Tag Archive | "Sparlano di me"

SOTTOTITOLI PER CAPIRE BLATTA

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SOTTOTITOLI PER CAPIRE BLATTA


sito

Non avete capito niente di Blatta perchè dietro al casco nonc’era jack bauer? finalmente l’occasione per comprendere ciò che succede nel fumetto del vostro idolo (cretini, sono io!).

VIDEO!

 

grazie al team di E-GAIN che ha messo insieme il tutto con sagacia e figaggine. Inutile dire che li amo, loro non vogliono comunque fare sesso con me, ma li stimo ,ah se li stimo!

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RASSEGNA STAMPA

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RASSEGNA STAMPA


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ciao,
in questi mesi di sudore e sangue  e posizioni a novanta per disegnare e consegnare, sono successe delle cose.
Per quanto riguarda Unknown Soldier siamo alnumero 11, dopo il 12 mi prendo una pausa di un paio di numeri (che disegnerà Pat Masioni e sono molto curioso di vedere il suo lavoro) ,ricomincerò il ciclo  dal numero 15 cambiando leggermente stile e riprendendo quello di Blatta, sempre sui colori del wonderful Oscar Celestini.

La stampa, quella vera extrafumetto, ha parlato di Unknown SOldier.

Il New York Times ha dedicato alla recensione (e intervista con Joshua Dysart) praticamente un’intera pagina, questo ha fatto sì che molti altri , fra quotidiani e radio ecc, si interessassero al  nostro fumetto. Personalmente sono stato intervistato da Repubblica, El pais e altri, mentre Josh è finito sulla BBC e in altri mille posti.

qui un pò   di links:

 

New York Times

El Pais

Repubblica

 ( qui hanno un pò cambiato le mie parole, in effetti io non sono un paladino del fumetto di denuncia ecc, ma va benissimo)

 

Segnalo inoltre un paio di recensioni in italiano.

La prima è di Andrea Lavagnini per comicsblog (è di un pò di tempo fa, ma è stato il primo a parlarne, forse l’avevo già segnalata, boh? chissene, merita sempre quindi fate un salto se vi va), mentre la seconda è di quel geniaccio di Harry Naybors, il cui sito di analisi del fumetto è sempre stimolante e provocatorio,  insomma seguitelo che merita. Links! :

Comicsblog

Harry dice

 

torno nel loculo.

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IMPERATRIX VS BLATTA

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IMPERATRIX VS BLATTA


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Grande Larsoniana, che ha scritto una storia in tre tavole fighissime in cui parla di Blatta e che dovete immediatamente andare a leggere.
capito?
e già che ci siete spulciatevi il suo meraviglioso sito,maledetti freaks, E ricordatevi di andare a visitare il suo secondo sito: CIUCCI, dove svariati fumettisti postano i loro disegni di quando erano poppanti. Geniale idea.
Cara Marta, ti devo ancora quei disegni da bamboccio e te li sto promettendo da quando ero,appunto, bamboccio. Abbi fede, arrivano!

CLICCATE QUI!

E QUI!

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ALFREDO SU BLATTA

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ALFREDO SU BLATTA


bubi4

Questa è la mail che mi giunge dal prode giovine nomato Alfredo Goffredi, pischello che si è laureato con una tesi sulla storia del fumetto talmente precisa e acuta che mi chiedo perchè ancora nessun editore l’abbia pubblicata (no,davvero, è una figata, dategli una chance!).

La pubblico (col suo permesso) perchè il prode ha analizzato Blatta senza pregiudizi ma con curiosità, ed è uno dei pochi che mi ha illustrato i suoi punti di vista in forma di domanda, e non me li ha imposti come certezze piovute dal cielo.

vabbeh, godetevela:

 

Eccomi qua. Ce l’ho fatta, infine.
Ieri notte invece di farmi distruggere il cuore dallo scempio che Brubaker sta operando sulle pagine di Daredevil ho optato per l’ennesima rilettura di Blatta, stavolta con tanto di foglio per gli appunti accanto.
Ho scelto di non leggere nulla a riguardo per non farmi influenzare, quindi tutte le recensioni e interviste sono state accantonate, per ora. Volevo che fosse un parere [e una lettura] il più personale possibile. Non l’ho nemmeno ancora prestato a nessuno, per non doverne discutere con nessuno e avere una visione del tutto personale.
Detto questo…
La prima impressione è confermata. E poi ogni volta che lo rileggo mi rendo conto di qualcosa di nuovo che non avevo notato la volta precedente.
E’ denso, c’è veramente molto, ci ho visto dentro molte cose e di sicuro ce ne sono molte altre che mi sono sfuggite o che non ho capito. HO addirittura delle domande, come nella posta dei “giornalini”.
Andiamo per gradi, che ho quattro pagine di appunti e cose segnate e frasi trascritte.
La critica alla società è innegabilmente forte, dalla segregazione, allo scafandro, gli spostamenti, la semplicità della stanza i traffico di ascensori tra un edificio e l’altro [tra l'altro è meravigliosa l'erba che cresce invece al posto delle strade]. Cioè una roba del genere farebbe cacare in mano anche Orwell.
La prima cosa che ho pensato quando ho visto lo scafandro e il casco, forse un po’ stupidamente, è stata: “cazzo. ma se gli prude il naso [prude sempre quando sa che non lo puoi grattare], se gli brucia un occhio, se gli viene da sboccare?”
La seconda, invece, l’ho pensata tra la fine della prima lettura e l’inizio dell’ultima, ovvero, bello, il fatto di usare dei caschi implica necessariamente il fatto che il campo visivo sia ristretto, come se “qualcuno” volesse fargli vedere solo quel che deve fare, e il resto, quel poco che c’è di altro, non tutto insieme, tanto che per guardarsi attorno deve ruotare la testa, e dopo un po’ se devi continuamente girare la testa per guardarti attorno ti rompi le palle e guardi solo dritto. Poi invece la donna [chiedo perdono per l'infantilità di denominazione dei personaggi] vedi che ha un casco da astronauta, con un campo visivo maggiore e quasi è immediato collegare la cosa al fatto che lei non è dentro, come a dire che un campo visivo maggiore implichi una maggior ampiezza di vedute, e quindi quella curiosità che lui invece ammette di aver perduto da troppo tempo.
E perchè non tolgono i caschi? dicono di non esserci riusciti, ma perchè non sapevano come fare o perchè, di fatto, non hanno avuto il coraggio di farlo? questo è uno dei miei enigmi, per il quale scelgo la seconda possiblità; personalmente mi piace pensare che, abituati a vedere la realtà attravers o quel filtro, non abbiano avuto il coraggio di liberarsene; del resto il primo impatto con l’ambiente esterno lo sconvolge a tal punto che prima sta nell’ascensore per un giorno intero e poi ne è talmente spaesato che si deve appoggiare al muro per non “affogare nello spazio” [cazzo, wow, bello], senza contare che sente nostalgia di casa.
Poi arriva lei e c’è questa sorta di situazione alla Adamo ed Eva ribaltata, con la “trasgressione” al regolamento che si insinua pian piano dal momento in cui si tolgono le tute [e lui si copre gli occhi per la vergogna...dopo devo ricordarmi di tornare sulla gestualità, se non lo faccio ricordamelo per la prossima volta]; al posto della mela sta la loro relazione e la conseguente gravidanza di lei. Sente il peso del regolamento anche in questa situazione, e mi torna in mente il casco che hanno ancora in testa e quello che lui le rompe quando la uccide [se, di fatto, la uccide...può anche solo pestarla e lasciarla lì, su quel pavimento a scacchiera...a proposito, il fatto che lui, quando arriva, stia sulla casella del pedone è voluto o casuale?]. E allora ritorna quell’impossibilità di gestire la libertà [vera o presunta] di cui parla all’inizio.
Poi c’è tutta la fase onirica, dell’allucinazione e dell’incubo che sinceramente mi ha un po’ disorientato all’inizio, e che credo di non aver del tutto capito. In parte credo sia legata alla scelta fatta dal personaggio originale [1.0, se vogliamo chiamarlo coi numeri] di abbandonare tutto per sottoporsi al ciclo di clonazioni; d’altra parte sembra che abbia l’aspetto della profezia di quello che accadrà [i vestiti che trovano ricordano gli abiti matrimoniali che lui vede quando sogna la famiglia o è solo una mia impressione? e poi del resto lui compie di fatto un nuovo sacrificio rituale ritornando alla vita di prima, anche se solo per poco]. A proposito, la clonazione non vale per tutti vero? Lei non ha alcun numero addosso [certo, può esserselo tolto, ma mi vien da pensare che sia più utile che non l'abbia perchè non è un clone].

La blatta! Mi ci sono interrogato per un sacco di tempo. Da dove viene? Come ha fatto ad entrare? Fuori sembra che non ci sia niente se non alberi, erba e rovine. Da dove viene la blatta? e dove va? e poi perchè a lei il titolo della storia?
Ma, soprattutto, la blatta esiste davvero? Secondo me no. Secondo me è lui che si inventa la blatta, è la sua individualità che cerca di emergere all’interno di un sistema che omologa i governati. E’ quella curiosità che crede di aver perso che emerge e che lo porta, forse inconsciamente, a non chiudere la porta, forse per essere cosciente durante lo spostamento. Questo sarebbe sensato anche se si considera l’incubo in cui la blatta gigante esce dal ventre della donna, come coscienza dell’errore [o di quello che pensa esse re un errore] stravolta e con un aspetto mostruoso, a rappresentare la paura che nasce dal gesto compiuto.

E poi c’è la magia, propriamente intesa o meno, della valigetta. La valigetta è, assieme alla blatta e agli scafandri, uno degli elementi migliori del libro [anche il computer con i due bottoni Y e N è geniale]. La valigetta e il suo mistero chiudono la storia con una sospensione meravigliosa, degna di un “POF!” [che però per fortuna non c'è :) ].
La penultima tavola mi è piaciuta un sacco, è molto forte nell’alternanza di quelle che io credo essere le due alternative: il giogo [a cui corrisponde lo scafandro] e la scelta, la via di fuga, rappresentata dalla valigetta [che corrisponde agli occhi dentro lo scafandro].

Graficamente, come ti ho detto, da “persona-che-non-ha-studiato-e-che-non-sa-più-disegnare-e-che-legge-fumetti-ormai-da-sedici-anni”, per me è stupendo, anche per i tagli, le sfocature, il tratto, i neri e i grigi e quei diavolo di monitor che sembrano veramente monitor con la luminosità a palla al buio, fanno male agli occhi.
Ecco si…la gestualità. Mi piace molto l’attenzione alla gestualità che riesce a riportarci gli stati d’animo di due personaggi che non vediamo in volto e la cui espressività, tuttavia, passa attraverso la prossemica.

OK. se sei arrivato fin qui hai una buona costanza e un buon fegato. Spero di non aver detto cazzate fastidiose, capita quando si parla a un autore di un lavoro suo e immagino quanto la cazzata possa essere frustrante. Spero di non essermi tirato troppe seghe mentali.
A questo punto non posso che fare i miei complimenti, di nuovo, per il lavoro e auguri [cazzo inizio a parlare come una vecchia] per i prossimi lavori.
Se hai qualcosa da chiedere chiedi, tipo cose che non si capiscono. Se ho detto cazzate troppo violente dimmelo così non le divul go =P
Alla prossima! [o alla prossima chat notturna come due tredicenni].

Ciao,
Alfredo

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INTERVIEW

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INTERVIEW


me

Su comicsblog continua , grazie al bello e impossibile Andrea Lavagnini, l’arrogante e spocchiosa celebrazione della mia persona in quanto fumettista.
Ora potete pure trovare un’intervista (divisa in due parti data la complessità e l’ estrema profondità degli argomenti!) dove spiego come preparare una corretta pasta al pomodoro e su come pulire il water senza lasciare tracce di vomito,urina e sangue.
Insomma, cose da maledetto studiate a tavolino, as usual.

 

Cliccate   QUI  (prima parte) e  QUI  (seconda parte)  per godere di tutto ciò e ringraziare ancora una volta Andrea per l’ottimo gusto in fatto di fumetti.

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DOPO SOLI 12 ANNI

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DOPO SOLI 12 ANNI


egon

Comicsblog sta recensendo alcuni miei lavori, da Blatta fino ad arrivare a Egon.
Curioso come questa sia la prima recensione in internet del fumetto targato shok studio. Certo, allora internet non era molto usato,e probabilmente col passare degli anni si è cercato di dimenticare l’operato dello shok prediligendo altre autoproduzioni del passato, ma il prode Andrea Lavagnini (che ringrazio a crepapelle) si è andato a ripescare (giuro, non ho capito come lo abbia scovato)addirittura un articolo del Corriere della Sera che recensiva Egon parlandone bene.

 

Vabbè, Cliccate   QUI   per leggere la rece

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ANCORA SU BLATTA

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ANCORA SU BLATTA


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“Dal punto di vista del protagonista Blatta non è un fumetto distopico (almeno all’inizio). Per avere il privilegio di perpetuare la sua vita all’infinito grazie alla clonazione, il palombaro ha accettato di buon grado la rinuncia alla procreazione, i sacrifici di un eremitaggio tecnologico e la perdita della famiglia (che nei suoi ricordi allucinati e lontani - ormai si è reincarnato per la quinta volta - è diventata un uxoricidio richiesto da una pubblica amministrazione rappresentata da un clown e da Topolino). ”

Il resto di questa bella rece lo trovate sul blog di fumetti di carta cliccando  QUI

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LA SCIMMIA PARLA DI BLATTA

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LA SCIMMIA PARLA DI BLATTA


retro2

Con tanti ringraziamenti al primate Fabrizio:

recensionedellamadonnaqui

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ESCONO DALLE FOTTUTE PARETI

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ESCONO DALLE FOTTUTE PARETI


Altri disinfestatori intervengono sulla mia Blatta ed io li ringrazio di brutto

HORROR

NO BLOOD NO FOUL

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ARTICOLO SU COMICBLOG

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ARTICOLO SU COMICBLOG


ciao caccole,
Un bell’articolo redatto da quei redattori tutti pazzi di comicsblog.

enjoy cliccando qui

io torno al mio autismo da consegne.

grazie Marte!

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