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DOPO SOLI 12 ANNI

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DOPO SOLI 12 ANNI


egon

Comicsblog sta recensendo alcuni miei lavori, da Blatta fino ad arrivare a Egon.
Curioso come questa sia la prima recensione in internet del fumetto targato shok studio. Certo, allora internet non era molto usato,e probabilmente col passare degli anni si è cercato di dimenticare l’operato dello shok prediligendo altre autoproduzioni del passato, ma il prode Andrea Lavagnini (che ringrazio a crepapelle) si è andato a ripescare (giuro, non ho capito come lo abbia scovato)addirittura un articolo del Corriere della Sera che recensiva Egon parlandone bene.

 

Vabbè, Cliccate   QUI   per leggere la rece

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COSPLAYERS DI SE STESSI


Dio (o chi per lui): Uè
Grezzo: oh,tutto ok?
D: si si, me la godo come sempre.
G: belle le basette alla Elvis.
D: mmh, grazie, ho pensato che se mi ricopro di stereotipi la gente mi apprezza di più.
G: oggi che fai?
D: vado a sistemare un pianetino nuovo, un’occasione, lo danno via per pochissimo, è da ristrutturare ma ne vale la pena:
G: figo,ci metti anche i fumettisti?
D: eheh, non scherziamo, ti ho detto che è da ristrutturare, ci metto gente con le palle, mica dei coplayers di se stessi.
G: che vuol dire cosplayers di se stessi?
D: si insomma, gente che si costruisce un personaggio pubblico ad hoc e poi finisce per credere di essere davvero così.
G: ah,beh..da questo punto di vista..come darti torto. comunque mica i fumettisti son tutti così.
D: questo lo so, ma non posso popolare un pianeta con solo una decina di persone..
G: sulla Terra lo hai fatto con due.
D: ero giovane e incosciente, potrei dire che ero una fottuta rockstar!
G: eheh,questa l’ho capita, stai di nuovo prendendo per il culo i fumettisti. Umorismo da due soldi..
D: cercavo di adeguarmi al vostro modo di fare ironia, tristanzolo e scontato e sempre con un occhio all’autocelebrazione.
G: mi freghi sempre con la dialettica..
D: no, davvero, è che a volte, visti da lontano, siete davvero teneri. Hai notato che prima dell’avvento di internet pochi fumettisti si impegnavano così tanto a vendere la loro immagine personale? ovvio, c’era da metterci la faccia, e venivi sgamato subito. Ora, con Internet, son tutti dei grandi, cazzuti, duri a morire.  Questa vita va avanti, si evolve, e voi rimanete li nella vostra pozzangherina ad autocelebrarvi e a farvi le seghe tra di voi. Implodete un pò alla volta tenendo sempre quel sorriso ebete stampato in faccia. Lo stesso processo avviene per i fumetti che fate.
G: uuuh, quanta polemica da quattro soldi..mestruazioni?
D: guarda, lo dico per voi, se non provate a vivere usando un pò della personalità che, in teoria, vi ho distribuito, finirete presto nel dimenticatoio e nessuno verrà al vostro funerale.
G: in che senso personalità ?
D: nel senso che usate male il fumetto.
G: il fumetto è uno strumento
D: appunto, e come ogni strumento lo puoi usare bene o male.
G: ah,ok,ho capito dove vuoi arrivare..
D: ma che hai capito. Il fumetto dovrebbe essere un mezzo per poter raccontare qualcosa che la tua personalità filtra dalla vita reale. Serve per comunicare qualcosa, raccontare, descrivere, intrattenere e regalare delle emozioni,degli input, degli stimoli. Usare il fumetto riciclando di continuo idee già filtrate da altri non è certo il modo giusto di procedere.
G: non ti seguo.
D: il bello del raccontare, del disegnare, è che la tua sensibilità filtra la vita che stai vivendo, e tu con il tuo talento la interpreti personalmente. Così dai al lettore un punto di vista nuovo, uno stimolo di discussione, gli regali un momento di intrattenimento intrigante.
G: e non è quello che si tenta di fare ?
D: beh, è un pò difficile risultare interessanti quando i tuoi unici input ti derivano dalla tv via satellite o da internet. magari uscire di casa e sporcarsi le mani vivendo esperienze reali potrebbe essere utile per chi racconta, siano testi o immagini o entrambe le cose.
G: tipo che,insomma,se uno copia le idee degli altri non è sincero col prossimo.
D: tipo.
G: essere sempre sinceri col prossimo mica è facile.
D: puoi anche ingannare il prossimo, l’importante è che non inganni te stesso.
G: ah ,si sensei ! comunque i cosplayers di se stessi.. fa un sacco ridere quella definizione.
D: se ti fa ridere un atteggiamento da autistici che si autocelebrano chiusi in un ospedale psichiatrico, litigando fra loro a colpi di muscoli virtuali mentre attendono la propria medicina, allora si: fa ridere.
G: vabbè, sei figo ma ora devo fare sta tavola:
D: certo certo, io comunque vado su .com a ristrutturare.
G: .com è il nome del pianeta nuovo?
D: yes.
G: che nome di merda..
D: se lo dici tu..

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dove osa lo Shok Studio?


Dal 1994 fino al 1999 io e altri ragazzi ci riunivamo per fare i fumetti che avremmo sempre desiderato leggere. shok studio,senza c, era il nome di codesto gruppo.

Ingenui, giovani e sporchi facevamo le riunioni al bar vicino alla “borsa del fumetto”, storico negozio di fumetti a milano, in via lecco. Le facevamo li perchè mica avevamo molti soldi, e loro ci lasciavano stare fino alla chiusura. poi ,con i primi guadagni,ci siamo pure afittati uno studio. uscirono “Egon”, “Morgue”, “Ragno”, “Dead or alive”, producemmo “Valerio pericoloserio” del bravo e bello Rosenzweig, “Nukies”, disegnato da Liani, sceneggiato da Albano e Lavagna. Pubblicammo su varie riviste italiane e americane, stampammo i nostri fumetti con la Dark Horse in america e via dicendo.

Bravini, ma parecchio cazzoni, pigri, lunatici e spesso molesti, eravamo poco amati alle fiere ,forse perchè ci divertivamo. Ricordo una conferenza dove annunciammo che la vertigo ci avrebbe fatto fare watchmen 2, e tutti, compresi quelli che ci odiavano a farci i complimenti per diventare improvvisamente nostri amici; una volta dovevamo parlare prima di una conferenza della Bonelli. Sapevamo che nessuno era li per noi, ma c’era un sacco di gente, cosi portammo del vino che offrimmo al pubblico (nessuno lo prese) e decidemmo di restare zitti durante tutta la conferenza per vedere che cosa sarebbe successo. Alla fine quelli del pubblico si misero a litigare tra di loro sul perchè avevamo questo atteggiamento. A nessuno venne in mente di chiederci personalmente il motivo. finimmo col gustarci la scena bevendo il vino che nessuno aveva voluto.
Ci furono altri episodi anche piu divertenti, ma temo che qualcuno dotato di scarso umorismo mi denuncerebbe per averlo citato.
Il perchè di tutto questo è presto spiegato: si voleva provocare il pubblico dormiente, scuoterlo un pò dal torpore di quanti leggevano passivamente solo un certo tipo di cose senza mai incuriosirsi del resto. o forse era solo provocazione gratuita. chissenefrega se eravamo dei cazzoni, era divertente e pensavamo che il divertimento, insieme alla professionalità e al talento, dovesse essere alla base di questo mestiere, che secondo noi andava molto sdrammatizzato rispetto a quanti si atteggiavano davvero a rockstar senza poterselo permettere.

Alla fine ci siamo sciolti come tutte le boybands che non sopravvivono a se stesse. Ricordo che Gabriele diceva sempre che il futuro sarebbe stato nei volumetti,nelle graphic novel,come tutti amano definire la moda del momento. fa sorridere pensare che lo diceva nel 99.
Menate a parte, vi mostro alcuni links degli altri del gruppo, in modo che pure voi, se mai vi venisse il prurito di vedere che fanno oggi, possiate satollarvi di tanta curiosità.

Gabriele, scoordinatore del gruppo,dal notevole senso estetico, oggi gira i suoi film, dipinge, pensa ai fumetti ma ogni volta che si riavvicina a questo mondo capisce quanto ha fatto bene a scappare e riprende le sue cose. oggi si fa chiamare Akab, non chiedetemi il perchè, domandatelo a lui. se vi risponde gentilmente avete superato il primo livello. è pazzo, ma ha un senso estetico non indifferente.

Elio, in arte Tatiana, fa giochi inquietanti e bellissimi, dipinge e fumetta cose ancora piu belle, fa video, ed è sempre un talento, lo invidierò per sempre.

Giovanni è l’uomo libero per eccellenza, disegna da dio, e confesso di essermi ispirato a lui più di una volta. il suo talento è pari solo alla sua velocità nell’annoiarsi delle cose e delle persone; come dargli torto. ma adesso è diventato grande,è pure fidanzato! fa il grafico, e mille altri lavori, disegna poco ma bene, un giorno arriverà la sua vendetta.

Michele è pazzo, ma se avete notato pochi erano normali, ora dipinge per conto suo, va in giro (una volta disse che andava in Iran e non l’ha più visto nessuno per anni) e non si sa cosa combinerà domani. i coloristi ( i primi in italia a sperimentare col computer,mica pizza e fichi. e la dc comics li prese pure per colorare varie testate) francesco Ponzi e Roberto Calabrò lavorano nella grafica, pubblicità, animazioni, fotografia, tv ecc. non hanno dei siti personali, cosi attacco qualche immagine di Dead or alive, disegnato da me e colorato da loro nel 1996 con dei computers che erano delle caffettiere e senza tavoletta grafica (quella è roba di oggi, eh eh).

Fate un giro nei vari siti e lasciategli un messaggio, mordono ma con stile, perciò sappiate che sotto sotto la vostra visita gli farà piacere.

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