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postatomico

 

 

  

 

un buongiorno a tout le monde.
sono tornato da 24 ore e minivacanze per ricominciare a lavorare con un porcello alla nuova roba per la Vertigo, a una storia di supereroi in case di cura scritta da giustina porcelli e a questo nuovo progetto con akab. tre lavori che dovrebbero riconciliarmi con la voglia di fare.
la 24 è stata postatomica, come sempre: un sacco di amici che non vedevo da una vita, gli organizzatori che si sono fatti un culo cosi; l’alba in questo immenso campo sterrato popolato solo da rifiuti post concerti e da noi (inutile, noi fumettisti restiamo sempre delle metafore viventi) ecc ecc.
abbruttimento, voglia di morire, fastidio verso tutti, luci al neon su facce già verdi in partenza. insomma, è andata! volevo usare sta 24 ore per farmi i compiti in classe e vedere se riuscivo a fare una storia che avevo in mente, ispirata all’omicidio-suicidio di chris benoit contro la sua famiglia.
purtroppo la stanchezza e certi beni di conforto giovani mi hanno degradato lentamente,così non ricordo come sia venuta..in effetti, chi si ricorda un cazzo?!
presto dovrebbe essere online sul sito della 24 ore , i cui links trovate nel post precedente. lì capiremo tutti se ho fatto una figura di merda.
intanto grazie a quelli dello spazio bianco e a jonny baldini, e poi suggerirei basta con sta cosa delle 24 ore. facciamo meno ore in modo da tentare qualcosa di qualitativamente migliore (dunque non influenzato solo da fatica fisica e desolazione da neon mentre tutti gli esseri umani dormono o fanno all’amore).
la resistenza fisica è un buon fattore da valutare, ma alla fine diventa preponderante sulla storia, che invece dovrebbe essere la cosa piu importante. Invece si finisce con la nausea verso il disegno e il racconto, mentre dovrebbe essere una sorta di orgasmo finale che ci riconcilia con la nostra missione di fumettisti entusiasti !!
Uscire nauseati da un’esperienza che ha a che fare con ciò che amiamo è strano: sembra volerti ricordare che fare fumetti è sempre e comunque una sofferenza.

 

comunque baci a quelli che c’erano e a quelli che mi hanno scritto nel frattempo, e un saluto ad andrea Gadaldi, che nonostante fosse tra i non professionisti se ne è fregato di ogni timore reverenziale e ha sfornato una tavola sola (bellissima) per fotocopiarla 24 volte cambiando solo il testo. Genio della libertà individuale e paladino della lotta alle regole, avercene di andrea gadaldi! i disubbidienti salveranno il fumetto?
sentiremo parlare ancora di lui.

vi amo tutti

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39 Comments For This Post

  1. Giovanni Antigas Says:

    mmmh, fotocopiare e cambiare, che figata, una vera operazione, che esula dal linguaggio fumetto stretto e diventa altro. un’operazione un po’ warholiana, potremmo dire, e quindi vecchia. ma è sempre bene ricordare le cose importanti del mondo.

    sul suo blog andrea gadaldi dice:
    “Sono stato insultato anche da Ponticelli per quello che ho fatto! Ehehehehe!

    Ettore mi ha detto che sarò bannato da ogni 24hic da qui fino al 2163.

    Dio si è manifestato e mi ha detto che partorirò con dolore.”

    per il resto ancora i miei complimenti per la 24hic (nel senso di singhiozzo), e non sono riuscito a passare che avevo dei postumi devastanti dalla sera prima. a causa un liquore ungherese dall’inquietante nome di “barak”, diabete concentrato tanto era dolce.

    ps. ma la tavola che c’è in apertura? è della 24?

  2. grezzodeluxe Says:

    yeah, il “geniale” era riferito alla libertà di interpretare il regolamento. il buon gadaldi cominciò la 24 ore disegnando circa 9 tavole, ma, non soddisfatto del risultato, decise di ricominciare daccapo (senza spiegare come).ci trovo dell’ironia, merce rara.
    la tavola in apertura fa parte della storia della 24.ho rubato la foto al sito della 24 ore.

  3. Bazooka Gio. Says:

    I boy scout sono dei pirla vestiti da bambini che portano in giro bambini vestiti da pirla.

    …mi viene in mente.

  4. carlo bocchio Says:

    kiedo skusa a tutti quelli kon kui avevo appuntamento e ho glissato,
    ma ho avuto una rogna ke si protrarrà fino a settembre/ottobre.

  5. Andrea Gadaldi Says:

    Eccoci, mi sento un po’ chiamato in causa… Chissà perchè… Ehehe! Il ragionamento dietro alle fotocopie è sia serio, sia da vero e proprio tiraculo (la mia vera natura, qualcuno sussurra) ma non s’ha da discutere (dai, non interessa a nessuno la spiegazione spazio-temporale di una ipotetica telecamera fissa all’interno del comparto merci)… Diciamo che è stato veramente divertente vedere la faccia di Alberto che alla seconda tavola fotocopiata e sentirlo dire: “No… Ho capito, sei uno schifoso! Vattene via!”

    A parte tutto mi sento onorato davvero!
    E vabbè… Ci si vede in giro (e a Lucca, soprattutto a Lucca! BWHAHAHAHAHAHAHAH!)

    GLOM!

  6. joel Says:

    il top vero della 24 auar é farti un culo rotondo, perché gli sgabelli sono rotondi, finire stravolto e dopo promesse di scansione-pubblicazione sul sito della 24 hic non saperne più nulla come se non avessimo fatto ‘na beata cippa per un giorno intero! fanculo la 24 alla quale ho partecipato l’anno scorso evviva l’ambiente che si é creato per 24 ore con gente stanchissima ma volenterosa!

  7. alessandro c Says:

    un po’ OT ma, tornando ora da uno stage in cui ho preso solo pugni e calci, non posso che ricambiare l’ammore.

  8. Margherita Says:

    Sottoscrivo quanto dice il Grezzo, è un’ alienazione un pò sterile ai fini del risultato e della creatività quella del 24hic, ma d’altra parte l’ hanno inventata gli ‘mmmericanss, e quindi se non fa scena e non è na granda strunzata non ci piace.
    Ovviamente abbiamo subito carpito questa cosa perchè in ognuno di noi c’è un nerd che gratta per uscire e ci siamo pure divertiti (io per prima, ammetto languidamente)!!!
    Questa è la dura realtà.
    Allora al prossimo 24hic di ottobre eh! ohsisi

  9. noncicapisco Says:

    vabbè giassai : capossela e il suo cappello e la relazione tra i fan di capoessela e il capellaccio in testa per imitare capossela col suo cappellacio in testa. caposeal invece è una specie di grosso marines corp cattivo con la mania del bontempi che fa finta di essere ubriaco quando canta, coem l’originale capossela. c’e pure capodichino e vinicio capodistria che canta in croato e sloveno.

  10. Massimo Giacon Says:

    Ciao Alberto,
    approfitto del tuo Blog per dirti che dopo che te ne sei andato sono riuscito a curiosare la storia,che tu giudichi con modestia, e invece funziona molto bene ( come quella fotografica di Ausonia), per il resto ho colto un pò di scorci più o meno riusciti. Ma la 24 hic è una una piccola droga, la fai la prima volta e ti dici :”mai più”, poi la rifai e ti resta un pò di nostalgia della fatica… ho il sospetto che se continuassero a farla e a proporcela continueremmo ad aderire… Perchè allora non una 48 ore del fumetto, anzi una Ad Libitum del fumetto, (si continua finchè le forze cedono totalmente)?…
    Diventa una manifestazione sportiva, uno sport estremo.
    Non serve a rimorchiare le ragazze, nè a farsi notare dai grossi editori, eppure non si può fare ameno di partecipare, ed è per questo che propongo una campagna anti 24 Hic, rea di aver immesso sul mercato un’altra devastante droga volta a minare la vita dei giovini ( e dei vecchi).
    Io e il gruppo IuK abbiamo barato e disegnato una storia collettiva ( la potete trovare sul sito di XL), all’inizio mi sembrava divertente, a rileggerla non è che faccia poi così ridere…
    Capossela è bravissimo e a Wave ha fatto un gran concerto (io non l’ho nemmeno visto, lo sentivo dai banchi della 24 Hic mischiato a dell’orrida tecno che martellava imperterrita contemporaneamente da un’altro stand- il chè forse ha dato origine a un nuovo genere musicale ), ma Gak Sato ( che gli ha curato i suoni e la produzione dell’ultimo disco), mi ha detto che è uno molto tirchio e un pò stronzo e gli spegneva anche le sigarette sulla moquette della sala d’incisione, per cui consiglio di non invitarlo a cena se si ha la moquette in casa ( o anche il linoleum).

  11. grezzodeluxe Says:

    grande Massimo!
    in effetti credo che un motivo per cui tutti amano partecipare alla 24 ore è che , per una volta, tutti fanno una cosa in comune e dunque si può evitare di spacconeggiare su chi ce l’ha più grosso e lasciarsi andare all’amore!

    o forse,piu semplicemente, la compagnia di altri esseri umani, cosa rara per molti tra noi fumettisti, è un’occasione rara visto l’autismo cui si è spesso costretti, e perciò diventa una festa, un vero party selvaggio sempre pieno di aspettative. Sintomatico Ausonia che scrive che il giorno prima è felice di andarci e quello dopo no nsi sente dello stesso umore.
    la 24 ore è il sabato del villaggio di noi fumettisti!

  12. fabrizio Says:

    presentaci il ragazzo! lo vogliamo noi! noi! noi! se insultava anche la gente ed era ubriaco molesto lo facciamo caporedattore (carica inutile ma prestigiosa).

    Distinti saluti,
    Dott.Scimmia

  13. grezzodeluxe Says:

    doc scimmia, vai sul suo sito e scrivigli.sono sicuro che è gia dei vostri ma ancora non lo sa.
    ps.
    sto lavorando anche per voi

  14. carlo bocchio Says:

    non ho mai partecipato al 24h,ma ricordo ke lo fecero a roma un paio d’anni fa,o un’anno fa.
    C’erano miei alunni ke si cimentavano per stare in mezzo ai “big” del fumetto rionale,altri ke lo facevano proprio per farlo vedere quanto è grosso, altri regolari.
    Un’idea yankee?
    Non mi stupisce: entusiasmare con qualcosa di diverso con un pò di co2 dentro è una soluzione tipika e utile come una gara di braccio di ferro, ergo è anke inutile prendersi sul serio o cercare di dire cose mirabolanti con tant eore di sconcentrazione ammukkiati a dessinèr.
    A quel punto è buono prenderla a cazzòla,e godersi,per una volta, il “team”, tra singulti diarroici, crack e cose utili al fumettista tipo.
    Diceva qualcuno:

    Dopo l’epoca d’oro del l’homo-faber, che era capace di sottomettere la natura e sfruttare il suo simile per esigenze
    funzionali, è nata una soggettività senza centro, perennemente errante: la società post-moderna.Essa vede l’emergere dell’uomo senza dimora, incapace di trovare identificazioni
    stabili, punti di riferimento certi. Lo star-fuori, l’ex-sistere, lo “spaesamento” che Heidegger
    ha magistralmente descritto ne La lettera sull’”umanismo” è la condizione esistenziale tipica del nostro tempo.
    Il non sentirsi a casa propria, la ricerca di qualcosa di irragiungibile, risponde ad una dinamica sociale caratterizzata dall’instabilità. La mancanza di un ambito di identificazione
    primario, e la frammentazione del reale impongono ad ognuno di vagare attraverso diversi “mondi sociali”, ristrutturando continuamente il suo progetto di vita. La sociologia
    fenomenologica ha chiaramente descritto la radicale apertura al nuovo, la mancanza di una dimora stabile e rassicurante (il tedesco Heimat o l’inglese Home), come dimostra Sciolla in L’identità (Rosemberg & Sellier).
    La vita si trasforma quindi in una serie incessante di esperienze reversibili, ove le identità che vengono via via assunte sono sempre trascese, superate. Il sé diviene un vissuto-differenza, coinvolto in una continua oscillazione tra le oggettivazioni concrete che assume e la radicale apertura che tuttavia mantiene.
    Come nota Crespi (Esistenza e simbolico,
    Feltrinelli), la soggettività è in continua tensione tra le maschere sociali che indossa di
    volta in volta e la capacità di negarle, aprendosi a nuovi orizzonti. Il sociale diventa un
    teatro, ove ognuno recita personaggi diversi a seconda del momento storico o
    dell’auditorio che si trova di fronte.
    Ne consegue che l’individuo si muta in un sé narcisista, volto alla ricerca ininterrotta di
    un’identità inesistente e capace di manipolare gli altri per confermare il suo senso di
    onnipotenza. Come ha scritto Lipovetsky, l’uomo senza dimora è contemporaneamente un
    freddo calcolatore che sa imporre il suo look ed un fragile guscio alla caccia delle
    gratificazioni altrui. La condizione antropologica della società post-moderna si caratterizza
    quindi per un senso diffuso di disperazione tranquilla, dovuto alla dinamica continua di
    identificazioni cangianti che coinvolge l’attore sociale.
    L’identità diviene una “prova”, una sperimentazione che si rinnova ogni giorno. Faccioli e
    Quargnolo, in Prove di identità (Angeli), dimostrano che questo fenomeno tocca
    maggiormente i giovani, a causa della loro maggiore “inconsistenza di status”, ovvero
    della mancanza di un definito ruolo sociale. Proprio questa instabilità di fondo rende facile
    il passaggio dalla normalità alla devianza.
    In una società senza certezze, tutto, anche la droga, diviene un’esperienza da fare. Non è
    possibile trovare delle cause sociali della tossicodipendenza poiché questa è
    un’esperienza che (dato un mercato diffuso) tutti possono fare. La droga è un tentativo di
    raggiungere un’identità, di trovare un senso alla tragicità di un’esistenza mutevole,
    oscillante. All’interno del progetto di vita, quindi, la tossicodipendenza può diventare un
    tentativo come un altro di trovare un sé reale, una soluzione al vuoto interiore.
    La diffusione di questo male sociale è avvenuta infatti a partire dagli anni Ottanta, quando
    si è verificato il mutamento antropologico che ha dato origine alla società post-moderna.
    Da qui emerge il bisogno di reti di solidarietà primaria e secondaria che ridiano alla
    persona un ambito di identificazione e di progettualità. I gruppi amicali, di vicinato, di
    mutuo aiuto, così come l’area del privato sociale e del volontariato, possono condurre
    l’uomo a trovare una comunità sociale che assicuri valori e certezze stabili. Il bisogno di un
    mondo vitale, di significati condivisi, può essere soddisfatto solo a partire da queste
    formazioni sociali che, scaturendo dalla quotidianità attiva, forniscono un senso alla vita
    dell’uomo.
    Ma il desiderio di verità che sembra espresso nell’uomo senza dimora probabilmente non
    si placa soltanto nell’accettazione di valori e norme comuni. Il narcisismo è un segno di
    un’attesa dell’Incommensurabile e di un anelito alla felicità. Uscire dall’autoreferenzialità,
    dal solipsisimo sociale è anche aprirsi all’interrogativo ultimo della vita. Come scriveva
    Novalis, “nulla è per lo spirito più raggiungibile che l’infinito”.

    Mi kiedo quanti di voi si sentano integrati in alcune di queste descrizioni e quanti,al contrario,hanno trovato inq uello che fanno l’identità, e anche la stima di sè(come in Batman Begins: “un uomo si qualifica per quello che fa,non per quello che è”, ma in realtà chi si è?).

    cià

  15. carlo bocchio Says:

    azz,ho di nuovo ammazzato il thread….

  16. Giovanni Antigas Says:

    no, perchè, basta ignorarti

  17. grezzodeluxe Says:

    n realtà credo che il pensiero di carlo sia interessante.
    in effetti un certo smottamento esistenziale è fondamentale per fare lavori di tipo creativo e credo sia facile ritrovarsi in qualcuno dei punti descritti.
    d’altronde senza instabilità è difficile spingersi a tirar fuori qualcosa.

  18. Alexander EightbaLL Says:

    dal mio punto di vista l’instabilità e l’errore (inteso come presa di coscienza) sono il punto fermo della ricerca, fermo restando che una situazione troppo slegata e confusa al contrario non riesce a permettermi di concentrarmi. Un “la verità sta nel mezzo” farcita di fobia per gli estremismi sensoriali.
    (Davvero?)

    Scimmiapost scriptum: appena mi si ricollega la rete da casa facciamo due paroline che ho bisogno di capire.

  19. Salz Says:

    Ciao Alberto!
    Sei stato davvero bravo alla 24 ore, hai fatto un ottimo lavoro! (anche se non riesci a ricordarlo… :-)
    Complimenti! La 24HIC è proprio una droga, ha ragione Giacon. Però, se durasse solo 12, non sarebbe la stessa cosa! Il bello è proprio l’essere costretti da una forza misteriosa a continuare a disegnare; poi, completamente rincoglionito dal sonno perso, rileggi la tua storia, ma ti sembra quella di un altro, non ti ricordi più cosa avevi in mente all’inizio… La consegni… Aspetti che venga pubblicata sul sito… La leggi…. e dici:- Non ci credo! ‘Sta cagata l’ho fatta io?!?

    Però è divertente lo stesso!…

  20. grezzodeluxe Says:

    grazie carissimo,
    probabilmente è come dici tu, ma c’è un momento morto, generalmente nella notte, dove ti viene a mancare il supporto della gente e inoltre non puoi usufruire del momento di intimità con te stesso tipico della nottata passata a disegnare.
    una sorta di limbo generalmente spiacevole durante il quale pensi solo che vuoi finire e andartene. in quel momento diventa un dovere, almeno nella miatesta.
    inoltre io odio vedere spuntare l’alba!

    comunque resta il fatto che queste cose non dipendono certo dall’organizzazione che si fa un culo cosi tutte le volte ed è sempre presente,è come avere una nuova mamma al tuo fianco! che tenerezza quei ragazzoni dello spazio bianco. io li amo sinceramente sempre di piu.

  21. Giovanni Antigas Says:

    hanno pubblicato una tua foto sul 24 hic, che faccia che stavi facendo boss

  22. grezzodeluxe Says:

    ero in un’ottima posa per la stampa

  23. Fabio... Says:

    Uhm sbarchi alla vertigo e non ne sapevo nulla…
    Son disinformato cacchio…

    Complimenti!
    (gadaldi paraculo :asd:)

  24. Giovanni Antigas Says:

    quelli della vertigo dopo aver visto la foto suddetta sono dubbiosi: licenziarlo o raddoppiargli il contratto

  25. carlo bocchio Says:

    ebbene a Milàn’ pare ci sia il nubifragio.
    Sarà pure un dito ar kulo, però per fumettare può essere una mano: fuggire il luoghi fantastici come alternativa al supplizio climatico.
    Ringraziate comunque le centrali termoelettriche, responsabili per l’83% del surriscaldamento del globo!
    (ormai sembro ecologista,ma sono solo anticancro!).
    Tra l’altro, caro Freddy P., visto che non abbiamo ancora in mano sta carta di collaborazione, oltre a sognare Wonderland, sarò a breve costretto a bussare alle porte francesi, conscio
    che potrei aver bisogno di dire la mia che non ho mai detto a causa di mille markette.
    E tu?Dopo Vertigo che katz di progetti hai?
    Ti kiedo in pubblico cose che forse farei prima al telefono,semmai ti bekkassi!:D

    Cià

    buona visione con “vivere”

    ps.: se potete vedetevi go:una notte da dimenticare

  26. Giovanni Antigas Says:

    stavo pensando al titolo del topic, postatomico, e a come una parola acquisisca vari significati e immagini precise radicate nell’immaginario.
    postatomico indica, nella sua accezione originale, una situazione estrema, risultato di un conflitto termonucleare, l’immagine che subito si condensa sugli occhi è il deserto, un deserto inospitale, scenografia di cartoni come ken il guerriero, o film come mad max.
    il deserto indica l’assenza, di città, di uomini, la solitudine del sopravvissuto, predoni che non sono altro che persone allo sbando, che hanno perduto tutto e vivono come posono, antieroi che esistono perchè sopravvissuti, probabilmente per codardia, perchè si sono nascosti.
    con postatomico mi viene in mente un bellissimo fumettodi the punisher, la fine, mi sembra si chiami.
    nell’accezione contemporanea postatomico ha guadagnato altri significati e immagini. qualcosa che è il risultato di quacosa di grandioso, spossante, vertiginoso, sopraffacente.
    la maschera antigas è postatomica, il palombaro, i laboratori di plastica bianca lucida, i neon, la città addormentata.

    la realtà è postatomica, su second life hanno fatto un’attentato terroristico (bhe, second life è già un’attentato terroristico all’inteligenza degli utenti della rete), nel mondo reale va anche peggio, bruce willis è stato cacciato dal billionare dove era a cena, perchè non ha voluto fare una foto con la gregoracci.

  27. grezzodeluxe Says:

    no no, sembrava proprio postatomico,ovvero dopo una guerra atomica.
    l’area concerti trasformata in una distesa di nulla ricoperta di rifiuti, e un capannone con pochi sopravvissuti che cercavano di superare la notte.
    postatomico, appunto.

  28. francesco Says:

    magari l’anno prossimo partecipo…chissà!!

  29. Ale Dal Piva Says:

    Caro Ponty senti si potrebbe avere una tua fumettografia completa, perchè tu 6 x me l’artista con la ST maiuscola, e apprezzo il fatto che ti sia messo a disegnare professionalmente dopo quella brutta storia del tuo coinvolgimento nella baia dei porci.
    Ti scrivo questo xchè ho appena acquistato un tuo albo, tale “D Generator” autografato e dico autografato (i miei complimenti una calligrafia da vero intelletuale di estrema sinistra) di cui nn sapevo l’esistenza, quindi se mi mandi i titoli da te disegnati pian piano cercherò di acquistarli anche perchè quando cerco ponticelli su ebay al max mi vengono fuori inserzioni riguardanti componenti elettrici e miniature (tutta roba tua vero?), mi raccomando fallo altrimenti sarò costretto a picchiare il mio bradipo da appartamento accecato dall’ira (la mia nn del bradipo).
    a buon intenditor…..:-)
    A dimenticavo ti saluta Luca!

  30. grezzodeluxe Says:

    caro dal piva, non so come tu sia venuto a sapere della baia dei porci ma ormai è tutto passato e se dio vuole la mia vita ha di nuovo un senso (spero anche la tua).
    grazie per l’artista con la st maiuscola, è giusto che qualcuno lo riconosca.
    quanto alla mia discografia completa manda mail a qualsiasi indirizzo internet che si occupi di cavi elettrici, ti risponderanno con piacere.
    sempre tuo

    grezzo

    ps

    salutami anche tu Luca, sapere chi è..

  31. Killerpanda Says:

    joel, eri alla 24hic di nova milanese l’anno scorso?c’ero anch’io!(qual è il tuo vero nome?)
    baia dei porci?grezzo, siamo curiosi raccontaci il trauma che sta alla base dei tuoi superpoteri(o mandami affanculo se nn vuoi :) )

    p.s. posso andare offtopic dicendo quanto sono stronze e amorali le nuove generazioni?(avendo io 21 anni intendo quelli che vanno dai 14 ai 18)o è solo una mia impressione?

  32. a k a b Says:

    io voto giacon.
    e appoggio l’idea di fare le maratone con il divieto assoluto di dormire
    vince quello che non si suicida.
    come in amerika durante i giorni della grande depressione.
    diavolo di un giacon.

  33. Dep@rt Says:

    immensa stima per la tua persona

  34. grezzodeluxe Says:

    akab, tu sei andato a dormire tutte le volte che hai partecipato.

    Depart, sposami.

    KillerPanda: che significa nuova generazione amorale?

  35. Dep@rt Says:

    ok…ma ho molti parenti da invitare

  36. Dep@rt Says:

    a proposito di 24h…io ho fatto l’anno scorso qlla x i nn professionisti alla scuola del fumetto…la 56h…il giorno prima tutto normale,tranne la sera, sbornia da record e after a causa di malesseri intestinali causa alcool…appena finito d vomitare,via alla 24h…finita,nn so come,con 2ore d’anticipo…qnta stima per me stesso allora…

  37. grezzodeluxe Says:

    allora anche io stimo molto la tua persona!

  38. Dep@rt Says:

    stimiamoci tutti con ammmmore

  39. s video cable feet Says:

    Aw, this was a really nice post. Taking the time and actual effort to generate a top notch article… but what can I say… I hesitate a lot and don’t manage to get anything done.

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