Archive | June, 2008

COSPLAYERS DI SE STESSI

Dio (o chi per lui): Uè
Grezzo: oh,tutto ok?
D: si si, me la godo come sempre.
G: belle le basette alla Elvis.
D: mmh, grazie, ho pensato che se mi ricopro di stereotipi la gente mi apprezza di più.
G: oggi che fai?
D: vado a sistemare un pianetino nuovo, un’occasione, lo danno via per pochissimo, è da ristrutturare ma ne vale la pena:
G: figo,ci metti anche i fumettisti?
D: eheh, non scherziamo, ti ho detto che è da ristrutturare, ci metto gente con le palle, mica dei coplayers di se stessi.
G: che vuol dire cosplayers di se stessi?
D: si insomma, gente che si costruisce un personaggio pubblico ad hoc e poi finisce per credere di essere davvero così.
G: ah,beh..da questo punto di vista..come darti torto. comunque mica i fumettisti son tutti così.
D: questo lo so, ma non posso popolare un pianeta con solo una decina di persone..
G: sulla Terra lo hai fatto con due.
D: ero giovane e incosciente, potrei dire che ero una fottuta rockstar!
G: eheh,questa l’ho capita, stai di nuovo prendendo per il culo i fumettisti. Umorismo da due soldi..
D: cercavo di adeguarmi al vostro modo di fare ironia, tristanzolo e scontato e sempre con un occhio all’autocelebrazione.
G: mi freghi sempre con la dialettica..
D: no, davvero, è che a volte, visti da lontano, siete davvero teneri. Hai notato che prima dell’avvento di internet pochi fumettisti si impegnavano così tanto a vendere la loro immagine personale? ovvio, c’era da metterci la faccia, e venivi sgamato subito. Ora, con Internet, son tutti dei grandi, cazzuti, duri a morire.  Questa vita va avanti, si evolve, e voi rimanete li nella vostra pozzangherina ad autocelebrarvi e a farvi le seghe tra di voi. Implodete un pò alla volta tenendo sempre quel sorriso ebete stampato in faccia. Lo stesso processo avviene per i fumetti che fate.
G: uuuh, quanta polemica da quattro soldi..mestruazioni?
D: guarda, lo dico per voi, se non provate a vivere usando un pò della personalità che, in teoria, vi ho distribuito, finirete presto nel dimenticatoio e nessuno verrà al vostro funerale.
G: in che senso personalità ?
D: nel senso che usate male il fumetto.
G: il fumetto è uno strumento
D: appunto, e come ogni strumento lo puoi usare bene o male.
G: ah,ok,ho capito dove vuoi arrivare..
D: ma che hai capito. Il fumetto dovrebbe essere un mezzo per poter raccontare qualcosa che la tua personalità filtra dalla vita reale. Serve per comunicare qualcosa, raccontare, descrivere, intrattenere e regalare delle emozioni,degli input, degli stimoli. Usare il fumetto riciclando di continuo idee già filtrate da altri non è certo il modo giusto di procedere.
G: non ti seguo.
D: il bello del raccontare, del disegnare, è che la tua sensibilità filtra la vita che stai vivendo, e tu con il tuo talento la interpreti personalmente. Così dai al lettore un punto di vista nuovo, uno stimolo di discussione, gli regali un momento di intrattenimento intrigante.
G: e non è quello che si tenta di fare ?
D: beh, è un pò difficile risultare interessanti quando i tuoi unici input ti derivano dalla tv via satellite o da internet. magari uscire di casa e sporcarsi le mani vivendo esperienze reali potrebbe essere utile per chi racconta, siano testi o immagini o entrambe le cose.
G: tipo che,insomma,se uno copia le idee degli altri non è sincero col prossimo.
D: tipo.
G: essere sempre sinceri col prossimo mica è facile.
D: puoi anche ingannare il prossimo, l’importante è che non inganni te stesso.
G: ah ,si sensei ! comunque i cosplayers di se stessi.. fa un sacco ridere quella definizione.
D: se ti fa ridere un atteggiamento da autistici che si autocelebrano chiusi in un ospedale psichiatrico, litigando fra loro a colpi di muscoli virtuali mentre attendono la propria medicina, allora si: fa ridere.
G: vabbè, sei figo ma ora devo fare sta tavola:
D: certo certo, io comunque vado su .com a ristrutturare.
G: .com è il nome del pianeta nuovo?
D: yes.
G: che nome di merda..
D: se lo dici tu..

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