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RICCHI PREMI E COTILLONS

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ayeah, questo mese si vince e si nomina e si classifica!
grazie alla pietas umana di pochi ma selezionati personaggi del comicdom fumettistico anche io posso dire di essere stato premiato a garganella.

E dunque mi son beccato il Micheluzzi come miglior disegnatore (forza Blatta! son soddisfazioni), una nomination agli Eisner per la serie Unknown Soldier (e anche se non vinceremo son comunque GRANDI soddisfazioni), e una posizione (l’ultima, ma son pure sempre un bastardello pulcioso nel leccatissimo e snob e amiciziariferito e leccaculissimo mondo del fumetto e dunque ne vado fiero) nella classifica dello spaziobianco dei migliori 10 fumetti del 2008.

Son proprio contento, perchè i premi non conteranno una mazza,ma non riceverli è peggio che riceverli!

Le leggende narrano che, intervistato dalla giornalista, alla domanda “cosa cambia nella sua vita,ora?” la risposta ,inevitabilmente e tristemente, fu: “una beata minchia”, ma appena la suddetta si allontanò, una lacrima di gioia underground scese dall’occhio buono del nostro disegnatore preferito.

 

(grazie al bellissimo Alex Crippa per la foto)

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19 Comments For This Post

  1. alex crippa Says:

    pure la nomination agli Eisner?! ma a ’sto punto il Granguinigi sarà tuo di default.

    ti meriti tutta la gloria, il successo e le cheerleaders che ti stanno piovendo addosso! (anche se mi vien da dire “dopo solo 12 anni…”)

  2. alfredo Says:

    yeaH!

    [curioso...non mi spiego come mai un reCensore su tot scelga (dìììo come mi sto contraddicendo), in un determinato momento della propria vita, di farsi figo tirando in ballo percezioni non richieste come quelle climatiche, olfattive o altro. ogni riferimento a frasi del tipo "sembra di sentire il respiro affannato del palombaro" è puramente casuale.
    o forse è solo che mi sono svegliato storto]

  3. H-BES Says:

    L’anno prossimo ti vogliamo vincitore a miss italia!!!

    Saluti
    BES

  4. grezzodeluxe Says:

    ALex: o grand guignol o niente (grazie per la foto del post, bello de zio)
    Alfredo: la tua mail su Blatta mi fa piangere come un vitello
    Bes: e secondo te non ci sto già lavorando?

  5. ANTINATURALGAS-MASK Says:

    bella lì grezzo, un altro premio da mettere a fianco al meritatissimo “mister superdotato 1996″

  6. giorgio Says:

    Spettaccolo!

  7. Luigi Siviero Says:

    C’è la moderazione preventiva o mi sono perso un commento per strada?

  8. mastro pagliaro Says:

    santo subito!!!!
    :-)

  9. grezzodeluxe Says:

    Luigi: no,nessuna moderazione inside. A volte l’antispamming mette le mail in moderazione automaticamente (in genere se sono presenti dei links ecc) ,ma ho controllato e non ci sono tuoi commenti. riposta subito se vuoi!

    Mastro: nel senso che mi vuoi morto?:)

  10. Luigi Siviero Says:

    I votanti della top ten dello Spazio Bianco hanno a disposizione 200 caratteri spazi inclusi per motivare.

    Con più spazio a disposizione ho potuto esprimere lo stesso concetto così:
    “L’angosciante condizione infelice del palombaro di cui parla Ponticelli a livello narrativo è accompagnata dall’angoscia trasmessa a livello grafico.
    La prima parte del fumetto, che si apre con una soggettiva su una stanza quasi completamente buia, è dominata dal nero e dai toni di grigio. Il bianco viene utilizzato solo per colorare lo schermo del computer e una luce al neon, accrescendo per contrasto l’oscurità che sta attorno.
    Nella seconda parte, subito dopo la sequenza lunghissima ambientata esclusivamente in stanze buie e minuscole, l’agorafobia prende il posto della claustrofobia. Il palombaro, abituato all’isolamento e all’oscurità, rimane quasi accecato quando rivede la luce del sole, mostrata in una doppia splash page che ancora una volta è in soggettiva.
    L’inquadratura soggettiva non è l’unico strumento per incoraggiare l’identificazione del lettore con il palombaro. Il suo punto di vista e il suo stato d’animo acquisiscono centralità anche grazie all’uso delle didascalie. Tutti i testi del fumetto sono infatti didascalie di pensiero (sempre del palombaro) letterati in stile dattiloscritto e con errori di lettering per sottolineare la perdita di umanità e di stimoli da parte del personaggio.”

    Se ho scritto che “leggendo il fumetto sembra di sentire il respiro affannato del palombaro” è perché (per me) quella è la sensazione che vuole comunicare Ponticelli.

    Voleva comunicare anche tante altre cose ma con 200 caratteri a disposizione ne dovevo scegliere una.

  11. Luigi Siviero Says:

    Ce l’ho fatta togliendo i link :-)

  12. grezzodeluxe Says:

    Luigi: In effetti la frase,estrapolata dal resto delle tue osservazioni,perde parte del senso della tua recensione (che avevo comunque segnalato in un post precedente).
    Sorry per i links, lo metto io (che a me l’antispamming perdona tutto, yeah!):

    http://www.lospaziobianco.it/5255

  13. Luigi Siviero Says:

    Quando ho scritto la motivazione avevo ben presente che l’immedesimazione del lettore nel palombaro non è il fine di Blatta ma più semplicemente lo strumento che serve ad annullare la distanza fra realtà del lettore e fantascienza del palombaro. E’ un modo molto crudo per dire al lettore che dietro a una scenografia fatta di cubicoli senza luce e antri bui si nasconde il suo mondo concreto del 2009.
    Da un lato ho preso un elemento - l’immedesimazione - che sta alla periferia dell’opera e dall’altro lato ho cercato di combinarlo con una recensione criptica e ad effetto.
    Praticamente le informazioni che ho dato su Blatta sono così scarse (c’è un palombaro e il fumetto è fatto in modo che il lettore si immedesimi in lui) che il lettore non riesce a farsi un’idea del fumetto. Ma non ci riesce nel bene e nel male: nel male perché gli manca un quadro chiaro di cosa sia questo fumetto e nel bene perché capisce che al di là del tema dell’immedesimazione c’è altro.
    Quel che rimane è la suggestione di un palombaro con il respiro affannato nel quale il lettore sarebbe portato a immedesimarsi.
    Anch’io rileggendo la motivazione (prima di spedirla allo Spazio Bianco) ho pensato che di Blatta c’era poco, però mi sembrava efficace. Se invece fa cagare decidetelo voi.

    Comunque le altre motivazioni non sono sopra le righe, a parte la 1) che è una provocazione e forse la 5).

    1) Stanotte dormo al Senato
    Qua c’è la fotografia>.
    I fumetti sono solo quelle cose di carta che per qualcuno compiono cento anni o possono essere fatti anche di carne? Senza volerlo la tenera ragazza immortalata nella foto è una novella Yellow Kid.

    2) Blatta di Alberto Ponticelli (Leopoldo Bloom)
    Blatta è per metà claustrofobia e per metà agorafobia. E non perché lo suggerisce Ponticelli con qualche didascalia: leggendo il fumetto sembra di sentire il respiro affannato del palombaro. Anzi, sembra di essere nello scafandro al suo posto.

    3) La consacrazione di Emilio Salgari. Una storia delle ombre suicide. di Giuseppe Palumbo (Centre Interdisciplinaire de Poétique Appliquée)
    Il fumetto è in rete nel sito:www.cipa.ulg.ac.be
    Palumbo racconta la morte di Emilio Salgari con pennellate di inchiostro nero veloci e decise intrecciate con sfondi caldi e robusti realizzati ad acquerello. Come la vita di Salgari, per anni immersa in fantasie esotiche accompagnate dall’ombra del suicidio.

    4) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
    LMVDM è un fumetto dove la padronanza tecnica è estrema e lo sperimentalismo ben dosato. Ma non è mai esercizio di stile: Gipi non si risparmia realizzando un’opera divertente, angosciante, intima e ricca di spunti.

    5) Neuro Habitat di Miguel Angel Martin (Coniglio Editore)
    Nessuno riesce a dire quanto fa schifo vivere e a cogliere lo Zeitgeist contemporaneo meglio di Miguel Angel Martin. Come si fa a non amare i suoi fumetti?

    6) Interni vol.1 (di 3) di Ausonia (DOUbLe SHOt)
    Interni è tante cose: un’autoproduzione, una miniserie, un volume per la Francia, una storia d’amore, una riflessione sul ruolo degli editori nella nascita e affermazione di opere e artisti. E’ anche un mezzo thriller. “Mezzo” perché, curiosamente, Ausonia rinuncia al cliffhanger e ammazza la tensione di proposito a poche pagine dalla fine del primo numero.

    7) 303 di Garth Ennis e Jacen Burrows (Magic Press)
    Alla fine della Seconda Guerra Mondiale l’esercito dell’URSS ha conseguito la più grande vittoria militare di tutti i tempi. Lo pensa il protagonista di 303, figlio di un uomo che ha combattuto in quell’esercito. Per Garth Ennis però ciò che conta nelle guerre sono gli uomini e i loro fucili, e in tal senso 303 è un’opera emblematica.

    8) City People Notebook (nel volume New York) di Will Eisner (Einaudi)
    Nel volume New York Einaudi propone due fumetti di Will Eisner degli anni ‘80 inediti in Italia. Uno di questi è City People Notebook, un’indagine a tratti divertente e a tratti drammatica su come il tempo, gli odori, lo spazio e il ritmo tipici della metropoli influenzano la vita dei cittadini.

    9) Lucille di Ludovic Debeurme (Coconino Press)
    L’anoressia è il punto di partenza di un’opera che è viaggio di scoperta, storia d’amore e tragedia di due ragazzini.
    Lucille è un volume gigante (quasi 600 pagine) che si divora in due ore. Come l’adolescenza che sembra eterna e svanisce in un attimo.

    10) Star Dust Memories di Yukinobu Hoshino (JPOP)
    A Hoshino non interessano l’avventura, le saghe epiche e gli scontri maestosi fra civiltà aliene: nei suoi fumetti i protagonisti sono sempre semplici uomini che esplorano, sperimentano, ricercano e tentano di schiudere segreti incomprensibili.
    E sempre scoprono che i misteri più grandi non sono nascosti negli angoli più inesplorati del cosmo ma nel loro passato e nelle loro anime.

    Menzione storica

    1) Lone Wolf and Cub di Kazuo Koike e Goseki Kojima (Panini Comics)
    Il fumetto più bello di tutti i tempi?

    2) New York: La Grande Città (nel volume New York) di Will Eisner (Einaudi)
    New York: La Grande Città fa pendant a City People Notebook. Eisner prende elementi della città che per chiunque altro sarebbero anonimi e insignificanti - la grata di aerazione, la scalinata, la finestra - e li trasforma di volta in volta in testimoni o catalizzatori di gioie, tragedie e delusioni dei suoi concittadini.

    3. Kekko Kamen di Go Nagai (D/Visual)
    Go Nagai è in formissima. In questo fumetto d’annata (1974) tira fuori il meglio della sua vena assurda e perversa che d/visual ci aveva già fatto apprezzare grazie alla pubblicazione di Cutie Honey ‘21.

  14. mario taccolini Says:

    esco dal lurkaggio giusto per farti (un’altra volta) i complimenti. e credo che Blatta non sarà mai premiato abbastanza…

  15. grezzodeluxe Says:

    Luigi: ti ringrazio per l’ulteriore precisazione, anche se non devi sentirti in obbligo di spiegare le motivazioni.è del tutto normale che una recensione trovi qualcuno in disaccordo, è così da sempre perchè, pur analizzando un lavoro metodicamente, si esprime comunque un parere.
    Per quanto mi riguarda ,facendo Blatta ho volutamente lasciato aperte alcune spiegazioni,perchè mi affascinava l’idea che,leggendolo,ognuno potesse impersonarsi plasmando la storia a proprio uso e consumo.
    Mirò diceva che i suoi quadri dovevano essere indefiniti, in modo tale che lo spettatore potesse vederci ciò che voleva. VIceversa un disegno guidato confina lo spettatore a testimoniare passivamente dell’arroganza del pittore, non potendo intervenire sull’opera. Mi pare una bella filosofia, che nel mio piccolo volevo sposare.
    Il motivo per cui il protagonista ha un casco è che ,banalmente, questo gli permette di assumere una maschera neutra,che il lettore provvederà a “disegnare” immedesimandosi nel personaggio, ma è anche una “costrizione” che lo vincola nella visione limitata del mondo, ed è anche una “Protezione” dalla sua essenza, perchè vieta agli altri,e perfino a se stesso, di mostrare le sue debolezze,le sue paure,le sue perversioni,e lo rende politicamente corretto, accettabile agli occhi del mondo cui lui si è sottomesso.

    Tutto è a libera interpretazione. Per me Blatta è prima di tutto una storia d’amore, sull’incapacità di prendersi delle responsabilità,demandandole a qualcuno più grande di noi per sentirci puliti e liberi da ogni possibile errore, ma mi ha affascinato molto leggere pareri sulla storia che ne davano un’interpretazione diversa,mi ha esaltato il fatto che molti ci abbiano visto cose che perfino io non avevo così messo in evidenza, segno che queste persone hanno fatto propria la storia di Blatta, figata no?

    COsì, allo stesso tempo, tu lettore-recensore esprimi il tuo punto di vista, e se è sincero sarà sempre e comunque valido,almeno nel contesto del mio fumetto.

  16. grezzodeluxe Says:

    Mario: grazie carissimo. Blatta è pieno di ingenuità ed errori,ma è stato appassionante farlo. e sempre grazie al Belotti e alla Leopoldo Bloom che mi hanno lasciato davvero carta bianca e hanno sempre risposto in maniera entusiasta ad ogni mio pensiero o proposta.

  17. Margherita Says:

    Lo ammetto, mi ci ero seduta per riposare le chiappe, nell’Auditorium, salvo restarci con espressione intellettuale fingendo di esserci andata appositamente. Ammetto anche che dopo non essere stata d’accordo su certi premi ho pensato che era meglio la puzza di piedi mista a secrezioni seborroiche della falange di pubescenti nei pressi della postazione di Guitar Hero me ne sono andata, e non ho potuto lanciare reggiseni e mia cugina sul palco per manifestare il mio assenso al premio che (giustizia divina fu fatta) ti hanno assegnato!
    A dirla tutta non ti sapevo neanche in nominèscion, ma quando Micio mi ha detto del premio mi sono gongolata a lungo, e a casa mia si è festeggiato con del pollo fritto.
    Alè! Sempre nei nostri cuori, ci stai dentro d’anguilla!!!

  18. grezzodeluxe Says:

    Margherita: la tua poesia è sempre così ficcante. grazie cara!

  19. Luigi Siviero Says:

    “ti ringrazio per l’ulteriore precisazione, anche se non devi sentirti in obbligo di spiegare le motivazioni.”

    Mi sembrava doveroso dare delle spiegazioni. Poi non ci trovo nulla di male se qualcuno non le condivide e continua ad avere delle perplessità.
    Ciao :-)

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