Posted on 19 January 2010

Un sito gestito da Andrea Lavagnini, 23 anni
recensioni, pensieri, analisi di film, fumetti, e tutto ciò che può essere stimolante se vuoi andare oltre i pupazzi con costumi attillati. C’è il rischio di trovare pensieri intelligenti.
Il Lava ,oltre a essere un chimico, gestisce la programmazione del circolo san fedele, ha un suo programma, DMZ, su MWradio e fa altre mille cose all’ora,( e poi mi porta sempre i sigari da Cuba).
Col sito dmz-ine gestisce un team di ragazzi molto, molto, molto giovani, preparati,curiosi e acuti.
consiglierei di seguire,con attenzione, perchè sono in gamba.
lo trovate QUI
ps.
ho aggiornato i links,che prima non funzionavano e adesso invece vanno che è un piacere
Posted on 18 January 2010

copio e incollo:
giovedì 21 gennaio 2010
the don gallery ,via cola montano 15,milano
Testo critico di Vincenzo Sparagna.
Inverno, tempo di fiabe sporche e cattive.
C’era una volta l’underground.
All’epoca, nei primi anni 2000, un certo Ivan si aggirava furtivo nel sottobosco dei giornaletti liceali e delle autoproduzioni più oscure.
Era uno sbarbatello diciottenne e riccioluto, che produceva una fanzine dal nome altisonante – The Artist, mica cazzi – piena di disegni, racconti e articolacci.
L’eroe di Ivan era Franco Trincale, quel barbùn di cantastorie che pare un incrocio fra uno scienziato pazzo e un frate trotskista, già idolo anni 80 delle mattinate in Duomo a bigiare la scuola.
Il giovane Ivan faceva lo spaccone e scriveva di punk e fumetto, di topa e società, di tivvù trash che smaramea l’underground e di fighetti san carlini conformisti.
Sul giornalino scrivevano gli amici di scuola, ma anche i big “dimenticati” del fumetto, i cattivoni underground anni 60/70 (Bill Griffith, Gilbert Shelton, Air Pirates, Mike Diana) e i buontemponi di Carosello (Bozzetto, Cavandoli, Gavioli).
Per non dire dei ganzissimi Bacilieri, Ponchione, Squaz, Zattera.
Tutto questo lo trovate oggi in una (folle) mostra.
Sorpresa: per la prima volta in Italia arriva Hunt Emerson, il lato più happy e anarchico dell’underground inglese. Inaugurazione alle 18:30

Al civico della Shake c’è un bar.
Con la cadenza di un ciclo mestruale lì viene organizzata una mostra chiamata Coniglio Bianco.
L’artista di questo mese è Akab.
Lui nasce nel fumetto underground negli anni 90, con il sempre troppo sottovalutato Shok Studio.
Poi passa al cinema: film, corti, videoclip; fino al toys design.
Gli piace sporcarsi le mani.
In senso letterale.
Mescola colori, detersivi, umori corporali e demoni maligni, scatenando reazioni chimiche da mancamenti, poi li stende fino a che non emerge qualcosa.
Non è facile prevedere che cosa troverà stavolta Alice in fondo al tunnel, ma l’ultima volta che ho visto Akab armeggiava con dei pannelli di legno che ricordavano in tutto e per tutto il monolite di “2001: Odissea nello spazio”.
Unknown Soldier procede,sto disegnando il numero 18, dal 15 ho cominciato uno stile simile a blatta, colorato in trasparenza dal sempre mitico Oscar Celestini. Josh continua a scrivere ,se ne frega del politically correct e sferza mazzate a destra e a manca, denunciando la guerra e raccontandola per quello che è , una vera merda fatta di violenza, miseria, e nessun macho del cazzo a dire frasi a effetto.
Il sito IGN ha nominato Unknown Soldier miglior serie dell’anno, alla faccia vostra.
Per il resto un progetto a più (u)mani sta prendendo forma, le mani in questione sono sporche, anzi luride, ma sanno quello che fanno, non hanno mai leccato culi e cercano sempre le vie più complicate per mettersi in gioco, direi vie “dolorose” se mi passate il termine sibillino.
io fossi in voi resterei sintonizzato.