di male in questo.

  71. grezzodeluxe Says:

    peraltro,sono pienamente d’accordo con l’analisi di Marco,andatevelo a leggere con calma che tira fuori un altro spunto interessante: quello della cosiddetta editoria in italia,che a parte poche eccezioni, è la causa principale del fallimento del fumetto in italia.
    no nbasta avere un paio di migliaia di euro per giocare all’editore,infognando il mercato di nuove iniziative editoriali destinate a morire entro un anno quando va bene. occorre un pò di senso pratico,di lungimiranza e soprattutto occorre contare fino a dieci prima di creare la nuova casa editrice.

  72. carlo bocchio Says:

    “generalmente chi “fa l’alternativo” è proprio colui che,non avendo i mezzi per dire qualcosa di originale,è costretto a coprirsi di sovrastrutture per mostrare al prossimo la sua personalità nuova di zecxca e costruita a tavolino.”

    uahz uahz uahz uahz uahz!!!!!
    Quanto c’hai ragione!Ma ki sei lo psikiatra di jung?:D

    “il problema è che questo no naccade facilmente,e dunque a volte occorre “mediare” tra una marchetta per sopravvivere e un lavoro personale per continuare il proprio percorso personale.
    e sinceramente,non vedo nulla di male in questo”

    lo faccio d auna decina d’anni ormai:)

    prostituta e sognatrice

  73. DIFFORME Says:

    spero non vi stiate riferendo a me ?!
    io non parlavo di “fare gli alternativi” come vezzo , volevo solo fare chiarezza su un termine,”autoproduzione”, che ha una sua dignità e una sua storia..
    massimo rispetto poi per il lavoro su commissione, io stesso faccio illustrazioni e copertine da anni e anche lì posso metterci del mio….

  74. grezzodeluxe Says:

    decisamente non mi stavo riferendo a te,rispondevo ,piu in generale, al commento di Mik

  75. G. Says:

    Vabbe’ allora che royalrumble sia, chiunque inizi con un’autoproduzione ha l’obiettivo di trovare un mecenate che gli eviti i rischi economici lasciando liberta’ di espressione stilistica…. personalmente rimango perplesso davanti alle prediche disfattiste riguardo l’autoproduzione daparte di soggetti che tirano a campare con i soldi di chi non potendo permettersi un Bisley o uno Huges si rivolge a un realizzatore (copiatore) di “croste” che si svende a mo’ di saldi della upim… i book patinati di cui sopra rimarrano a prendere polvere nelle camerette, i book patinati
    realizzati al fine di promuovere idee e stili nuovi
    avranno un’utilita, una durata e una diffusione maggiore, col rischio di riuscire a sostenersi senza essere cannibalizzate dalle “major”…
    andate a vedervi “siculamente.it”…o punto com,
    sono siciliani giovanissimi (27 anni) che vanno avanti dovendosi confrontare con mafiosi e politici e non con i costi della distribuzione!!

    p.s.
    croste l’ho preso da sgarbi!
    p.s.2
    a Santucci (temo il 40 di braccio) riconosco una eccellente qualita professionale ..probabilmente
    arrivera a rompersi i coglioni di vene e bicipiti
    e ci deliziera con qualche trovata nuova.

    se la trovate vi consiglio l’intervista a Stefano Raffaele riguardo il cambio di stile!

  76. grezzodeluxe Says:

    in effetti Stefano Raffaele si è totalmente messo in discussione,rivedendo lo stile e cercando di dare un senso più personale al tutto. a mio avviso è uno dei pochi da ammirare,perchè ha fatto tutto questo in silenzio,senza arruffianarsi siti di fumetti o forum o chissà che altro, e lavora con le più grandi case editrici americane e francesi,spesso affiancato da scrittori di alto livello.
    c’è anche da dire che non avrebbe avuto bisogno di questo cambiamento,perchè di fatto già lavorava come un pazzo in america (conan,batman, ecc ecc e senza clamori in italia. si vede che Stefano qui ha pochi amici influenti), ma ha sentito l’esigenza di migliorarsi e di sentirsi sempre soddisfatto di se stesso.
    da prendere come esempio.

  77. DIFFORME Says:

    nel mio lavoro la rappresentazione del corpo ( meglio se mutato e deformato) è centrale e ideologica,
    da ateo integralista e militante, il corpo (e le sue pulsioni/tensioni) è davvero tutto quello che abbiamo (anche la “fede”, è stato scoperto scientificamente, non è altro che uno spasmo del lobo temporale del cervello….)

    sta cosa la dovrò spiegare anche sul mio blog….

    quasi 40…

  78. Giovanni Antigas Says:

    “Vabbe’ allora che royalrumble sia, chiunque inizi con un’autoproduzione ha l’obiettivo di trovare un mecenate che gli eviti i rischi economici lasciando liberta’ di espressione stilistica….”
    quoto in pieno.
    a joel, il mio commento è da prendere con le pinze, e sopratutto da intendere come incompleto (o criptico) privo di “ltre volte troppa sicurezza ti fa credere di essere un talento quando invece no nlo sei.” detto dal nostro pizzaboss.
    il problema è quello.
    non ho detto che la gente non abbia nulla da dire, quello che dico io è che la gente (poi che vor dì la gente, i creativi, gli intellettuali, veri o presunti) pensa che quello che ha da dire sia interessante, che sia un genio pieno di talento, ma incompreso.
    io ci lavoro con persone del genere, registi o sceneggiatori che fanno una storia, film, mediocre ritengono gli altri colpevoli di questa mediocrità, soprattutto le figure di contorno che hanno provato a mettere toppo e pezze al loro lavoro.
    a mik, gli “alternativi”, quelli veri, quelli bravi, che hanno talento da vendere, fanno quello che vogliono pagati e accettati dal mainstream

  79. Giovanni Says:

    … @grz ..come vorrei direi le cose che dici te, come le dici te….senza la vena del collo che mi si gonfia e la mano pronta sul machete comprato a noviligure autografato da omar ed erika.

  80. alberto Says:

    eheheheh, quella del machete mi ha fatto ridere

  81. mik Says:

    forse la prendete un po’ troppo sul personale.
    e da qui arriva anche la sparata del grezzo che cerca la rissa verbale mettendola sul piano personale.
    probabilmente e’ anche colpa mia, non mi sono fatto capire (capita sempre piu’ spesso da quando vivo in stile eremita)…
    peccato.

  82. Giovanni Says:

    …@difforme…. alcuni sostengono che Kristofer(?) Reeve sia diventato superman solo dopo l’incidente che l’ha inchiodato alla dueruote col joistik!

  83. Giovanni Says:

    …la carrozzina ne ha 4 …hops!

  84. alberto Says:

    Mik,
    non c’era ssolutamente tentativo di rissa verbale,parlavo in generale,come hospecificato nell’altro comment,no nera dunque diretto a te ma intendevo spiegare il mio concetto di differenza tra “fare l’alternativo” e “voler fare qualcosa in cui si crede”.
    le risse le faccio dal vivo,non su internet,troppo facile:)

  85. DIFFORME Says:

    esempio perfetto! la sua eroicità è tutta nella condizione del suo “corpo” e del coraggio con cui l’affronta, coraggio che viene dal cervello, parte del corpo, non certo da chissà quale supporto divino….
    il corpo “vegetale” è molto “iconico” mi viene in mente Velbi, chi lo subisce è sempre un “eroe” anche se non è famoso…

    mmmm, mi è venuto uno spunto per una nuova storia….

  86. DIFFORME Says:

    “le risse le faccio dal vivo,non su internet,troppo facile:) !

    CAJENNA !

  87. mik Says:

    “a mik, gli “alternativi”, quelli veri, quelli bravi, che hanno talento da vendere, fanno quello che vogliono pagati e accettati dal mainstream”

    assolutamente d’accordo. mai pensato il contrario.

    grezzo, ok ho seri problemi di comunicazione…
    per le risse, fattele da solo! io con te, nemmanco se avessi un fucile da cecchino, e tu fossi a 1000mt.
    tie’.

  88. Giovanni Says:

    ..naturralmente le cervella fanno parte del corpo…anche se sempre piu frequentemente nutro dubbi in proposito, cio non toglie che tu ne rappresenti costantemente la parte “prettamente” superficiale, muscoli e corna che, come li metti li metti sono sempre un po ripetitivi, ..x le tette e’ diverso, non stancano mai!:)

  89. DIFFORME Says:

    non credo davvero che tu abbia seguito tutta la mia produzione (non vastissima è vero), non ti basare solo suoi vecchi albi dei “nostri” tempi e su quello che c’è sul blog…
    comunque ripeto attraverso il corpo si possono combattere battaglie, fare proclami, denunciare ingiustizie e, perchè no, far rizzare l’uccello o bagnare la passera!

  90. mik Says:

    ok ci riprovo e vediamo se stavolta riesco a farmi capire.
    prima di tutto si sta parlando del mercato italiano.
    l’autoproduzione e’ nella maggior parte dei casi vista, utilizzata, vissuta come una vetrina, come un modo di fare bottega.
    l’autoproduzione e’ (era?) un po’ fare la gavetta… un po’ come quando si andava a studio da un autore conosciuto.
    da qui deriva il mio discorso “reazionario”.
    non volevo assolutamente dire che “tutta l’autoprozione e’ merda da buttare”.
    c’e’ sicuramente anche chi segue un proprio percorso artistico/personale e ha tutto il mio rispetto. ma secondo me sono mosche bianche, rispetto alla marea di gente che cerca solo un trampolino (e ancora, comunque, non c’e’ niente di male).
    di queste mosche bianche ce ne saranno di talentuose e di meno talentuose..forse molte di piu’ “meno talentuose”(ma questa e’ un’altra storia).
    quindi l’autoproduzione in larga parte e’ sfruttata per “farsi vedere”, e imho non ha piu’ molto senso, per questo ormai c’e’ la rete. o mastercard. :)

  91. DIFFORME Says:

    oh, spirito del grande ponticelli, l’uomo che fa 30 tavole al mese (non ci credo..), scendi su di me !!
    ferma la mia mano sul foglio, impedisci alla testa di divagare e alle membra di cazzeggiare…

  92. alberto Says:

    d’accordo con te,Mik,peraltro era più o men il concetto che avevo espresso nel post:)
    .
    il difforme cerca fa il suo percorso,e secondo me è tutt altro che scontato,oltrettutto lo porta avanti con passione da tempo e sta cercando,anche con l’indays festival, di promuovere e dunque aiutare un progetto di “ricostruzione” del fumetto.direi che i fatti sono il suo miglior biglietto da visita.ce ne fossero come lui!

    indubbiamente la fgata di internet è che puoi avere scambi di idee,opinioni e stimoli e dunque evolverti insieme a quelle persone che bene o male vanno nella tua stessa direzione.
    paradossalmente questo si trasforma spesso in un appiattimento delle idee, dunque forse il mezzo della rete non viene sfruttato al meglio, perchè si rischia una autoghettizzazione, quando invece dovrebbe essere il contrario. questo fa forse parte dell’indole tipicamente autistica del fumettista?

  93. Giovanni Says:

    … il record credo (a meno che non si sia superato) sia 3 tavole al giorno (fighe peraltro) ai tempi del servizio civile.

    … per la serie forse non tutti sanno che.
    G.biografo ufficiale e saltuariamente gentiluomo.

  94. Giovanni Says:

    …p.s. e cazzeggiare col mebro!:)

  95. DIFFORME Says:

    tanto per legare definitivamente un nome ad un volto ho qui cyberpunk-west, in fondo c’è una foto tonda con tre baldi giovani, mi dite i nomi da sinistra a destra?
    inoltre chi è tatjana?

  96. grezzodeluxe Says:

    …se ti dicessi che no nho nemmeno una copia del cyber della panini? io comunque ho gli occhiali,come da foto in alto al sito:)

  97. DIFFORME Says:

    nessuno dei tre ha gli occhiali….

  98. grezzodeluxe Says:

    …cazzo…

  99. DIFFORME Says:

    100 ! e due…

  100. giorgio Says:

    Offtopic: Sono basito dal fattore crescita di questo sito…100 commenti e oltre…pauroso!

  101. Giovanni Antigas Says:

    102
    andatevi ad ascoltare desert dei delerium

  102. Giovanni Antigas Says:

    io ti so dire il nome di quello più a destra, è il nostro pizzaboss.
    in effetti è piuttosto difficile da descrivere come foto, ci sono 3 tizi, coi capelli neri, corti, senza occhiali e il pizzetto.
    ma albe, eravate tutti uguali tipo soldatini apposta?

  103. Giovanni Says:

    …si ma senza brufoli.

  104. DIFFORME Says:

    ok quello più a destra è alberto,
    e quello con la sigaretta e i capelli sparati chi è?
    e quello con la t-shirt rossa e i capelli corti chi è?
    e tatjana chi è?

  105. Giovanni Antigas Says:

    allora.

    direi che gli altri due sono roberto calabrò e francesco ponzi. non ti so dire chi uno, chi l’altro, però.
    e riguardo a chi sia tatjana, potrei rispondere inmaniera alquanto popolare, ma non lo farò

  106. grezzodeluxe Says:

    ragazzi disattenti,andatevi a rivedere il post sullo shok studio,dove ci sono i links a tutti gli shok kids.
    tatiana era lo scrittore,aveva deciso di chiamarsi cosi perchè una donna che scrive roba violenta fa sempre scalpore,ma è puro uomo garantito 100%

  107. Giovanni Antigas Says:

    questa la sapevo, per questo ho taciuto.

  108. Giovanni Says:

    ….garantisci tu per Elio!

  109. DIFFORME Says:

    grazie,
    ripensandoci tra voi dello shok era con uno dei due coloristi, quello che nella foto c’ha la sigaretta, che parlavo di più…. che combinano ora i due?

    p.s. comunque anch’io se voglio son veloce, non vi dico il record di disegni fatti durante una fiera, parlo di disegni buoni, anatomie intere e corrette, perchè non ci crede mai nessuno….

  110. carlo bocchio Says:

    ahò sto thread è diventato ripetitivo e tutti sembrano voler dire la stessa cosa senza però capirsi!
    Invece ieri ho visto inland empire, e chi non l’avesse ancora fatto, non può mancare questo film,e se resiste al primo tempo, lo aspetta il secondo,che è come lo specchio lucido e gelido del freddo delle coscienze umane, il baratro del nulla delle nostre identità e dell’esistenza, lo squallore della nostra follia e incomunicabilità, in quel mostruoso coktail che è la vita illuminata solo dall’essenza assurda e effimera dell’amore.
    Non è elegante come Mulholland Drive, ne c’è un briciolo di calore, ma la cosa è voluta, questo film ti strangola, oppure se si rimane indifferenti,si ha una coscienza sorda.FINE DELL’OT

  111. DIFFORME Says:

    ma in quale cinema è in programmazione?
    non mi pare che ci sia in zona…. (tanto per farci i cazzi nostri..)
    deduco che il primo tempo non si regge…
    il capolavoro del lynch rimane “strade perdute”, immenso….

  112. carlo bocchio Says:

    lo fanno a roma,dalle ns parti so troppo buryni pè capì lince.
    Ieri al cine c’è stato un silenzio di tomba dall’inizio alla fine,e tenere in silenzio 614 anime, portarle in un’altra dimensione, poi ributtarle nellarealtà quotidiana facendoli trattenre fuori le porte del cinema a fine film con l’arsura di disquisire del film,non è cosa di tutti,o almeno io mai avevo visto una cosa simile.

    sì,il primo tempo,personalmente,è pesante e forse poteva esserlo meno,ma il secondo ripaga di ogni sforzo,anche se la sensazione di angoscia e claustrofobia e squallore quasi ha la meglio sulla gente.
    belle crisi epilettiche al cinema!
    solo per gente tostissima!

  113. DIFFORME Says:

    quella faccia da cazzo è un fattuto genio, altrochè !!

    esco, vado a tirare un pò di uova marce con le lamette…

  114. Killer Panda Says:

    Secondo me il discorso dell’autoproduzione è molto più pratico. Quando inizi nessuno ti pubblica, ti manca la professionalità, quindi l’autoproduzione è d’obbligo se vuoi far leggere qualcosa di tuo in giro…Ma prendiamo un professionista di, supponiamo, 30 anni…o “si vende”, come dice qualcuno(ma non c’è niente di male, se devi lavorare nel fumetto)o si imbarca sempre in nuove autoproduzioni che di solito non ti pagano il mutuo(a meno che non ti chiami Leo Ortolani).
    Da professionista se non ti adegui al mercato(o non fai adeguare il mercato a te, ma lì devi essere un figo, come dicevate prima)non porti a casa la pagnotta oppure devi fare un altro lavoro(a tempo pieno, ovviamente)e quando riesci a disegnare la tua fanzine?

    Riguardo al corpo: anch’io sostengo che siamo fatti solo di corpo ecc… però le credenze come l’anima, gli angeli, i demoni, l’amore(ormai sappiamo che non esiste, è una roba chimica), la religione, gli alieni e gli elfi sono tutti elementi con cui i fumettisti possono giocare…

    P.s. Guardatevi questo filmato, è un mio prof del liceo (non l’ho messo io online) http://www.youtube.com/watch?v=0J74ykFNuUc

  115. alessandro c Says:

    ciao a tutti, scusate l’intrusione.
    sono un lettore del blog, e scrivo per la prima volta.
    io non ho il 40 di bicipite (non l’avevo manco quando facevo palestra) e non so disegnare neppure nel gioco dell’impiccato.
    però voglio scrivere, e inizio a farlo.
    l’autoproduzione è una cosa che ho preso in considerazione.
    perchè ho un alien nella pancia, che preme per uscire.
    e, se non lo nutro, mi fa stare male.
    per quanto voglia fare sempre il meglio possibile, e migliorare ogni volta, non ho pretese di capolavori o altro.
    voglio raccontare storie a fumetti. possibilmente vorrei farlo per vivere.
    voglio raccontare le mie storie perchè qualcuno ci si diverta leggendole.
    ho bisogno di farlo.
    e (anche se ovviamente spero di no) fossero anche le più imbarazzanti schifezze mai pubblicate, che male ci sarebbe a farlo?
    scusate l’intrusione, ciao a tutti.

    alessandro

  116. grezzodeluxe Says:

    nessun male,se ti serve per sfogarti e stare meglio fai pure. nessuno è mai morto di fumetti altrui (anche se molti stanno un pò cagionevoli). se hai letto attentamente un pò di commenti nessuno critica l’autoproduzione come concetto, ma è altrettanto vero che , se il progetto è poco interessante o ha poco da dire, difficilmente riuscirà a farsi notare e resterà li nel mare di mille autoproduzioni tute ugualim che aspettano di biodegradarsi nelle camerette di chi le ha prodotte.
    Da parte mia posso solo dirti di spedire qualcosa e farla leggere, in modo da avere qualche parere obbiettivo,quantomeno a livello tecnico. il fatto di potersi autoprodurre a volte può esser e pericoloso perchè,senza la presenza di un editor, è facile convincersi di avere qualcosa di buono tra le mani,mentre invece non si esce dal prodotto scolastico (quando va bene).
    da parte mia comunque masima disponibilità possibile a leggere, se mai avessi voglia di un parere .

  117. alessandro c Says:

    oh, forse mi sono espresso male.
    magari per soggezione.. :)
    ho letto i post precedenti, e capisco abbastanza bene che non sia così difficile prodursi.
    il problema fondante rimane (e spero rimarrà sempre) la qualità del prodotto.
    ma, rispondendo ad una delle tue domande, penso che ancora abbia senso prodursi.
    senza dover passare istantaneamente da carneade a michelangelo…
    anche perchè, come riportato sopra, il mercato è pieno di carta che aspetta di biodegradarsi.
    non è il mio obiettivo, ma non sono io a dovermi recensire, saranno (in caso) i fruitori.
    tenuta sempre ben in conto la necessità del continuo affinamento tecnico, una volta trovata la via comune con gli artisti che potrebbero collaborare alla creazione dell’opera, dovranno poi essere i lettori o gli addetti ai lavori a giudicare.
    questo vale anche per ambiti che già frequento, e non mi spaventa.

    ho iniziato a spedire un po’ di materiale (ma lamento un po’ la difficoltà anche solo di trovare recapiti…) e, se non ti disturbasse (magari continuiamo la chiacchera in privato per non andare off topic), sarei più che disposto ad avere la spietata obiettività di commento di cui parlavi in un tuo post precedente.
    anche perchè, al momento, chi ha visionato i lavori (per quanto disegnatori) sono persone da me conosciute.
    e non so dove stia il confine tra obiettività e amicizia…
    cmq passo e chiudo!
    ancora ciao!
    alessandro

  118. DIFFORME Says:

    oi alessandro, in bocca al lupo per la tua carriera

    aggiornato il blog, da quello che ho capito attraverso i suoi disegni, credo con roba che interessi particolarmente alberto…

  119. ausonia Says:

    un abbraccio al grezzo!

  120. carlo bocchio Says:

    porco dio!

    volevo vedere se mi mandavate via per sempre come a ceccherini…

  121. Giovanni Antigas Says:

    ceccherini? dove?

  122. perissi Says:

    Vero e falso al contempo.
    Non credo non valga più la pena di fare autoproduzione per motivi di copie vendute…
    Piuttosto é assai triste pensare all’autoproduzione come anticamera per la Marvel o la Bonelli (contro le quali non ho niente, per carità!). Manca, a mio avviso, la volontà di esprimersi individualmente, di fare dei propri fumetti il proprio manifesto stilistico.
    Per me vale ancora la lezione dell’underground americano di riviste come Zap, Witzend, Raw… ovviamente con le debite
    differenze geografiche e storiche.

  123. alessandro c Says:

    crepi il lupo difforme!

    scusate se continuo ad intromettermi, ma forse, pensando all’argomento con un po’ + di distacco, mi vengono in mente altre cose.
    o forse sono solo disconnesso, ma trovo l’argomento stimolante, e meritevole di discussioni successive. davanti ad una bottiglia di vino o a qualche pinta magari… :)

    comunque mi veniva da pensare che, per quanto riguarda altri settori “artistici” (cinema, letteratura, musica, ecc. ecc.) la proposta presente sul mercato (sia indy che non) si dipana a ricoprire una forchetta piuttosto ampia, che comprende varie tipologie del prodotto in questione. questa non è ovviamente una considerazione assoluta, in quanto anche in tutti questi campi l’industria “major” trova un contro-altare (e, a volte, una spinta) in quella + underground.

    cosa che, forse anche per mia inadeguatezza nella ricerca di informazioni, nel campo del fumetto, arte sequenziale o qualunque altro nome gli si voglia affibbiare, non trovo più da un po’ di tempo. o almeno non come potevo reperire in anni precedenti.
    mi sembra chiaro che, col passare degli anni, ed in modo quasi periodico, alcune tematiche spariscono dal fumetto mainstream, magari per poi riapparire quando altri mezzi di comunicazione le rendono di nuovo di moda.
    è normale che, una qualunque industria interessata a gestire un target più allargato possibile, cercherà sempre (e giustamente) di offrire prodotti che fittino la richiesta del momento.
    tornando magari, dopo un certo lasso di tempo, ad affrontare idee e tematiche che in periodi immediatamente precedenti (e successivi) verranno poi di nuovo accantonate.

    ecco secondo me dove può intervenire una produzione più indy, volta a presentare proposte atte ad “educare” (passatemi il termine, spero si capisca cosa intendo) il lettore ad una maggiore panoramica di tematiche, stili, ecc. ecc.
    senza dover tener sempre conto di cosa le statistiche propongano come materiale caldo…

    è banalmente vero (e voi tutti ne siete molto più esperti di me), che questa rimane una discussione sul sesso degli angeli finchè non subentra anche la possibilità di proporre il proprio prodotto in modo che abbia la visibilità necessaria perchè sia fruito.
    però, a mio parere, da’ ancora validità al fatto che ci sia bisogno di una produzione indipendente. perchè risponde ancora ad uno scopo.

    senza una spina nel fianco, e senza una proposta concreta di temi, domande e quant’altro che non verrebbero prese in considerazione dalle grandi case editrice, il mercato ristagnerebbe.

    e, siccome ho vissuto vicino a uno stagno abbastanza a lungo, posso dire con sicumera che lo stagno puzza di brutto…

    chiudo!

    ciao ciao

    alessandro

  124. grezzodeluxe Says:

    @perissi.
    sono d’accordo con te,anche se l’underground americano no nè paragonabile alla nostra autoproduzione,un pò perchè i tempi sono cambiati (l’underground americano stesso è parecchio mutato rispetto alle cose che indichi) e soprattutto la mentalità è diversa. é pur vero che il modo di pensare in america è paradossalmente più libero rispetto al nostro,vuoi perchè là è più facile mescolare e vivere diverse tendenze e situazioni, mentre da noi prevalentemente aspettiamo di ricevere il cibo predigerito che proviene dalle altre culture, per poi personalizzarlo (ma è pur sempre qualcosa che “ereditiamo” rispetto a ciò che loro “creano”).

  125. grezzodeluxe Says:

    @alessandro.
    dove c’è un mercato sano è anche più facile percepire (e dunque valorizzare) una controparte indipendente, semplicemente perchè, in termini di numeri, è statisticamente più facile,per un indipendente che fa cinema, raggiungere un certo pubblico e utilizzare il passaparola per creare il “fenomeno”.
    è anche per questo che l’undergound del fume tto americano funziona(va): il fumetto vendeva molto più di allora,e di conseguenza anche l’undergound poteva attecchire su un certo pubblico. chiaro che ,in questo senso,perde un pò di senso tentare la strada del fumetto indipendente adesso,qui , perchè è molto poco probabile che ci sia anche un minimo passaparola che possa allargare un fenomeno.
    sempre ,poi,che per assurdo ci sia qualcuno che abbia qualcosa di dirompente da comunicare.Ma è altrettanto chiaro che il fumetto indipendente, come tutto ciò che è indipendente, abbia il dovere di esistere, proprio per poter insinuare e insidiare quello che è il gusto deciso a tavolino di tutto ciò che è major.

  126. Margherita Says:

    Autoprodursi per il puro piacere edonistico di far vedere a quanta più gente possibile quanto si è bravi oppure sbattendosene del “se piaccia o no” è tristissimo oltre che imbarazzante, a mio avviso. Anch’ io ho l’ urgenza di esprimermi con i miei disegni, (anzi, ho proprio l’ urgenza di publicare!)ma ho l’ umiltà di capire che se per me prima non è un prodotto “all’ altezza”, anche far perdere alla gente il tempo che ci vuole per sfogliarlo e gettarlo nell’ immondizia è un’ offesa. Se c’è questa urgenza espressiva c’è sempre almeno un vicino di casa che legge tutta la pubblicità con le offerte dei supermercati da cima a fondo e poi, se proprio non serve nemmeno per accendere il camino, la butta.

    Tanto per dirvi che non sono scomparsa, ho solo un riccio nel culo da un pò di giorni che mi fa essere un pò triste.

    Cià

  127. Margherita Says:

    Magari pubblicare con due BBì

  128. Giovanni Antigas Says:

    http://www.geostationarybananaovertexas.com/

  129. carlo bocchio Says:

    “Tanto per dirvi che non sono scomparsa, ho solo un riccio nel culo da un pò di giorni che mi fa essere un pò triste.

    Cià”

    questa è la parte ke mi interessa, mika quando fai l’intellettuale (slap)

    …questo tipo riccio tra le natike andrebbe rimosso, io sono pelato, potrei occupare quel posto con meno fastidi a mò di cambio della 500 in camporella, ma percarità di dio non andartene a lungo da sto blog sennò senza l’amore niente ha senso

    (oggi scendendo dal treno ho fatto il gesto atletico atterrando dal vagone alla bankina con un salto ninja.Così il koglione dx ha fatto strike sul sn, e devo dire che la sensazione di colica diarroica sul davanti è stata atroce)

    ps.: avete ankora qualke dì di tempo per dare un senso alla parola cinema e motivare un minimo di autostima andandovi a sorbire inland empire: mancare questa è come non aver saputo ke la annanicole smith ha sbarakkato

  130. carlo bocchio Says:

    tra l’altro uno manko può contattarti via mail che non c’è nel tuo nick, ne c’è uno straccio di link per vedere i tuoi lavori…

  131. alessandro c Says:

    purtroppo a parma inland empire non è ancora uscito, e a questo punto dubito che lo farà mai… in compenso in 4 sale (e non è che se ne abbia 40 a pr) danno la notte al museo.
    vi prego, colonizzateci.
    ne abbiamo bisogno.

    margherita, mi trovi assolutamente d’accordo.
    se nei miei post ti do’ un’idea simile sono molto sorry. non era mia intenzione. :)

  132. Marco S Says:

    @alessandro

    “nel campo del fumetto, arte sequenziale o qualunque altro nome gli si voglia affibbiare, non trovo più da un po’ di tempo. ”

    tristemente vero. ho letto un’intervista all’espresso di igort, di cui non sono un fan, che giustamente faceva notare come Feininger e McCay rompessero le convenzioni fumettistiche nel 1915 o giù di lì, e come dopo è stato un fiorire di standard/formati/scuole. Già il termine gabbia, bonelliana disneyana americana che sia, dovrebbe dar da pensare. almeno a noi latini, meno p.c. deli americani, o forse solo semiologicamente pigri.

  133. carlo bocchio Says:

    mah…mi dispiace solo che io non riesca a impegnarmi a sufficienza per poter dare l’alternativa al fumetto standard:D

    BBBbbbooooOOOOOOoooooooommmmMMMMMMMM!!!!!!!!

    Lo so, sono megalomane borioso presuntuoso e è inutile parlare invece di fare e dimostrare, ma sono sicuro che sono in grado. Se mi sono allineato a un genere è stato per pura marketta, altrimenti difficilmente avrei potuto mantenermi con quello che avrei voluto pubblicare o con le storie che ho comunque scritto ma mai pubblicato ne disegnato.

  134. carlo bocchio Says:

    “altrimenti difficilmente avrei potuto mantenermi con quello che avrei voluto pubblicare o con le storie che ho comunque scritto ma mai pubblicato ne disegnato.”

    il fatto che non trovate in sala inland empire e invece trovate quell’aborto di una notte al museo ne è la lampante dimostrazione.

    Appiattire il cervello è la missione n1 di chi deve usare la gente come pollo da spennare, non in grado e non allenato al pensiero obbiettivo e individuale, ma massificato nella nebbia celebrale comune dove il festival di sanremo e il calcio rappresentano l’acme dell’involuzione umana e lo spirito della sovversività nella direzione sbagliata.
    In fondo questa è ormai retorica e il verboso parlare dovrebbe lasciare spazio all’umorismo e all’azione, non alla “steusra del punto della situzione”, che mis embr aben nota a tutti.

    siamo in una mondo col cancro, e far ei fumetti o cercare di dire la propria è una alternativa ragionevolmente egoistica all’intervento reale contro un umano incolto che desidera essere governbato come un pollo per non prendersi le responsabilità di se stesso e non ambisce la libertà e il libero arbitrio.
    Perciò il discorso sull’autoproduzione, ragionato su se stesso e sul suo perchè motivante ha un senso, non più quando si finisce per perdersi nella realtà del meccanismo sociale economico, che a larghe falde pone i limiti e fa rendere conto che le perle son date ai porci.
    Alla fine se vi interessa il fumetto d’essai allora fate autopproduzione, e sarete letti da quelli come voi, vedrete film di david lynch, farete una vita di soli stimoli alla kubrick, ma non tentate di inculcare scienza e alternativa a chi per primo ha sposato l’idea di una intelligenza annebbiata dai monopoli e dalla gestione di terzi della loro mente e delle loro vite.
    Finchè non ci saranno i sigilli sulla rete sfruttatela come unico satellite indipendente e gratuito.

    Del resto in questo Moore è stato clemente e positivo quando ha sigillato l’ultimo capitolo di V for Vendetta.

  135. Margherita Says:

    @Carlobbò
    Ciao caro.. sto spasmodicamente cercando il film di Linch, lo stavo aspettando da tantissimo tempo! Oh.. colonizzate anche noi in Terronia, vi ringrazieremo con armi e droga!
    E poi… sono ancora tanto ruspante e pischelletta da non avere nemmeno qualcosa che assomigli a un sito personale .___.

    @alessandro
    Sei stato chiaro, non ti peoccupare :) parlavo in generale.

  136. carlo bocchio Says:

    ti dirò che seppur eho un sito personale sono rimasto abbastanz aruspant eanche io, e pure parekkio agreste,per non dire indelicato

    tuttavia a terronia c’è poco d aoclonizzare, s epensi che nella capitale sto film l’hanno proiettato in soli 4 cinema, manco adirlo il putrido decerebro-warnervillage ha snobbato a piè pari
    la pellicola.

    morissero tutti

  137. CONFORME Says:

    ….e metti qualcvosa di nuovo! scrvendo che sei vegetariano.

  138. Killer Panda Says:

    Sono d’accordo con Bocchio quando dice che le opere “d’elite” vengono lette soprattutto da quelli che già odiano il sistema, leggono palahniuk o guardano film uzbeki coi sottotitoli in croato…ma è anche vero che se nessuno rompe le regole, a nessuno degli ‘uomini medi’ viene in mente che esiste un’alternativa al film di Natale dei Vanzina(o chi per essi). Quindi l’obiettivo dell’artista è portare dalla parte del non-banale alcune delle spente menti massificate?

  139. Margherita Says:

    Ok, sono appena tornata dal tour de force di tre ore di Inland Empire: stesse reazioni nella mia sala, silenzio surreale fino alla fine e voglia di parlarne fino alla nausea. E’ devastante e illuminante, geniale in alcuni tratti e di una brutalità spaventosa.
    E poi posso dire anche che i migliori regisi di film horror sono tutte suore orsoline rispetto alla capacità grottesca e opprimente di Linch?! Assolutamente vince su tutti…è un fottuto genio…

  140. carlo bocchio Says:

    Ok, sono appena tornata dal tour de force di tre ore di Inland Empire: stesse reazioni nella mia sala, silenzio surreale fino alla fine e voglia di parlarne fino alla nausea. E’ devastante e “illuminante, geniale in alcuni tratti e di una brutalità spaventosa.
    E poi posso dire anche che i migliori regisi di film horror sono tutte suore orsoline rispetto alla capacità grottesca e opprimente di Linch?! Assolutamente vince su tutti…è un fottuto genio…”

    e io ho un orgasmo: :OOOOOOOOOOOOOOOOOO

  141. carlo bocchio Says:

    sono preocupato per il diforme, ke nella sua genuinità rionale non si vede da parekki post…
    questa la pena di dover gestire un blog pubblico!

  142. Margherita Says:

    E poi dicono che Inarritu è cervellotico. Tzè.

  143. DIFFORME Says:

    troppi commenti arretrati…
    dico solo:
    assodato che avete qualcosa di impellente da dire/mostrare, chiedetevi onestamente se sia un qualcosa di “significativo”, e se avete talento e mezzi per esprimerlo,
    se la risposta è si confezionate il tutto al vostro meglio, proponetelo a tutti gli editori, se TUTTI vi fiskiano ma la vostra determinazione non ne risulta intaccata ma anzi accresciuta, allora passate all’AUTOPRODUZIONE !
    è semplice..

    per carlo:
    non sono ne genuino (sono per l’artificiosità, l’innesto, la contaminazione…), ne rionale (sto qui solo per stringenti contingenze ma il mio spirito vaga, vaga…) comunque grazie per il pensiero, mi sei mankato anke tu.. l’eterosessualità a volte è un limite, sarebbe bello batterci delicatamente i nostro glandi uno contro l’altro….

  144. carlo bocchio Says:

    “E poi dicono che Inarritu è cervellotico. Tzè.”

    a parte amores perros il resto mi par la fotocopia di se stesso

    “l’eterosessualità a volte è un limite, sarebbe bello batterci delicatamente i nostro glandi uno contro l’altro….”

    anche se ho un passato d aprepuziante, ormai l’ho rimosso (chirurgicamente) e quindi sono libero di glandare con chicchessia senza macchia e in armonia:D

    PS.: se andate al caffè fandango a roma fatemi sapere!:)

    e scaricatevi Sanvean dei DeadCanDance

  145. carlo bocchio Says:

    ripensando al testo del post di Alberto:

    “Ho cominciato con l’autoproduzione perchè non si riusciva a pubblicare ciò in cui si credeva; se nessuno mi vuole ci penso da solo.”

    un’arte in cui i maskietti sono maestri e senza ortaggi…

  146. DIFFORME Says:

    sei circonciso?
    al caffè fandango a fare che?
    aggiornato il blog…

  147. Margherita Says:

    @ Carlobbò
    Effettivamente Amores Perros è stato un gran fil perchè quel tipo di regia sembrava una scelta particolarmente azzeccata, ritmava, quasi. Per gli altri che hanno seguito è diventato una specie di marchio di fabbrica che ha reso quasi macchiettistico e ridondante un lavoro ben fatto come Babel, ad esempio, che senza pippe contorsionistiche della trama sarebbe riuscito forse anche meglio…

    Caffè Fandango è delizioso, proprio bello, peccato che un bicchiere d’ acqua te lo facciano pagare tre euro… Noi gente comune possiamo sentirci artisti al massimo con le buste di Tavernello!!

    @Difforme
    La penso e-sat-ta-men-te (avete visto, so fare anche la divisione in sillabe!) come te.

  148. DIFFORME Says:

    se la pensi come me allora non sono poi tanto “difforme” cazzz…

    oi carlo, ho visto inland empire, ma abbiamo visto lo stesso film?
    non infierisco perchè un artista merita rispetto e “strade perdute” rimane un capolavoro assoluto, ma questo…
    ogni opera di finzione, dalla più infima all’opera d’arte, presuppone uno “stare al gioco”, beh io a questo gioco non voglio giocare…
    sarebbe lungo da spiegare… comunque spero non sia l’arteriosclerosi…
    e lo dico con amarezza….

  149. carlo bocchio Says:

    “Comment by DIFFORME
    sei circonciso?
    al caffè fandango a fare che?
    aggiornato il blog…”

    a vedere ke ambienbte c’é: o la solita bamba di pseudoartistoidi freak gonfi di boria che palesano quel poco che hanno perchè non hanno niente, o s ec’è gente regolare perchè,magari,lì c’è modo di discutere pure di cose interessanti: la mia fede in un miracolo.

    “Comment by Margherita
    @ Carlobbò
    Effettivamente Amores Perros è stato un gran fil perchè quel tipo di regia sembrava una scelta particolarmente azzeccata, ritmava, quasi. Per gli altri che hanno seguito è diventato una specie di marchio di fabbrica che ha reso quasi macchiettistico e ridondante un lavoro ben fatto come Babel, ad esempio, che senza pippe contorsionistiche della trama sarebbe riuscito forse anche meglio…”

    Caffè Fandango è delizioso, proprio bello, peccato che un bicchiere d’ acqua te lo facciano pagare tre euro… Noi gente comune possiamo sentirci artisti al massimo con le buste di Tavernello!!”

    concordo,ma stasera non ci sarò

    “Comment by DIFFORME
    se la pensi come me allora non sono poi tanto “difforme” cazzz…

    oi carlo, ho visto inland empire, ma abbiamo visto lo stesso film?
    non infierisco perchè un artista merita rispetto e “strade perdute” rimane un capolavoro assoluto, ma questo…
    ogni opera di finzione, dalla più infima all’opera d’arte, presuppone uno “stare al gioco”, beh io a questo gioco non voglio giocare…
    sarebbe lungo da spiegare… comunque spero non sia l’arteriosclerosi…
    e lo dico con amarezza….”

    vorrei tornare a casa
    quella stanza difettosa chiusa su se stessa
    i bengala spazzano la coltre oscura
    io so
    non è un oceano quello dove sto annegando
    testa la mia verità
    testa il fondo della mia carne
    non c’è ancora un motivo per togliere il mio nome dalla tua vita
    quell’auto compressa nel muro
    ascolto dentro me e i lamenti stridono
    se sai aspettare che io afferri l’altro capo
    se sai vedere un’ombra positiva
    se sai tessere un ricordo da condividere
    io sarò lieto di innaffiare la mia aridità

    aspetta l’istante dopo
    la rabbia della gente stride

    posso provare ad aprire quel luogo
    posso provare a riabilitare le parole finite

    avremmo fermato il sangue
    corriamo e arriviamo
    litigare per quello che non avremmo comunque afferrato
    l’auto irrompe oltre il muro
    ti guardo in faccia
    le maschere sigillate a dovere
    gli ostacoli oltre gli occhi
    qualcosa rotto x sempre
    stasera non ci sarò

    ecco,l adifferenza tra me e Lynch è che io
    sono un pivello.
    Stasera non ci sarò, è chiaro

  150. DIFFORME Says:

    il pezzo mi pare quantomeno intellettualmente “onesto” ma davvero non ho competenze in materia per giudicare…

    le ho un pò di più in campo cinematografico e sul mio BLOG ho messo la mia RECENSIONE di INLAND EMPIRE, fateci un salto e commentate,
    incasso tutto quindi se volete menate pure…

  151. carlo bocchio Says:

    il pezzo prevedeva di dire tutto dicendo nulla e, come nel caso di lynch, dove prevale il “forse voleva dire”.Quindi diversi suggerimenti che si tramutano in possibili significati,ma mai nulla di definitivo e scontato:D

Leave a Reply