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COSPLAYERS DI SE STESSI

Dio (o chi per lui): Uè
Grezzo: oh,tutto ok?
D: si si, me la godo come sempre.
G: belle le basette alla Elvis.
D: mmh, grazie, ho pensato che se mi ricopro di stereotipi la gente mi apprezza di più.
G: oggi che fai?
D: vado a sistemare un pianetino nuovo, un’occasione, lo danno via per pochissimo, è da ristrutturare ma ne vale la pena:
G: figo,ci metti anche i fumettisti?
D: eheh, non scherziamo, ti ho detto che è da ristrutturare, ci metto gente con le palle, mica dei coplayers di se stessi.
G: che vuol dire cosplayers di se stessi?
D: si insomma, gente che si costruisce un personaggio pubblico ad hoc e poi finisce per credere di essere davvero così.
G: ah,beh..da questo punto di vista..come darti torto. comunque mica i fumettisti son tutti così.
D: questo lo so, ma non posso popolare un pianeta con solo una decina di persone..
G: sulla Terra lo hai fatto con due.
D: ero giovane e incosciente, potrei dire che ero una fottuta rockstar!
G: eheh,questa l’ho capita, stai di nuovo prendendo per il culo i fumettisti. Umorismo da due soldi..
D: cercavo di adeguarmi al vostro modo di fare ironia, tristanzolo e scontato e sempre con un occhio all’autocelebrazione.
G: mi freghi sempre con la dialettica..
D: no, davvero, è che a volte, visti da lontano, siete davvero teneri. Hai notato che prima dell’avvento di internet pochi fumettisti si impegnavano così tanto a vendere la loro immagine personale? ovvio, c’era da metterci la faccia, e venivi sgamato subito. Ora, con Internet, son tutti dei grandi, cazzuti, duri a morire.  Questa vita va avanti, si evolve, e voi rimanete li nella vostra pozzangherina ad autocelebrarvi e a farvi le seghe tra di voi. Implodete un pò alla volta tenendo sempre quel sorriso ebete stampato in faccia. Lo stesso processo avviene per i fumetti che fate.
G: uuuh, quanta polemica da quattro soldi..mestruazioni?
D: guarda, lo dico per voi, se non provate a vivere usando un pò della personalità che, in teoria, vi ho distribuito, finirete presto nel dimenticatoio e nessuno verrà al vostro funerale.
G: in che senso personalità ?
D: nel senso che usate male il fumetto.
G: il fumetto è uno strumento
D: appunto, e come ogni strumento lo puoi usare bene o male.
G: ah,ok,ho capito dove vuoi arrivare..
D: ma che hai capito. Il fumetto dovrebbe essere un mezzo per poter raccontare qualcosa che la tua personalità filtra dalla vita reale. Serve per comunicare qualcosa, raccontare, descrivere, intrattenere e regalare delle emozioni,degli input, degli stimoli. Usare il fumetto riciclando di continuo idee già filtrate da altri non è certo il modo giusto di procedere.
G: non ti seguo.
D: il bello del raccontare, del disegnare, è che la tua sensibilità filtra la vita che stai vivendo, e tu con il tuo talento la interpreti personalmente. Così dai al lettore un punto di vista nuovo, uno stimolo di discussione, gli regali un momento di intrattenimento intrigante.
G: e non è quello che si tenta di fare ?
D: beh, è un pò difficile risultare interessanti quando i tuoi unici input ti derivano dalla tv via satellite o da internet. magari uscire di casa e sporcarsi le mani vivendo esperienze reali potrebbe essere utile per chi racconta, siano testi o immagini o entrambe le cose.
G: tipo che,insomma,se uno copia le idee degli altri non è sincero col prossimo.
D: tipo.
G: essere sempre sinceri col prossimo mica è facile.
D: puoi anche ingannare il prossimo, l’importante è che non inganni te stesso.
G: ah ,si sensei ! comunque i cosplayers di se stessi.. fa un sacco ridere quella definizione.
D: se ti fa ridere un atteggiamento da autistici che si autocelebrano chiusi in un ospedale psichiatrico, litigando fra loro a colpi di muscoli virtuali mentre attendono la propria medicina, allora si: fa ridere.
G: vabbè, sei figo ma ora devo fare sta tavola:
D: certo certo, io comunque vado su .com a ristrutturare.
G: .com è il nome del pianeta nuovo?
D: yes.
G: che nome di merda..
D: se lo dici tu..

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71 Comments For This Post

  1. BlackSand Says:

    che viaggio!

  2. Big Geem. Says:

    D. We! sono appena stato dal grezzo
    G. oh! tuttappost? che dice?…spè , fammi indovinare, t’ha fatto il pippone sui mitomani del fumetto, eroi di loro stessi senza ironia e senza talento ?
    D. lo conosci èh?
    G. ah voglia!
    D. il prossimo universo lo faccio con una cifra di “grezzi”
    G. troooppo facile cosi’!
    D. ma sai che fumetti fighi?
    G. boh, ‘me i fumetti mi fanno cagare.
    D. mavalà
    G. giuro, ho giusto quelli del grezzo …fa figo averli sul comodino assieme a six pack e gomorra…. cultura a 360 gradi insomma… ma se metti troppi grezzi poi va a finire che mi serve un comodino gigante.
    D. quindi?
    G. quindi metti anche solo un grezzo e lèsina sulle mezze seghe … se ti serve una mano per le selezioni …sai dove trovarmi.
    D. poi mi ritrovo un mondo di 15 persone
    G. fai anche 10
    D. fai “su” te ?
    G. ah, sei venuto a scroccare? fai su te …e gia che ci sei ….moltiplica .
    D. nero?
    G. nero.
    D. chi rizza appizza?
    G. .. si ma ridammi l’accendino.

  3. [a] Says:

    Mi sono fermato alla parte delle basette…
    Di che parla questo pezzo? Di Dio? ;-)

  4. H-BES Says:

    Il grezzo conosce dio, l’ho sempre detto io che è un gran fico.

    Ma anche le fumettiste (per quanto poco diffuse) sono cosplayer di se stesse? In questo caso sono tutte raffigurazioni ciccione (o magrissime e secche) di io interiori ultragnocche?

    Che pacco…

    Saluti
    BES

  5. Marco Sk Says:

    Ma no, Alberto. Non sono d’accordo.

    Il fumetto non è un mezzo, è un fine.

    Per realizzarlo devi usare, come mezzi, le tue emozioni.

    Che altrimenti, se il fine è trasmettere le tue emozioni, scrivi un romanzo, suoni una canzone, componi una poesia. Senza bisogno di squadrare tavole e temperare matita e rovesciare china e farsi il culo e sudare.

  6. grezzodeluxe Says:

    perchè il fumetto, come mezzo per raccontare, deve essere diverso da un film o da un romanzo?
    le modalità tecniche lo sono, ma sempre di narrativa si tratta.
    è un contenitore, il bello sta proprio nel come lo riempi.
    se lo riempi di puro intrattenimento hai comunque la responsabilità di quanto scrivi o disegni, se lo riempi di pure emozioni o argomenti più “elevati” idem. in mezzo ci sono tutti quei grigi che sono rappresentate dalla personalità e dalle esperienze di vita del fumettista.
    Invece il fumetto soffre di timore reverenziale, si autopone come l’ultimo anello di una catena, racconta cose solo dopo che tutti gli altri media lo hanno già fatto, dunque il contenuto, nel frattempo, è già stato inflazionato o si è svuotato di interesse.
    che senso ha?
    sempre a inseguire…

  7. Stefano Raffaele Says:

    Pezzo molto bello. Rimango però convinto che quelli di cui scrivi facciano sì più baccano (maledetti cosplayers!) ma anche che siano di meno, ma MOLTO di MENO di quelli più “seri” (nel senso umano del termine).
    Là fuori, c’è un sacco di gente con due palle così, che fa ben poco baccano, ma che sul lungo periodo si ricorderà di più, e farà cose più grandi.

  8. Ale Says:

    Fiko il pezzo, fa caldo vero?:-)

  9. grezzodeluxe Says:

    Stefano: si si, hai perfettamente ragione. era solo una provocazione tanto per estremizzare un pò e rendere il tutto più grottesco.
    Alla fine il senso è che mi piacerebbe un maggiore approccio personale al fumetto, più voglia di rischiare, di sperimentare, di dire delle cose. a partire da me,probabilmente.
    mi piacerebbe piu collaborazione, meno divismi da quattro soldi, meno amicizie mirate, meno leccaculismi ecc. ma suppongo che questo sia la vita di chiunque, non solodi certa gente che lavora nel fumetto

    o forse, come dice Ale, fa solo tanto caldo:)

  10. V for Victor Says:

    Eh sì, sì, mi associo alle ultime considerazioni fatte..Il rischio va corso, va corso!
    Mi permetto di aggiungere un’ulteriore precisazione: sono d’accordo con il fatto o l’idea che il fumetto, come del resto tutta l’arte in ogni sua forma, siano dei mezzi e non il fine ultimo. La vita è sempre superiore e come tale, chi rispetta il suo movimento imprevedibile, è in grado di riconoscere quando cambiare o migliorare o approfondire il mezzo che sente necessario per continuare il viaggio, l’evoluzione, chiamatela come volete basta che tutto finisca in..ricerca di verità. Il movimento si ferma con l’autorefenzialità, con la voglia illusoria di protezione: la protezione ha bisogno di ripetizione ma non fine a se stessa, c’è bisogno del ripetere a noi stessi gli stessi significati ma rinnovandoli con modi diversi di dire che sono infiniti quanto è infinita una personalità pulsante.
    L’appello del Grezzo al coraggio del rischio è un appello cosciente del movimento costante della ricerca che non deve mai fermarsi. Onestamente, umilmente..ci può salvare qualcos’altro da questa situazione di bassezza culturale e spirituale che viviamo? Dagli isolamenti forzati? Dalle alienazioni e dalle imbecillità di tipo televisivo che anche il fumetto vive?
    Forza e onore al Grezzo.
    ..che se Dio ascolta Elvis e magari pure i Radiohead, la speranza è ancora abbondante nonostante tutto..se poi ha pure i basettoni!!Cavolo! Allora stiamo cavalcando un drago senza saperlo!

    V

  11. Stefano Raffaele Says:

    Non posso che sottoscrivere, Alberto. La pensiamo esattamente allo stesso modo.
    E poi sono convinto che tutto quel leccaculismo, sul “long run”, servirà a poco.
    Dovremmo fondare una rivista, ecco cosa. Almeno, tra chi la pensa allo stesso modo.

  12. alex Says:

    secondo me la vera causa dell’abbassamento culturale, della ricerca espressiva, della mancanza di stimoli da dare e ricevere…sono gli EDITORI.

    non riesco più a vedere i “cosplayer di sè stessi” come il Charlie della situazione, i nemici della democrazia, il Nulla che avanza…in fondo, a loro modo, cercano anche loro di fare qualcosa, di comunicare qualcosa.
    non tutti hanno Talento, Stile, Gusto.
    non mi sento di giudicare loro, non mi va.

    giudico invece tutti quegli Editori che spacciano merda per oro, che sostengono un Nome piuttosto che un Opera perchè il Nome vende, che fanno soldi sul Nulla.

    non condanno chi Fa, ma chi Pubblica.
    è un circolo vizioso, sicuramente…e poi “è nato prima l’uovo o la gallina?”

    il problema è che finché il 90% di ciò che gli Editori pubblicano e sostengono è Brutto, il 10% di Bello non viene visto né considerato.

    non me ne frega niente se un autore fa cagare. forse fa cagare solo me. forse io stesso faccio cagare.

    voglio solo più par condicio.

    PS e basta con lo stereotipo dell’editore italiano che fa la fame…è una stronzata, i soldi ci sono ma li investono dove vogliono. e comunque NON sugli Autori.

  13. grezzodeluxe Says:

    grande Victor, benvenuto! hai sintetizzato ciò che in qualche modo volevo esprimere in maniera ironica, ovvero l’amore verso un mezzo di comunicazione potentissimo che spesso si autolimita e diventa poco interessante.

    Alex: non credo che ci sia un capro espiatorio da attaccare a tutti i costi.
    non sto individuando un nemico specifico in quello che dico, ma sparo a zero su tutta la categoria, me compreso.
    Nel mio post ci rido su, ma il senso di ciò che voglio dire è che tutti dovremmo darci una svecchiata e rischiare un pò di più.
    Non è obbligatorio che chiunque abbia qualcosa da dire nel fumetto, ma questo periodo storico sta sfornando più “artisti” che persone normali.
    è un momento così: ti obbligano a essere speciale, perchè la normalità appare come un insulto.
    c’è l’ansia di avere qualcosa da dire, ma non sempre è supportata dal talento.
    non è colpa solo degli editori, non è solo colpa degli autori, non è colpa solo del pubblico.
    è un delicato e sapiente mix delle categorie tutte che si sono adagiate, in un mondo dove la passività uccide.
    Questo non succede solo nel fumetto, ma in quasi tutti i campi che hanno a che fare con la creatività. Nello specifico parlo di fumetto perchè è dove lavoro.
    il fumetto è un mezzo che ha a che fare con la creatività,accettarne la passività equivale a uccidere la voglia di fare e sperimentare e rinnovare.
    questo è ciò che penso.
    poi faide ,combattimenti virtuali a colpi di ego ecc, di ste cose non mi frega un beato cazzo:ognuno gestisce la propria vita come cazzo vuole e non sarò io, con tutti i miei difetti e nevrosi del caso, a giudicare il prossimo.
    il problema è più alla base, e non è da ricercare in noi singoli individui che, alla fine, ci promuoviamo come possiamo.

    in generale il nostro è un atteggiamento culturale sbagliato, accettato come giusto.

  14. the body Says:

    rimane ancora insoluta la chiave di lettura del dialogo :

    D è Dio ? G è God? quindi G in realtà è D ? D è Deluxe ? G è Giustina ? e poi tra i commenti G è Giovanni ? D è di Modica ? quindi G in realtà è D ? sono Dolce e Gabbana?Davide e Golia?

    il pianeta deve sapere

    thebody

  15. the body Says:

    fiùùù, ho risolto l’arcano più intricato del codice da Vinci da solo leggendo le prime due righe del post…

    Dio (o chi per lui): Uè
    Grezzo: oh,tutto ok?

    ora non mi resta che sedermi ad aspettare il postino con la raccomandata da firmare per ritirare il pulitzer in portineria

    thebody

  16. assistentesottoiltavolo Says:

    ogni tanto passo di qua per prendere qualche lezione di disegno e farmi i cazzi tuoi ma non sapevo avessi un filo diretto con l’autorità superiore! Pertanto ti chiedo gentilmente di inoltrargli la richiesta di un nuovo pianeta dove i bambini nascano a 15 anni compiuti, gli orsi di peluches mi rollino le canne e ci sia Woodstock una volta al mese.
    Nel qual caso prenoto un loft con giardino e annessa sala delle torture.

    Bye bye

    Christiane

  17. alex Says:

    sì, in questo periodo (la vita) ho bisogno di un CaproneEspiatorio barra Nemico.

    probabilmente sono andato fuori tema, ma è quello che mi ha ispirato il tuo ispirato post.

    e poi è bello avere un nemico. ti fa capire chi sei e ti fa sentire vivo.

    no?

  18. DIFFORME Says:

    “cosplayers di se stessi” (come ti dissi) geniale, ma credo che oggi siamo oltre ovvero “se stessi cosplayers”

  19. Fabrizio Lascimmia Says:

    se proprio dobbiamo trovare un capro espiatorio secondo me la colpa è delle giovini donne che si ostinano ad ascoltare l’indie rock invece di leggere i fumetti e la danno ai giovini che fanno l’indie rock invece che a quelli che fanno i fumetti.
    giovani donne, leggete i fumetti!
    vedi come si risolleva poi il mercato..

    p.s. se nn la buttavo in caciara nn ero contento..

  20. grezzodeluxe Says:

    in un certo senso la scimmia no nha detto una cazzata: tutto dipende sempre da come si presentano le cose. al MIAMI, per esempio, c’era il rock e c’era il fumetto, ma il primo era presentato con tutti i crismi, mentre il secondo consisteva nelle solite bancarelle sfigate e in uno schermo altrettanto sfigato dove ,nell’indifferenza generale, si alternavano disegnatori a gente normale che voleva disegnare minchiate.. come a dire che a suonare ci vogliono delle qualità, mentre a fare disegnini no nci vuole un cazzo.
    questo tipo di cose da fastidio perchè ridicolizza un certo modo di mostrarsi.
    sembra una cosa di contorno, ma la realtà è che il fumetto vive di questo tipo di cose, un pò raffazzonate e fatte male,

    se anche l’immagine conta noi ce la stiamo giocando malissimo.

  21. DIFFORME Says:

    e dire che gli shok son stati il primo e al momento unico esempio di credibile “rockomicsband”,

    non è una battuta, lo credo veramente

  22. Marco Sk Says:

    Giusto per fare un po’ l’agent provocateur, e provare a far capire perchè sopra ho scritto quella roba, posso dirti che in BD riceviamo un sacco di proposte di cose che fumetto non sono: sceneggiature di cortometraggi; idee per romanzi; cartoni animati immobili; etc, che autori maturi e da esordienti vogliono trasformare in fumetto.

    Il fumetto come extrema ratio… come ultima spiaggia della propria creatività delusa… che robe vuoi che vengan fuori? Cagate…

    Quello che dico allora è: vuoi fare fumetti? Inizia a pensare al fumetto, a fare un bel fumetto. Usa la tua storia, la tua vita, la tua (s)figa, per realizzare un bel fumetto. Pensa fumetto. Stay fumetto.

    Altrimenti, fai un film, scrivi una canzone, un romanzo. E non rompermi le palle. Che mi fai perdere tempo, mentre faccio soldi con il Nulla..;-)

  23. grezzodeluxe Says:

    diff: lo shok è una cosa del passato, in ogni caso mi stavo chiedendo piuttosto se fosse possibile organizzare certi eventi in un altro modo, senza patire sempre questa immagine un pò da terremotati che abbiamo.

    Marco: credo che stiamo dicendo la stessa cosa.
    secondo il mezzo fumetto può essere utilizzato in mille modi diversi, anche con tecniche differenti o sperimentali, è la struttura che però deve essere solida. perciò si torna al discorso di buone storie e buoni (e funzionali) disegni.
    buone idee , insomma.
    chi prende il fumetto come ultima spiaggia e si improvvisa tale è ovviamente passibile di calci in culo a ripetizione, perchè si è sentito in diritto di usare il fumetto (come dici tu) come ultima spiaggia.
    non confondiamo la creatività con l’autoassolvere ogni cagata dicendo che è arte, su questo sono d’accordo.
    però nemmeno assolviamo questa tendenza allo specifico estremo tipica di molti fumetti ,che alla fine risultano tutti uguali fra loro e ammazzano la voglia di vivere.

  24. Stefano Raffaele Says:

    Parole sante.
    Un buon fumetto ha dignità in quanto buon fumetto.
    Che poi uno scrittore possa fare bene sia lo sceneggiatore di fumetti che quello cinematografico che il pittore che il porno divo, frega meno di zero.
    Ma ogni media ha una sua specifica dignità.
    Sul fumetto-arte… Può essere, ma io apprezzo Gipi e Mazzucchelli così come apprezzo Casertano, Hitch e mille altri.
    Se non vogliamo essere “ghettizzati”, non facciamo l’errore di farlo noi in primis (vedi: graphic novel o fumetto? DUE PALLE, chissenefrega!!!).

  25. the body Says:

    grezzone, non capisco perchè siete sempre cosi ipercritici e cavillosi , ..il vostro pane talvolta mi sembra l’elucubrazione mentale..
    prendo anche spunto dalle tue citazioni sul miami sebbene il dibattito sia già andato avanti., solleticato dal tuo commento visto che appartengo alla schiera “nemica” ( virgolette fatte piegando contemporaneamente indice e medio, mica cazzi ) : gente normale che vuole disegnare minchiate..
    hai strumentalizzato
    non capisco perchè sentirsi per forza di cosa discriminati a livello organizzativo in quel occasione: al miami la musica copre l’80% dell’ organizzazione, ed il resto è veramente un po improvvisato..si sa

    scusa, la musica non ricopre un ruolo
    marginale nelle manifestazioni dedicate al fumetto??

    sempre al miami ( sebbene comunque in una situazione di contorno, e sicuramente solo ed esclusivamente amatoriale e non come per l’area fumetto professionale/aperto anche a pubblico ) era allesito uno spazio/sala prove per chiunque volesse suonare uno strumento e cantare o solo divertirsi, forse nessun vero musicista li dentro ma di sicuro più sorrisi maggiore apertura e divertimento..( i miei compagni dei THEDOPPIEPUNTE , jam band tostissima, ne sanno qualcosa )un approccio diverso insomma dall’area fumetto che addirittura era transennata come il privè dell’ Hollywood ..separata dal resto del mondo..….
    è probabile che la maggior parte dei fumettisti di professione invece di sentirsi trascurati dall’organizzazione si sentiva fiko con la kappa /grande artista/ genio o quant’altro grazie a quella ridicola catenella…grazie allo status raggiunto e non alle idee messe su carta..
    il mondo musicale vive forse dello stesso basso livello creativo..dico forse perchè non conosco lo stato attuale delle cose nel vostro mondo, ma quello musicale per assurdo mi sembra + accessibile , meno integralista e chiuso del vostro , che invece necessiterebbe di un apertura mentale con sforzi maggiori,ed in primis da parte dei diretti responsabili, e non dei lettori, critici, case editrici etc.etc,
    per citare stefano raffaele mi sembra che siate voi che vi ghettizzate da soli con un meccanismo perverso …
    che girate con la croce sulla schiena che è sempre e comunque un bel look maledetto e figoso..ma soprattutto mi è strano pensare che uno sfogo simile arrivi da te che di fronzoli non ne ha nemmeno uno
    che hai mezzi ben + fini della presenza scenica, immagine da artista o quan’t altro per toglierti tante soddisfazioni facilmente a livello personale….e che sei zuppo di ironia e talento che probabilmente manca al tuo mondo cosi come poi manca in tutti campi..
    che sei in grado di trasformare il creativo in lavorativo e viceversa in modo tale da sovvertire gli schemi, guadagnare in libertà e superare le barriere della paura e del rischio calcolato…e che sei anche fottutamente bello fuori !
    la qualità media di ciò che hai attorno dovrebbe ispirarti alla fine , mica deprimerti…. ..Credo di essere gay .

    the body

  26. grezzodeluxe Says:

    non sono affatto depresso, anzi.
    il mio post nasceva come una chiacchierata ironica, con un paio di frecciate a tutti,me compreso, su un atteggiamento verso il fumetto che dovrebbe essere più aperto.
    il fatto che sia per iscritto lo fa sembrare un editto, ma sti cazzi.

    se hai seguito attentamente il mio discorso quello che contesto è proprio l’autoghettizzazione, perchè fa implodere il mondo del fumetto e crea quell’ospedale pieno di autistici di cui parlavo nel post, mentre la fuori tutto va avanti.
    l’esempio del MIAMI era per spiegare come ci sia sempre un’aurea di superficialità quando siparla di fumetto. e sicuramente la colpa è di chi fa fumetti.
    come dici tu c’era un’area apposta per far cantare chiunque volesse fare qualcosa, o il pirla o suonare sul serio, ma c’era anche un palco ufficiale dove non sarebbe salito nessuno di questi .
    la parte legata al fumetto ,invece e come al solit, era un misto di “volemose bbbene” , cani a porci a disegnare ( e pure i cosiddetti professionisti mica ci han fatto sta gran figura,perchè l’atteggiamento snob purtroppo c’è sempre da parte di chi no npuò permetterselo), e alla fine sti cazzi, mi vien da dire. tarallucci e vino come se piovesse e nessun tassello aggiunto alla promozione del fumetto.
    ma a freddo penso che un minimo di cura in più avrebbe magari destato una curiosità di un’ altra qualità verso chi eventualmente volesse conoscere o approfondire l’argomento fumetto.
    il fumetto no navrebbe dovuto essere protagonista, ma avere uno spazio piu dignitoso,questo si.
    poi ben venga il MIAMi, che è sempre divertente, ma a prescindere dalla manifestazione il mio discorso era proprio su questo modo di fare che spesso abbiamo, infarcito di pressapochismo e amatorialità e travestito da “rockstarismo” o snobismo.
    altro che autoghettizzazione o fighi o sfigati, il fumetto, ribadisco, in quanto strumento avrebbe molto da dire se ci fosse più collaborazione e meno divismi (come dissi già qualche commento fa).

    per l’appuntamento ci sono dopo le otto, lavati stavolta.

  27. the body Says:

    allora siamo d’accordo.

    tarallucci & wine like it rains cats and dogs

  28. Mercurio Ternati Says:

    c’è una leggenda metropolitana che gira da anni nel pugliento, riguarda una pioggia di rane e tarallucci.
    le rane morirono tutte nell’impatto al suolo, i tarallucci ferirono a morte i passanti.
    da quelle parti infatti, per descrivere un evento nefasto si dice che è finita ” a tarallucci e rane”.

    Buona giornata.

  29. remo Says:

    ciao alberto.
    non c’entra col post, ma ti volevo dire che ieri mi sono letto (finalmente) come un cane.
    bello, schietto, potente.
    e’ stata una delle letture piu’ belle degli ultimi tempi.
    r–

  30. the body Says:

    se siamo d’accordo che ti ho scritto a fare?!…non posso buttare al vento tutto quanto..
    quindi tengo viva la tensione e ribadisco che il miami non è il parametro da utilizzare..
    e la ventosa nel tuo bagno è decisamente sottodimensionata per quell’asciugamano in panno 50×70…ecco l’ho detto..difenditi adesso se ce la fai..

    gentile mercurio ternati nel pugliento non c’è la metropolitana

  31. alex Says:

    eh sì…il Cagnaccio piace a grandi e piccini!

  32. grezzodeluxe Says:

    remo: grazie carissimo!

    the body: e vabbè,teniamo alta la tensione e la relativa royal rumble: non ho mai detto che il MIAMI è un parametro . l’ho citato come esempio, tra l’altro criticando la gestione del lato fumettistico, non quella musicale o festaiola.
    in ogni caso, al posto di mettere un disegnatore su un tavolino a disegnare su un triste foglio A4 si poteva, per esempio mettere dei pannelli intorno ai palchi e far disegnare in grande i disegnatori. questo avrebbe potuto essere piu dignitoso e “spettacolare”; dunque in linea col resto della manifestazione.

    detto questo metto un disclaimer a prova di idiota (speriamo): ” il MIami è fiko e giovane e rocknroll e amo andare a ubricarmi tutte le volte e a fare il coglione coi miei amici e non vedo l’ora che arrivi l’edizione 2009 per fare nuove stupiderie, la parte relativa al fumetto è perfettibile ed è stata presa ad esempio su come NOI fumettisti a volte organizziamo superficialmente le nostre stesse iniziative”.
    per ulteriori sottotitoli la pagina 777 della mia minchia è disponibile 24 ore su 24.

    sull’asciugamani però devo darti ragione.

  33. sTUDIOpAZZIA Says:

    “fa ridere perchè è vero”

    cioè, tu parli della cerchia dei fumettisti, penso però siano riflessioni che si possono estendere ad ogni essere umano

    anzi

    più siamo piccoli e più ci auto-celebriamo

    basta!

    vado a tagliarmi la barba

    (beh, forse domani)

  34. the body Says:

    puttana eva.. sul mantenere dibattito su miami scherzavo..era chiaro discorso…
    sull asciugamani non scherzavo un cazzo…ma ora ho avuto paura di te..e l’avrò sempre d’ora in poi..ai prossimi happenings arriverò con mia madre che mi tiene stretta la mano…ed io stretto alla sua gamba..

  35. grezzodeluxe Says:

    non puoi più temermi, il tuo fisico ormai imponente mi sovrasta

  36. the body Says:

    hai ragione, ai prossimi happenings arriverò con mia madre seduta sulla mia spalla destra

  37. Attila Rugginenti Says:

    …Body, ho sequestrato tua mamma, la tengo in ostaggio al largo di un isola, costretta sotto la canicola a cibare anguille con pane carasau.
    se vuoi rivederla smettila di seminare, raccogliere, essiccare e fumare zizzania.

    non è uno scherzo.

  38. the body Says:

    tieniti pure mia madre,

    ti mando anche anticorpo in omaggio

    non è uno scherzo!

  39. Commodoro Sessantaquattro Says:

    … il vasetto quello grande? affare fatto.

  40. alessandro c Says:

    non so, in un lasso di tempo breve il personaggio potrà anche ammazzare il prodotto. ma credo che il tempo ridimensionerà molti di questi. o almeno rimetterà in primo piano la creazione artistica.
    come fox mulder, i want to believe.
    oppure, come diceva mio nonno, chi visse sperando morì c@g@ndo.
    nel dubbio preparo i pannoloni.
    omaggi

  41. Henry Says:

    cazzo è venuto anche da te???
    ieri è passato da me… però non aveva le basette alla Elvis, era più detective Shaft… ma come cazzo fa????
    a parte queste abilità trasformiste però lo trovo pedante, poi da che pulpito…
    se c’è qualcuno che vive dell’immagine che gli hanno apiccicato addosso è proprio lui…
    bha

  42. carlo bocchio Says:

    uè Grizu, how are you?
    Morendo di scadenze al solito?O di caldo?

    Saluti a tutti gli amici sparsi,

    baci baci,

    Jack, conato di maiale

  43. Ruggero Says:

    Ciao Alberto…

    ma come diavolo è che non ti posso lasciare solo un attimo e tu che fai?!?!

    Mi usi senza pagarmi i diritti d’autore?!?!
    Orde di angeli e l’ira divina di me stesso invaderanno i tuoi sogni peggio del migliore incubo di NiGHTMARE ( che a mio avviso è johnny deep che viene mangiato dal letto)!!!

    Ogni volta che viene usata la parola DIO io prendo la percentuale…sennò come pensi che le pago le bollette al polo?!? OH!! sei mesi di luce pesano come mi pesa la cura del paradiso terrestre…Che ti pensi che i SERAFINI mi curano il giardino per nulla!?!?
    Se ho fatto scrivere un Best seller come la BIBBIA un motivo ci sarà…
    PEr cui attendo la mia percentuale a breve parla pure con la mia segretaria per il compenso che mi spetta!!!

    E non lo fare mai più!!!

    Ciao Alberto spero che quest’intervento ti abbia divertito!!

  44. grezzodeluxe Says:

    Alessandro:
    la selezione la facciamo noi.
    Henry:
    gli anni 70 ci uccideranno (risposta a caso perchè l’esistenza di dio è un argomento che arravoglia l’intestino)
    Bocchio:
    sto a produrre, mortacci….
    Dio:
    ti ho mandato bonifico, se non ti è arrivato devi chiedere al papa, non è la prima volta che fa sti giochini.
    ti abbraccio caro Dio, sempre un piacere leggerti!

  45. alessandro c Says:

    @grezzo: si, ne sono convinto (che la selezione la facciamo noi). solo credo che siano davvero poche (e forse appannaggio di ancora meno persone, da cui mi escludo) le possibilità di dare giudizio oggettivo in campo artistico. con questo non intendo dire che la merda sia figa. la merda è merda. anche se è di moda. credo che le persone cambino opinione seguendo un percorso (non dico evolutivo perché non credo che l’essere umano medio si evolva), e che siano molte meno quelle con un parere autorevole in materia (che non intendo come assoluto, ma soggetto nel tempo a “tarature”). forse perchè quelle sono le persone che percorrono il percorso, e non ci si fanno scarrozzare. se si cercasse di capire e conoscere di più, forse i cosplayer sarebbero indicati come cosplayer. rispettabilissimi, ma cosplayer. sorry per lo sproloquio, forse incomprensibile, ma aveva ragione mio nonno. sto riempiendo i pannoloni. omaggi.

  46. grezzodeluxe Says:

    caro Alessandro, quello che dici è sacrosanto, infatti è difficile cambiare le cose, e forse nemmeno lo si vuole. generalmente si ragiona per tematiche specifiche, perciò chi vuole un certo prodotto cercherà sempre e solo quel prodotto.
    manca la curiosità, ormai atrofizzata , non solo nel fumetto (magari fosse solo qui il problema), perciò la mia riflessione era piuttosto pessimista.
    paradossalmente una volta, senza internet ecc, si era spinti di più verso la ricerca del nuovo. oggi abbiamo fatto indigestione di informazioni e perciò non abbiamo più alcuna fame di cose nuove. abbiamo impigrito il nostro cervello, siamo amanti passivi, ci facciamo fare di tutto.
    quando dico che la selezione la facciamo noi non intendo esortare a cambiare, ma osservo semplicemente un dato di fatto:che il pregiudizio dei più è ormai incrollabile, cerchiamo solo qualcuno che ci dica cosa fare,leggere ecc.
    il mio esempio sui blog e sui cosiddetti leader virtuali era fatto per spiegare questa cosa: ci facciamo dire di tutto,noi vogliamo solo schierarci con qualcuno che ci dia una pacchetta sulla spalla (tipo ricevere una risposta a un nostro commento, che arriverà più facilmente se scriviamo un complimento,o una ruffianata, e dunque eliminiamo ogni tipo di coscienza critica pur di avere uno zuccherino).
    la condizione generale ,oggi, è quella del cercare una soddisfazione immediata, anche se banale. succede in politica,dove basta che ci dicano che votando uno andrà tutto bene. se crediamo a queste cose, figurarsi cosa può succedere in tutti quei campi meno “importanti” e ridondanti come la cultura o l’intrattenimento.
    insomma, Dio ha le vasette alla elvis perchè così ci sembra piu simpatico e lo seguiremo ovunque.

  47. DiO Says:

    non ho le basette alla elvis. lui ha le basette come me

  48. antinaturalgas mask Says:

    @grezzo la sviolinata, la leccata, l’assenza di curiosità è ormai un sistema di autodifesa.
    una delle cose che più miha lasciato basito ultimamente, è stata durante un intervista durante la settimana della moda.
    parlavano che quasi mai i giornalisti stroncavano le collezioni, anche quelle più brutte, anche quelle che nn venderanno.
    e ci hanno risposto che era vero, che in realtà i giornalisti NON lo fanno DI PROPOSITO. perche se stroncano una collezione, poi non vengono più invitati la volta dopo.
    ma se fossero questi i problemi reali staremmo tutti benissimo

  49. alessandro c Says:

    @grezzo: ancora d’accordo.
    @antinaturalgas: non saprei. è pacifico che se i problemi fossero andare o no alle sfilate di moda staremmo da dio (con le basette alla elvis), però credo che il tipo di approccio da affiliato al branco sia un po’ da stigmatizzare soprattutto nelle cose più piccole. perchè credo che siano quelle più facili da cambiare, almeno in media.
    oppure, forse, sono tutte cose piccole. solo che cambia l’unità di misura a seconda di chi le fa.
    continuo a prolassare.

  50. ylliah Says:

    bellissimo!!!! grande

  51. Margherita Says:

    Mambo, Grezzo! Passavo di qua rileggendo con mefitico ghigno, e ti lascio un saluto prima di andare a bere tanta birra gratis in alteuropa, fare tanta plin plin dello stesso colore e ruttare a terremoto dello stesso sapore. Cià cià!

  52. grezzodeluxe Says:

    antinatural e alessandro: cominciamo a pensare ognuno con la propria testa, sarebbe già una grande vittoria per l’umanità! conto su di voi, baldi e sicuramente affascinanti giovini.

    grazie ylliah,probabilmente sei bellissimo anche tu.

    grande Marghe, buone vacanze e molla un paio di rutti in dolby surround alla mia salute!

  53. antinaturalgas mask Says:

    ah, grezzo, una veloce question, tu fai qualcosa verso metà settembre? che presento in un cineforum a milanodel comune topi, mi faceva piacere cifossi tu a presentarlo, poi ti spiegherò in dettaglio

  54. RRobe Says:

    Non ti seguo.
    Prima mi dici che il problema sono le puttane dell’audience.
    Poi mi dici che il problema è che ci vendiamo come sfigati.
    Deciditi.
    io ci metto la faccia, dal vivo e sulla rete, e sono uno di quelli che pensa che al fumetto servano più personalità che personaggi.
    Che il culto della personalità è una roba importante e che se il rock lo avesse fatto gente che poi se ne fosse restata tutto il tempo nella sua casetta perché quello che doveva parlare era solo il lavoro, allora non sarebbe stato rock e manco roll.

    Vuoi fare l’homeboy autistico nella tua casetta?
    Accomodati.
    Non sei più “serio” di me, che invece preferisco dire “GUARDATEMI, VENDETEMI, COMPRATEMI”.

    Poi, se ci mettiamo a parlare di cosa c’è o cosa non c’è nelle storie, il discorso non finisce più.
    Specie perché si dovrebbe partire da un livello di conoscenza comune (ovvero: io la tua roba l’ho letta e esprimo un giudizio basato sull’osservazione diretta … tu la mia roba l’hai letta o parliamo per sentito dire?)

    Cordiali saluti
    La rockstar.

  55. ausonia Says:

    robertino: premesso che condivido ciò che dice DIO… e non mi capita spesso =)
    qui mi sembra davvero che il punto sia proprio quel deprimente “GUARDATEMI, VENDETEMI, COMPRATEMI”.

    dai per scontato che chi fa fumetti sia come te. lo dai proprio per scontato.
    “Vuoi fare l’homeboy autistico nella tua casetta? Accomodati. Non sei più “serio” di me”.

    perché credi che non sia più “serio” di te? ne sei sicuro?
    io credevo che tenere un blog come il tuo, fosse fare l’homeboy autistico nella tua casetta… vabbeh.

    io li ho letti i tuoi fumetti, lo sai. e continuo a farlo. giusto per capire quali sono i limiti del fumetto popolare. quindi se ti dico ciò che ti dico… è perché anche le tue storie gridano disperatamente: “GUARDATEMI, VENDETEMI, COMPRATEMI”.

    e poi? tutto qui? ok, c’è chi ti sta guardando, vendendo e comprando…

    se è questo fare fumetti per te, ok.
    ma per qualcun altro funziona diversamente, c’hai mai pensato………………… ?
    no, probabilmente no.
    il punto è che non ne hai proprio idea.

  56. RRobe Says:

    Sì, France… sei un figo.
    Ma che due coglioni.
    Ma io vengo a sindacare sulla tua roba? No (e bada che, nonostante mi piaccia, qualcosina da dire ce l’avrei).
    Vai a rompere le palle a qualcun altro, dai. Che ti punti con me solo perché io son tanto scemo da darti corda.

  57. grezzodeluxe Says:

    robe:
    esattamente in che punto del posto hai creduto che fosse dedicato a te?

    fammi capire, se parlo in maniera ironica di fumettisti sfigati e cosplayer di se stessi e ti senti tirato in causa, questo è un problema tuo.

    se ti sei letto qualche commento (dove sono solito sviluppare i miei post) mi ci metto anche io in quella categoria.
    ho lamentato quella che è la mia percezione del mondo in cui lavoro e dei personaggi (personaggi, non personalità) che mi sorbisco tutte le volte che ho a che fare con questo mondo.

    ti risulta difficile capire quando dico che non amo le puttane e quando dico che ci vendiamo da sfigati?
    te lo spiego senza congiuntivi: nel primo caso parlo di iperproduzione e di tanta roba che se non ci fosse sarebbe uguale, e guarda ci metto gran parte dei miei lavori, perchè, veramente, non ho mai pensato di sentenziare dall’alto della mia carriera, chi mi conosce sa quanto io sia il primo a esser duro con la mia roba.
    critico un certo modo di apparire, perchè non amo chi si studia le pose allo specchio . è l’educazione che ho ricevuto, non posso farci niente.

    nel secondo caso parlo di professionalità, che significa curare meglio dettagli come l’organizzazione delle fiere, piu selezione in ciò che si pubblica, la figura dell’editor, meno editori dell’ultimo momento (il più delle volte fans che decidono di poter passare dall’altra parte) ecc che creano una iperproduzione di materiale spesso scadente che riempie la pancia dei lettori, i quali alla fine non hanno più fame ,si atrofizzano e finiscono con l’incuriosirsi e comprare sempre meno.
    meno raffazzonamento insomma.

    a me i discorsi da autore di libri impegnati o di fumetot popolare non interessano e nell’ambiente autoriale vedo molti cosplayer di se stessi esattamente come li vedo nel fumetto popolare.
    si comportano con modalità diverse, ma i personaggi ci sono tutti.

    leggiti attentamente nei commenti, quando parlo di fumetto di vario tipo,purchè sia fatto bene, con idee interessanti ecc, e non come ultimo anello di una catena di idee che è passata di media in media e che quando arriva al fumetto è ormai obsoleta.

    il mio post è per lamentare, in maniera ironica, un tipo di atteggiamento generale che porta poche idee e molta muffa, e che si sta ripiegando su se stesso a furia di usare sempre gli stessi clichès.

    posso avere un’idea dell’ambiente in cui lavoro?

    quanto ai tuoi lavori , ma cosa c’entra “io la tua roba l’ho letta e esprimo un giudizio basato sull’osservazione diretta … tu la mia roba l’hai letta o parliamo per sentito dire?”

    ma parliamo chi? ancora questa autoreferenzialità, io i tuoi lavori li ho letti, e non sto facendo a braccio di ferro con te.
    ho fatto considerazioni di carattere generico, su quello che mi piace e non mi piace di questo ambiente. non parlo mai nello specifico, proprio perchè no nmi pare corretto dare la mia pagella, ognuno poi la pensi come vuole.
    in un altro commento ho detto che la selezione la facciamo noi.

    se permetti,ribadisco, esprimo una mia opinione e non s to facendo a botte con qualcuno
    amen.

    ps.
    Riferendomi a un tuo commento sul tuo sito: non tirar fuori sempre lo shok (senza la c) studio , questa volta proprio non c’entrava un cazzo.

  58. RRobe Says:

    Mi sono sentito tirato in causa nel momento in cui il prode Ausionia viene a postarmi il link a questo interevento (che ti parrà strano, ma in parte condivido) e a dirmi: hey, Dio ti ha parlato.
    Neanche questo è difficile da capire.
    Quanto allo Shok, l’ho tirato in ballo perché mi fa sorridere vedere pontificare sui mali del protagonismo e dell’effettaccio, quelli che ieri ne erano dei portatori sani (e che mi piacevano per quello).

  59. grezzodeluxe Says:

    antinatural.
    figata. se è dopo il 15 settembre nessun problema. teniamoci aggiornati.

  60. ausonia Says:

    sei libero di dire ciò che vuoi della mia “roba”.
    figurati… è pubblica, uno ne può fare e dire ciò che vuole.
    ma il punto non è questo… mi pare.

    io non ho un problema personale con te. e lo sai.

    a me il fumetto commerciale, vuoto, solo per far passare il tempo alla gente… per farla “divertire”… non interessa e non è mai interessato. credo che a questo punto l’abbiano capito anche i sassi. credo che dietro l’intrattenimento pieno di scopiazzature e di faccine hollywoodiane (tanto ruffiane quanto patetiche) ci sia un atteggiamento fortemente reazionario. e questo termine che ho usato non fa rima con rockstar…. al limite poteva piacere ad andreotti e a forlani come adesso piace a fini e a casini. a buttiglione e al caimano. al bagaglino e a vespa.

    dov’é la rivoluzione, allora? dov’è la droga? dove la poesia? dove il progetto? dove il sesso? dove la critica sociale? dove la sperimentazione? dove la “personalità? dove il vissuto? dove la madonnacane?
    ma per te rokstar sono i kiss e gli aerosmith… il rock per tutta la famigliola.
    e allora mi spiego tutto.
    ma se fosse ancora vivo, il tuo caro bill hicks, dove credi che ti metterebbe? “a succhiare il cazzo di satana”. ecco dove.
    e allora mettiamoci d’accordo…….. sei una attention whore.
    ma è un’altra storia. un venduto (per tua stessa ammissione e mi fa effetto solo usare questo termine e mettertelo addosso, credimi, per me è la peggior offesa che si possa fare a qualcuno, ma riporto solo ciò che hai esposto sul tuo commento più sopra) e te ne puoi anche vantare… ma il succo non cambia, resti a succhiare il cazzo di satana.

    e non ti lamentare (e non te la prendere) se qualcuno te lo dice. non esistono solo i nerd patentati a questo mondo. o i leccaculo più o meno opportunisti o interessati. c’è anche altro. ci sono persone diversissime in giro. con background e altre miliardi di cose diverse dalle tue.

    per fortuna.

    DIO: “no, davvero, è che a volte, VISTI DA LONTANO, siete davvero teneri”

    ma dio avrebbe detto teneri? avrebbe usato davvero questo termine?

  61. grezzodeluxe Says:

    rrobe:

    ed allora è ancora piu facile capire che se Ausonia ti ha inviato un commento non necessariamente l’ho mandato io a scrivertelo.

    per quanto riguarda lo shok la qualità che alcuni non hanno mai voluto capire era proprio l’autoironia che avevamo,perchè spesso è meglio fermarsi a una certa apparenza in modo da attaccare piu facilmente ciò che no nsi condivide. il concetto che stava alla base dello shok non era apparire fighi, ma provare a scardinare delle regole. con tutti i difetti di un ventenne , ma anche con l’energia che a quell’età si dovrebbe avere.

     i concetti che Ausonia esprime sono più vicini a quel modo di fare.

  62. grezzodeluxe Says:

    Aus: quando Dio mi parla usa termini assurdi, ma ho imparato a leggergli fra le righe

  63. Dimo the boobs lova. Says:

    Capperi, se rinasco (in forma umana intendo) Voglio essere AUSONIA DE LUXE …suona benissimo.
    Dopo il condominio… facciamo qualcosa tutti assieme? tipo l’amore sotto la doccia, una rapina o un attentato?

  64. Ale Says:

    Senza far incazzare nessuno, se posso esprimermi sulla diatriba che si è creata da umile lettore, posso affermare che il modem fumetto a me personalmente piace, sia quello popolare che quello più underground. Dire questo tipo di fumetto è più figo dell’altro mi sembra una cazzata come da ragazzini ci si scannava se fosse più figo lo spectrum o il C64 (era il C64 comunque;-)). Come mezzo espressivo puo’ essere utilizzato in più modi, per narrare storie tristi, divertenti, epiche, sognanti e chi più ne ha ne metta e dipende poi dal fruitore scegliere che cosa vuol leggere, un po’ come i film uno sceglie a seconda del suo stato d’animo cio’ che vuol vedere e onestamente in quanto DE GUSTIBUS NO DISPUTANDUM EST (credo si scrivi così, sono solo un ragioniere con mezza laurea in comunicazione quindi niente latino:-P) come si fa a dire che un film dei MONTY PYTHONS basato sul nonsense sia meglio di un film documentario di OLIVER STONE o che è più figo SOUTH PARK che il cinema D’ESSAI (secondo me è molto più figo south park)? PERSONALMENTE credo che si possa dire a me non piace, a me fa cagare, meglio un bastone nel culo o un ago nell’uretra, ma non in senso GENERALE. Fare un discorso generico secondo me è sintomo di carente apertura mentale, dato anche dal fatto che una vita si cambiano gusti e idee, quindi ESTREMIZZANDO (mi piace un casino farlo) magari tra 5 anni AUSONIA starà disegnando una versione manga degli aristogatti mentre RROBE (di cui purtroppo non conosco i lavori) starà serializzando un nuovo romanzo di Jodorosky con charater design di Moebius.
    CHI PUO’ DIRLO?

    Cambiando argomento (anche perchè sono andato bellamente offtopic e rileggendo non trovo un senso a quello che ho appena scritto), voglio ricordare che a settembre sei invitato anche a Verbania caro Ponticelli, non lo scordare.

  65. Ivan Says:

    Non ho parole!

    …non conoscevo Dio , ma me lo immaginavo proprio così…..

  66. Denis Says:

    Sei sempre un FIGO Alberto..non smettero’ mai di dirtelo..:)

    Cmq, Fumetto popolare o Fumetto d’Autore, Coglionazzi che fanno le Rockstar o Autistici Cervelloidi..credo che alla fine , come dice Bennato ;

    “..SONO SOLO CANZONETTE..”

  67. grezzodeluxe Says:

    ale: infatti,la capacità di mettersi in discussione crea l’evoluzione ,personale e dunque dei relativi lavori futuri.
    come dicevo,la selezione la facciamo noi e basta.

    Ivan: dio..quando avere piu potere ti fa sembrare migliore degli altri, ma quando mai??

    Denis:non scherziamo, TU sei un figo.chi sostenesse il contrario è un coglione.

  68. Alpo Says:

    UN MITO!

  69. grezzodeluxe Says:

    Alpo,se sei chi credo e “provieni” da treviso sei un mito anche tu! in caso contrario vabbè…sulla fiducia!

  70. Giuseppe Says:

    Ben vengano certe discussioni per tirare fuori il meglio dagli autori!
    Per quanto mi riguarda, in modo diverso ma con uguale intensità amo il modo di fare fumetti sia di Alberto che di Roberto che di Francesco…
    ma sono un semplice fruitore, nulla di più!

    non amo, invece, il circo che ruota intorno al fumetto…e parlo di alcune strategie di mercato (machiavelliche per non dire altro…) adottate da alcune case editrici.
    perché?
    perché tutto è ridotto al dato di vendita! i numeri sono l’unica unità di misura per poter decretare il successo o il fallimento di un’opera! La qualità al servizio della quantità!

    mi chiedo: è giusto? può un’artista creare con una forma mentis quantitativa?
    credo di no!

    ma se posso giustificare l’atteggiamento e il comportamento di mercato delle case editrici, non posso fare altrettanto se ad avere tali atteggiamenti e comportamenti è l’autore!
    L’autore che conosce il suo mestiere ha completa conoscenza anche dei suoi angoli più bui, della polvere nascosta sotto il tappeto, degli scheletri nell’armadio e per questi motivi potrebbe anche evitare di reificare la propria immagine sull’altare del business!

    saluti

  71. Rufio72 Says:

    Si comunque il fatto del cosplayer secondo me dipende dal fatto che il disegno è un’attività che ti frantuma l’ego.
    Perciò, se non altro per difendersi, le persone che disegnano, finiscono per crearsi personaggi inventati, che prendono dal disegno i sganassoni al posto loro.
    Boh… magari sbaglio.

    Rufio72

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